LIQUID HORIZON
Urban Legends
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2005
Durata: 56 min
Genere: melodic prog metal
Sono tedeschi questi Liquid Horizon, e durante i primi ascolti il loro
CD mi sembrava veramente ben fatto. Devo proprio dirlo, ero rimasto
impressionato sia dai suoni molto buoni sia dalla voce, potente al
punto giusto. Insomma un bel dischetto, con tutte le carte in regola.
Qualcosa poi, dopo ripetuti ascolti, è mutato. Cosa? L'interesse, ecco
cosa! Se al primo e secondo ascolto mi immergo nella proposta
musicale cercando di sentire se la voce è amalgamata con il resto della
band, e valuto i suoni di chitarra, batteria e basso, con gli
ascolti successivi stabilisco, secondo il mio gusto personale, se il CD
sia interessante e se apprezzi o meno anche la proposta musicale.
Questo purtroppo non accade, almeno nel mio caso, ovvero faccio fatica a trovare
la voglia di premere nuovamente "play" ad ascolto ultimato. Ma perché?
Cerchiamo di capirlo.
Allora, l'inizio è affidato ad un gran bel pezzo dove le chitarre
la fanno da padrone dalla prima nota; riff ultra compresso e ritmica
schiacciasassi, delle belle tastiere che "aprono" il suono a soluzioni
più armoniche. La voce è perfettamente amalgamata e l'up-tempo che ci
investe dal titolo "Twenty 4 Hours" ha tutte le carte in regola, ma
manca di qualcosa, forse di un ritornello catchy o di una strofa
maggiormente incisiva!
La seconda canzone, "All Coast", inizia dove finisce la precedente,
anzi sembra quasi la stessa: il riff è ultra compresso ed è affidato ad
un chitarrista preciso e pulito ma forse un po' monotono. Inoltre la
ritmica spezzata alla "Metropolis" dei Dream Theater può far fico,
indubbiamente, ma almeno cerchiamo di fare in modo che le canzoni con
tale arrangiamento non siano piazzate l'una dopo l'altra! Qui il
ritonello è un po' più ricercato e delle melodie orientali danno quel
"quid" in più al pezzo rispetto al precedente.
"Free World" inizia con solo voce e piano, e dopo vari ascolti mirati
si sente che il cantante stecca (ahi ahi ahi ahi!) sulla seconda
strofa. Niente di cosi grave se non fosse che, quando la canzone parte
con le chitarre distorte, ci ritroviamo di fronte al già largamente
sfruttato riff stoppato. Fortunatamente la cosa dura solo per poche
battute. Il tutto a breve muta e la strofa poggia su un giro di basso
ed una chitarra con suoni puliti. Il pezzo non è male, ad esser
sinceri, nonostante manchi sempre quel qualcosa che dovrebbe farlo
decollare. Belle comunque le armonizzazioni e pregevoli gli
arrangiamenti di tastiera. Unica nota negativa, il ritorno del solito
riff schiacciaossa stoppato sul finale che fa da base agli assoli di
tastiera e chitarra. Che peccato!
"Walk On Water" non si discosta di una virgola dalle prime due
canzoni: ancora ritmiche sincopate, tastiere di contorno e basso e
batteria che riempiono quando la chitarre tacciono... La noia inizia ad
aleggiare durante l'ascolto del pezzo, in fondo troppo simile ai
primi due!
La successiva "Forever" è una traccia aperta da un arrangiamento
orchestrale. La canzone ci illude alla grande! Sembra iniziare da un
momento all'altro, ma, dopo quella che pare una continua introduzione
basata su tastieroni orchestrali e voce, finisce, lasciandomi un po'
con l'amaro in bocca poiché la costruzione del pezzo sembrava tanto
l'inizio di qualche suite, lunga ed articolata... In aggiunta, la
successiva "Superstar", scritta con lo stesso modus operandi, non si
discosta di una virgola dell'attitudine presa finora dalla band. Non
capisco ora come mai si definisca "Power And Groove". Su "Power" non
discuto ma per quanto riguarda il "Groove" ci sarebbe da fare un
discorsetto; se per groove si intende la stessa ritmica stoppata in sei
canzoni su nove allora, forse, qualcosa non è stato ben capito dalla
band. Comunque, "Superstar" vanta finalmente di un buon ritornello che
giova molto al pezzo.
"Urban Legends" fila liscia che è una meraviglia, sempre caratterizzata
dal groove appena citato. Con la successiva "Up And Away", per quanto
mi riguarda, siamo di fronte al pezzo arrangiato meglio, sia dal punto
di vista vocale, visti i bei controcori ed il ritornello finalmente
imbroccato alla grande, che dal punto di vista strumentale (c'è un po'
più di carne al fuoco, compositivamente parlando!). La canzone vince su
tutte poiché il ritornello è semplice e ripetuto più volte, in modo
tale che l'ascoltatore, poco dopo, possa iniziare ad intonarlo.
Chitarra e tastiera si scambiano vicendevolmente gli assoli,
alternandosi, come i migliori Iron Maiden fanno ed hanno fatto in tutta
la loro carriera.
"Brave New World" è una mezza delusione per il sottoscritto. L'avrei
capita di più se fosse stata usata come ghost track che come vero e
proprio pezzo; una canzone acustica-orchestrale che, tra l'altro,
chiude un CD dove la pesantezza (qui definita groove) regna sovrana...
non mi sembra la scelta più consona.
Per concludere, non mi sento assolutamente di stroncare una band come
questa. Il mio unico appunto è riferito al fatto che le canzoni, seppur
tutte prodotte e suonate molto bene, tendono un po' troppo a
somigliarsi, vuoi per la scelta dei suoni, degli accordi o dello stile.
Come ho scritto prima, inizialmente ero rimasto molto colpito dalla
band, poiché ci sanno fare e le canzoni sono belle, ma solo se prese
singolarmente; ascoltando il CD tutto di un fiato, la noia tende a
prevalere sull'ascoltatore, per la somiglianza eccessiva, già
ampiamente dibattuta, delle canzoni. Questo è il mio modesto parere. Se
poi foste attratti dalle band con bei suoni, chitarre ultra heavy
contornate da una tastiera, ed un cantante molto convinto e cattivo che
non tende mai a salire su note troppo alte, allora "Urban Legends" fa
per voi. Se cercate invece canzoni originali, diverse e poco
stereotipate, non avvicinatevi nemmeno per scherzo alla proposta
musicale dei Liquid Horizon.
(Hellcat - Maggio 2005)
Voto: 7
Contatti:
Marc Schroth
Neckarsteinacher Strasse 2
64646 Heppenheim
GERMANY
Mail: info@liquidhorizon.de
Sito internet: http://www.liquidhorizon.de/