LIEGE LORD
Freedom's Rise

Etichetta: Azra Records / Black Dragon
Anno: 1985
Durata: 32 min
Genere: U.S. Power Metal


Questo Ŕ il primo disco dei Liege Lord, una gran mazzata nel cranio indubbiamente, acclamato dalla quasi totalitÓ dei metal maniacs come un classico fra i classici. Originariamente l'album uscý per la misconosciuta Azra Records, autrice anche del primo album dei leggendari Jag Panzer, per poi accasarsi nella francese Black Dragon, che in quegli anni aveva fatto del Power e dell'Epic made in U.S.A. il suo credo (vedi Manilla Road, Exxplorer, Heir Apparent).
A mettere subito le cose in chiaro ci pensa l'intro maideniano "Prodigy", che apre la via alla dirompente cavalcata di "Wielding Iron Fist" seguita a ruota da un altro brano letale come "Dark Tale", veloce e possente come solo i Metal Church o appunto i Jag Panzer sapevano fare.
La ricetta dei Liege Lord Ŕ piuttosto semplice, la loro base Ŕ vicina alla potenza/melodia dei Judas Priest e dei Maiden di un tempo, ma rivista in chiave americana, con quel pizzico di speed/thrash che ha sempre connotato il trademark dei gruppi statunitensi.
Molto spesso in questo disco confluiscono apertamente sprazzi di epicitÓ, sia musicale che liricamente, il quarto brano "Amnesty" Ŕ addirittura mistico, con quel mid tempo coinvolgente ed il cantato di Andy Michaud che mi convince molto di pi¨ che nel loro secondo disco "Burn To My Touch". In brani possenti come "Rage Of Angels" il cantato Ŕ decisamente influenzato da Rob Halford e probabilmente anche da King Diamond, per via della teatralitÓ interpretativa.
L'album procede liscio senza nessun tentennamento, questo Ŕ un Metal anni '80 particolare, veloce e cadenzato, non immediato ma veramente coinvolgente se si fa l'orecchio allo stile di questa band, che ammalia ascolto dopo ascolto. Ottima la sezione ritmica, i solisti e le soluzioni melodiche, un gran bel disco veramente, che nel finale ci lascia un trio di brani del calibro di "Warriors Farewell", "For The King", "Legionnaire" dalle atmosfere epiche ma sempre incanalate nella potenza che contraddistingue il gruppo, fra cavalcate poderose, impregnate di NWOBHM e riadattate alle influenze della scena americana del tempo.
Un altro album che non dovrebbe mancare nella discografia di ogni maniaco degli anni '80.
Buy Or Die!
(Muad'Dib - Settembre 2003)

Voto: 9.5



Un vinile che mi ha sempre lasciato perplesso, lo trovo incompleto, manca di energia e dopo vari ascolti non mi riesce di apprezzarlo, forse la produzione o forse la voce del cantante non mi convincono.
(metalchurch - Ottobre 2003)

Voto: 5