DANIELE LIVERANI
Genius: A Rock Opera

Etichetta: Frontiers Records
Anno: 2002
Durata: 72 min
Genere: progressive metal


Ho imparato ad apprezzare il talento infinito di Daniele Liverani grazie al consiglio di un mio amico che si era recato ad un concerto di Malmsteen dove, appunto, gli Empty Tremor facevano da spalla. Dopo aver acquistato "Eros And Thanatos", vero capolavoro della band, ho voluto capire come potesse essere nato in Italia un musicista così mostruoso. La risposta l'ho avuta quando il mio amico chitarrista Yackson degli Shadows Of Steel mi ha fatto sentire un demo del 1993 in cui Daniele Liverani riusciva a ridicolizzare qualsiasi chitarrista italiano vivente, esibendosi in assoli di chitarra e soluzioni stilistiche impensabili per quegli anni. Daniele era avanti 10 anni, o meglio, era alla pari con i grandi mostri del prog e i grandi chitarristi americani che in quegli anni avrebbero rivoluzionato la scena mondiale.
Veniamo ora a "Genius". Questo capolavoro è una rock opera interamente suonata da Liverani (batteria eclusa, dove troviamo il valido Dario Cicconi). Consigliato a chi ama il prog metal melodico e il musical... siete pronti a un viaggio dei meandri della mente?
"Sin dall'inizio della loro esistenza gli umani non si sono mai domandati perché i sogni prendono vita nelle loro menti"... così esordisce lo "storyteller" Philip Bynoe introducendoci subito il tema di questo viaggio musicale. Viaggio che continua con un cast di musicisti infinito: Mark Boals, Lana Lane, il grande e unico Midnight, Joe Vana... andrei avanti per un'ora... Il bello di questo CD invece non è tanto il super cast di cantanti ma come il loro apporto e, di conseguenza, le musiche siano stati studiati accuratamente per ricavare il meglio da ognuno dei 10 vocalist!
Senza perdermi troppo sulla trama, (che spero vogliate approfondire comprandovi il CD), soffermiamoci ora sui singoli brani. "Genius" si apre con "Without Me Today", pezzo AOR / prog metal che vede alla voce Boals. Un misto tra i Dream Theater, gli Empty Tremor e gli ultimi Magellan!
Questa lunghissima introduzione di 12 minuti lascia poi spazio ad un pezzo memorabile: "The Right Place". Qui le iniziali atmosfere space vengono interrotte da un piano soave dove Boals e Lana Lane duettano in un'atmosfera da sogno. Imminente è il prossimo cambio di orizzonti musicali. Dalla pace di questa seconda canzone si passa a "Paradox" che risulta uno dei pezzi più interessanti del CD. Qui sui tempi dispari prog, Mark Boals e Daniel Gildenlow regalano un duello da brividi, dove linee vocali che spaziano su più di due ottave creano un motivetto malato, potente e originale. Il cantato sembra dunque come un grafico. Note gravi, medie e acute si alternano in pochissimi istanti creando suspence e tensione! Insomma, chi ha creato sta linea vocale ha veramente la mente aperta (sembra di fare "salti di corda" dall'inizio alla fine del manico di uno strumento). Il ritornello ci regala un momento più tirato di doppia cassa. Poi si ritorna a "staccare" prog. Dopo una parte solo strumentale arriviamo ad altre linee vocali magnifiche che partono con le parole "we're twin spirits". Ovviamente c'è anche l'acuto finale di Boals (sul quale mi soffermerò alla fine).
Il pezzo seguente "The Glory Of Our Land" è un'altra bomba power prog. Gli spunti iniziali leggermente neoclassici lo fanno sembrare un pezzo vicino ai Symphony X di "The Damnation Game". Anche il suono di tastiera è in questo brano simile a quello di Pinnella. Il cantato di Chris Boltendahl è molto deciso e cattivo. Finalmente dopo ottimi assoli satrianeggianti si intravvede un solo di Liverani di quelli che ci si aspetta: scale pennate, sweep... tanto tocco quanto gusto! Da rivedere è forse il ritornello del pezzo che volontariamente si distacca e un po' stona con la voce roca e bassa del cantante. Ottimi invece i cori in tutto il brano e in generale i tutto il CD.
Dopo questa dose di note si sente il bisogno di un riff più anni '80 che si lasci ascoltare in pace: ecco arrivare "All Of Your Acts", pezzo a metà tra "Jump" e Steve Vai, con un ritornello più prog ovviamente. A cantare troviamo Joe Vana e John Wetton! Il viaggio continua con "Dreams", pezzo più power metal oriented, dove Boals canta praticamente con la stessa intensità di "Alchemy" di Malmsteen, tanto che il brano potrebbe venire tranquillamente inserito nel CD del noto guitar hero (ma di Boals parlerò solo alla fine).
Si continua con la stupenda "My Pride", pezzo più AOR / rock / prog metal dove Steve Walsh canta da dio e Liverani si cimenta in un solo di gran classe.
La seguente "There's A Human" è invece un segone mentale prog della madonna con tanto di riff iniziale memorabile. Le linee vocali, sia quelle più power della strofa, sia quelle dell'apertissimo ritornello, rendono il pezzo tra i migliori del CD. L'assolo, invece di fare la cosa che ti aspetti (cioè "turtellare" 6000 note a 180 di metronomo), regala momenti incredibili che solo uno Steve Vai, un Greg Howe e un Micheal Romeo ti possono dare! Buone le prestazioni di Boals e Hartmann.
"Genius" continua a regalarci emozioni con un pezzo strano e interessante come "Father". Il brano potrebbe accompagnare un film come "La storia infinita" senza problemi... soprattutto quella parte molto anni '80 con solo piano e voce. Nel ritornello ci pensano gli accordi di chitarra a riportarci nell'atmosfera rock del CD. Anche in questo pezzo troviamo un immenso Joe Vana (e immense pompose e trascinanti sono ovviamente anche le linee vocali) e un grande Liverani prima pianista del sogno, poi autore di un mini solo Petrucciano di grande effetto.
Il decimo pezzo è "Terminate". Canta Midnight! Devo dire qualcos'altro? Non è il caso. Il pezzo è un prog power ansiolitico difficilmente definibile. Midnight canta con la stessa grinta e follia di sempre. Comprerei il CD solo per sentire la sua risata alla fine del pezzo!
Il primo capitolo della trilogia di "Genius" giunge al termine con "I'm Afraid", dove troviamo l'inconfondibile modo di fare prog metal alla Liverani. Questo brano (dalla costruzione più vicina agli Empty Tremor di "Eros And Thanatos") è il perfetto riassunto di un CD quasi perfetto. Liverani ha azzeccato il brano ideale per chiudere il primo episodio di Genius, senza incappare invece nel solito lentone. La canzone infatti termina ma ci lascia un senso di continuazione... vorremo il pezzo non finisse mai e invece il CD ci lascia col rumore di una sveglia che ci preannuncia il secondo episodio!
Il bello del sound di "Genius" è un prog melodico che non si dimentica degli altri generi, ma anzi li incorpora costruendo percorsi musicali particolarmente originali. Ciò non toglie che io preferisca "solo" e soprattutto il lato più prog metal di Liverani in quanto grande estimatore del genere...
Prima di concludere devo fare un appunto su Mark Boals. Lo faccio ora perché non voglio che questo commento rovini questa recensione su questo bel CD. Mark Boals secondo me è un cantante normale, non un mostro e non c'entra veramente niente con questo CD. Boals ha un modo di cantare forzato... insomma, spinge come un dannato. Per chi canta e studia non è piacevole da ascoltare... ma in ogni caso si tratta di bazzecole in confronto alla completezza di questo lavoro! So che non si può avere la luna ma io avrei preferito sentire come cantante principale un Allen, un Tiranti o un Matos.
Beh, sono già stato accontentato: tra poco uscirà il secondo capitolo e tra i tanti cantanti figurano proprio l'insuperabile Rob Tyrant e quel mago della melodia di Russel Allen! In Italia c'è qualcuno che merita di far musica. In un panorama super inflazionato da 1000 gruppi power metal tutti uguali, fa piacere ogni tanto ascoltare un concept album che sa parlare tanto con la musica quanto con le parole. Consigliato a chi pensa che la musica non abbia confini di stile e di genere. Lode.
(Majesty - Aprile 2004)

Voto: 10


Contatti:
Sito Genius Rock Opera: http://www.geniusrockopera.com/
Sito Daniele Liverani: http://www.danieleliverani.com/
Sito Frontiers Records: http://www.frontiers.it/