LEVIATHAN
Deepest Secrets Beneath

Etichetta: Rock The Nation
Anno: 1994
Durata: 47 min
Genere: power metal


"Deepest Secrets Beneath" rappresenta l'esordio sulla lunga distanza per questo gruppo statunitense che in precedenza aveva fatto uscire un MCD contenente 5 canzoni. Questo disco ricevette al momento della sua uscita recensioni più che lusinghiere che decantavano le lodi dei nostri, e in più di un'occasione mi capitò di leggere che i Leviathan rappresentavano una vera e propria promessa in campo prog-metal.
Personalmente ritengo che in quegli anni (1993, 1994 e seguenti) l'etichetta prog-metal venisse usata con troppa disinvoltura e questo, per farla breve, è uno di quei casi. Insomma, io in "Deepest Secrets Beneath" di prog ne trovo ben poco: di base i Leviathan di questo disco erano una band metal, solo che spesso si prodigavano in stacchi e ripartenze e a volte ripetevano lo stesso giro più volte con minime varianti (un tempo di batteria diverso, un'armonizzazione di chitarra in più ecc.). Certo, non erano troppo legati allo schema canzone strofa-bridge-strofa-bridge-ritornello-assolo-bridge-ritornello... però di qui a dire che erano un gruppo prog-metal ce ne corre.
Il brano di apertura "Confidence Not Arrogance" dopo una partenza martellante sembra sempre sul punto di esplodere ma non riesce a farlo, soffocato da mille stacchi che mostrano le capacità del batterista ma frenano il tiro del pezzo. E questa cosa si ripeterà anche in altri brani del CD. Con questo non voglio dire che "Deepest Secrets Beneath" sia un disco brutto, è che lo trovo poco coinvolgente, appesantito da trovate e soluzioni pesanti che rendono l'ascolto poco fluido. "The Calling", terzo pezzo in scaletta, e i due minuti e mezzo di "Painful Pursuit Of Passion And Purpose" sono un perfetto esempio di quello che voglio dire. La bravura e la tecnica ci sono, ma sono imbrigliate in rigidi schemi esecutivi. Le cose migliori si hanno con "Sanctuary", introdotta da un arpeggio malinconico, e "Disenchanted Dreams (Of Conformity)", canzone dalla struttura ben definita e caratterizzata anche da un bel testo. Piacevole anche "Run Forever", con una parte iniziale che ricorda i Fates Warning e forse anche i Warlord.
Complessivamente, a mio parere, "Deepest Secrets Beneath" è un disco non del tutto riuscito. Niente da eccepire sulle capacità tecniche dei musicisti... le parti però non mi sembrano ben assemblate. Sapranno anche fare di meglio, non voglio negarlo, ma nel 1994 per me i Leviathan non erano una di quelle band da seguire con maggior attenzione.
(Linho - Ottobre 2004)

Voto: 6