LOADSTAR
Calls From The Outer Space

Etichetta: UK Division Records / Alkemist Fanatix
Anno: 2009
Durata: 55 min
Genere: heavy metal


Un ritorno di fuoco per i partenopei Loadstar, nome già noto ai più vecchi sostenitori della scena di casa nostra per i propri primi passi mossi durante gli anni '80, senza aver raggiunto la stessa notorietà di molte altre formazioni italiche, ma avendo maturato con gli anni una certa perizia in sede di songwriting, fattore altamente comprovato e dimostrato dal qui recensito "Calls From The Outer Space", ultima fatica dei nostri che mette in mostra un combo che si è dato da fare, rimettendo in piedi ed oliando per bene una macchina che sa il fatto suo. Strano a dirsi, ma questo è il primo full length della band, che dopo 24 anni dalla sua nascita esordisce per la UK Division con un corposo platter di 11 brani, più uno degli stessi riproposto in versione acustica; 5 composizioni già facevano parte del promo con il quale i Loadstar si erano riaffacciati sul mercato nel 2007, "Gothic" è estrapolata dal demo "Ashes Or Glory" del 1988, mentre non troviamo brani più datati (nulla quindi dai tre demo prodotti fra il 1985 ed il 1986, rispondenti ai titoli di "Loadstar", "Starknights" e "Young Enough To Die"), sintomo di vitalità che evidenzia la superfluità di ricorrere a brani meno recenti per essere apprezzati da chi già aveva accolto i Loadstar nei primi anni della loro attività (di certo non calorosamente come era avvenuto con altre realtà italiane, purtroppo, N.d.P.).
I Loadstar propongono heavy metal infarcito da assalti speed e melodie care allo US Power, sfornando un mix decisamente ben congegnato e mai lasciato al caso, dove l'arrangiamento maniacale dei brani si sviluppa a fianco di un songwriting che a molti potrebbe risultare banale, ma a chi sa soffermarsi sulla passione sprigionata dalla musica senza dover, per forze di causa maggiore, ricercare sempre innovazione in ogni proposta, questo "Calls From The Outer Space" sembrerà un fantastico tuffo nel passato come in questi ultimi anni ci si sta abituando, con la riscoperta delle radici del genere da parte di un elevato numero di band. La "piccola" differenza sta proprio nel fatto che i Loadstar non cavalcano l'onda, ma proseguono un discorso elaborato più di due decadi fa, una sorta di continuum temporale insomma.
Il debut album dei nostri non lesina sulla quantità, e sono 12 i brani, come già anticipato, per ben 55 minuti di puro e sano heavy metal; la registrazione, effettuata nella città natale dei nostri sotto la supervisione di Maddalena Bellini (chitarra dei Nameless Crime, per inciso), Carlo Di Gennaro e Davide Barbarulo, è attenta ai particolari e ricercata nella scelta dei suoni, con un risultato finale che di sicuro si viene a porre al di sopra della media, complice l'ottima preparazione del quintetto, che mette in mostra tutte le proprie potenzialità offrendo un'ottima prova, nonché un ottimo biglietto da visita per chi non aveva mai avuto il piacere o la possibilità di entrare in contatto con i Loadstar.
"Shotgun Messiah" apre le danze, mettendo sin da subito in chiaro i tratti caratteristici della band, che non lesina in quanto ad attacchi all'arma bianca di chiara matrice speed, ponendo sempre in primo piano un amore spassionato per la melodia e una ricerca continua della cura negli arrangiamenti. "Screen Addiction" segue a ruota, ribadendo i concetti precedentemente espressi (e la versione acustica posta in chiusura dell'album non è certo da meno), e "Midnite (The Time Of The Witch)" si avventura in una sorta di tentativo, riuscito, di mixare sonorità care alla scena canadese e tedesca classica, lasciando spazio a "Voodoo Star", perla dell'album a parere di chi scrive, dalle partiture soliste che provocheranno brividi di piacere a chi non disdegna hard rock e power. "Burning Seas" smorza l'assalto dei nostri, con le sue incursioni acustiche ed i toni pacati, ma la sensazione è passeggera, con "Gothic" a riportare l'assetto dei nostri su tempi sostenuti, un'ottima power song come molti act teutonici hanno saputo fare in passato. Lo speed power di "Alien World", la malinconica venatura della semi ballad "Sand Tides", sognante nel contempo, gli spunti al limite dell'hard rock di "Time Won't Forget" e la cavalcata di "Revenge" concludono la carrellata di brani inediti, ai quali si aggiunge l'arrangiamento di una canzone della tradizione popolare napoletana, "Canzone Appassiunata", con la partecipazione vocale di Ida Rendano che si lancia nell'esecuzione del brano nel dialetto del capoluogo campano, duettando con il vocalist Arnaldo "Al" Laghi che canta rigorosamente in inglese.
Non possono non affiorare alla mente rimandi ai primi Helloween, così come alle formazioni che hanno garantito il successo della NWOBHM, senza stare a citare i nomi portanti. Dall'altra parte dell'oceano, è facile riferirsi ai grandissimi Metal Church, per utilizzare il termine di paragone che più risulta azzeccato e collegabile ai Loadstar.
La copia in mio possesso è una versione digipack di ottima fattura, con tutte le informazioni che necessitate di conoscere, seppur non vi sia un booklet con i testi di tutti i brani, la maggior mancanza di questo prodotto (da non escludere che ciò valga esclusivamente per la copia promozionale da noi ricevuta, N.d.P.); l'artwork è minimale, come già quello del promo del 2007 che aveva preceduto questa release, ma decisamente la qualità grafica e la bontà dei brani non vanno di pari passo, come sarà emerso dalle parole spese in precedenza.
Di certo nemmeno stavolta si può parlare di innovazione, e captare riff già sentiti fra un brano e l'altro potrà risultare semplice per molti; come sempre, l'invito è non intestardirsi, ma premiare la capacità e la voglia di rimettersi in carreggiata con un album coraggioso, che ogni amante dell'heavy metal così com'è stato concepito dovrebbe far suo, e mi rivolgo in particolare ai metalheads italiani, che troppo spesso non guardano all'interno dei propri confini per andare a spulciare ovunque ma non nel nostro underground... come non ricordarvi ancora una volta la parola chiave?!?! Supporto, grandi Loadstar!!!
(PaulThrash - Gennaio 2010)

Voto: 8


Contatti:
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Sito UK Division Records: http://www.myspace.com/ukdivision

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