LETZTE INSTANZ
Schuldig

Etichetta: Drakkar Records
Anno: 2009
Durata: 51 min
Genere: folk / gothic / industrial


Nel riempire la casella 'genere' di questa recensione mi sono ritrovato quasi in difficoltà, visto che par parlare della proposta musicale dei Letzte Instanz basterebbe evitare strani accostamenti di generi, limitandoci a fare due/tre nomi che, mescolati assieme, danno perfettamente l'idea della musica di questi ragazzi tedeschi: i Letzte Instanz, infatti, sono un punto di incontro tra quel filone rappresentato da gruppi come In Extremo e Subway To Sally, unito agli onnipresenti Rammstein. Personalmente apprezzo molto i tre nomi citati e se è vero che gli ultimi hanno una classe che supera di una buona spanna quella di tutti gli altri esponenti del genere, è vero anche che In Extremo e Subway To Sally hanno saputo creare un loro stile molto imitato, soprattutto in Germania. Tra questi due nomi, in effetti, è proprio quello dei Subway To Sally ad essere più vicino ai Letzte Instanz: questi sette musicisti, infatti, hanno una forte vena romantica che non trova la sua anima gemella né nel folk più festoso degli In Extremo, né nella durezza di molte composizioni dei Rammstein (sebbene in questi ultimi il lato romantico sia ben visibile), ma può essere accostato benissimo ad un lavoro come "Nord Nord Ost" dei citati Subway To Sally. D'altra parte anche la formazione rende evidente questa tendenza musicale, visto che, oltre alla classica struttura rock fatta di basso, batteria e chitarre, troviamo un violinista e un violoncellista.
"Schuldig", in particolare, è l'ottavo album in studio di questa band tedesca e ormai mostra un gruppo ben rodato che conosce le sue potenzialità e sa tentare con perizia il suo pubblico: le quattordici canzoni, infatti, sono molto melodiche, quasi pop nella loro immediatezza, e delicate al punto giusto da non spaventare gli ascoltatori meno abituati al metal. Tutto è bello pulito, lucido, sia nei momenti veloci che in quelli più delicati e la band ci sa fare davvero. Sì, perché quest'anima pop a me non dispiace affatto, dato che la maggior parte dei pezzi è davvero trascinante.
Ascoltate il ritornello di "Mein Engel" e ditemi se non state sbatacchiando la testa con piacere su questo ritmo perfettamente dosato tra malinconia ed energia. Ecco, questo secondo me è il punto di forza maggiore del gruppo, che riesce sempre a restare a metà strada tra queste due anime, spingendo ora sull'una, ora sull'altra. Così da una parte abbiamo pezzi più dolci (il che non vuol dire automaticamente lenti), come "Flucht Ins Glück", "Dein Licht" (con la partecipazione di Leandra, la pianista dei Jesus On Ecstasy), "Die Eine"; potenziali singoli pop come la già citata "Mein Engel", "Feuer", oppure meglio ancora "Der Garten", cantato assieme alla cantante turca Aylin Aslim; fino ad arrivare a delle belle mazzate di metallo elettronico come "Komm" o "Vollmond". Infine non posso non citare "Mein Leben", un pezzo molto bello con gli archi a creare un'atmosfera maestosa e un ritornello assolutamente riuscito.
Insomma, so che molti bolleranno questo lavoro come robetta leggera e di facile presa: personalmente sono consapevole di non avere di fronte un capolavoro della musica e che le canzoni del CD prendono subito al primo ascolto ma poi scompaiono abbastanza in fretta. Resta il fatto che questo album è divertente al punto giusto, sia per il gusto elevato nelle melodie, sia per la cura sonora del prodotto. Anzi, ora me lo riascolto!
(Danny Boodman - Marzo 2009)

Voto: 7.5


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