LET ME DREAM
Soulshine
Etichetta: Succubus Records / Risestar Promotions
Anno: 2004
Durata: 42 min
Genere: dark gothic metal
Ecco un altro gruppo finlandese che mi capita di recensire nel giro di
poche settimane: veramente prolifici ed intraprendenti i ragazzi del
paese dei mille laghi! Let Me Dream è una band nata nel 1992 che dopo i
soliti cambi di formazione è riuscita a stabilizzarsi nel 1994. Passo
dopo passo è arrivata al 2005 lasciandosi alle spalle quattro uscite
discografiche, singoli inclusi.
Ma, a parte i cenni biografici, che cosa suona realmente la band?
Che musica propone al suo pubblico?
Principalmente si parla di metal, quindi chitarre pesanti, batteria
pestata e tutti gli altri cliché che il genere sfrutta per non essere
passato in radio alle tre del pomeriggio.
Caratteristica che subito ci balza all'orecchio è una voce che
sfrutta prevalentemente due formule interpretative: quella cattiva e
quella riflessiva. Ad essere onesto, in questo caso la voce mi piace
soltanto quando è aggressiva (sullo stile Children Of Bodom / Cradle Of
Filth, per capirci). Le parti più darkeggianti e riflessive (Moonspell
e Therion entrano qui in gioco come termini di paragone più lampanti)
non mi piacciono perché in più di un'occasione il pezzo si
infiacchisce, perdendo la giusta spinta trainante.
"Soulshine", prima traccia, parte con un up-tempo molto
trascinante, un facile riff di chitarra ed una bellissima tastiera che
utilizza suoni molti vicini al "nostro" Oleg Smirnoff (ex Eldritch ed
ora in forza nei Death SS). La canzone vive su più parti che alternano
momenti pestati ad altri dark. La voce è molto presente ed è il cardine
principale negli arrangiamenti dark. In queste parti la voce è
evocativa ma non troppo convincente.
"Roses On The Silver Plate" non riesce, anche dopo ripetuti
ascolti, a scaldare il mio vecchio (???) "metal heart". La traccia
vanta un buon inizio dinamico, sempre supportato da una tastiera
arrangiata magistralmente. Peccato che dopo poche battute la canzone si
infranga su di un ritmo molto discontinuo, quasi zoppicante, dove
ancora una volta il cantato evocativo ruba la scena agli altri
strumenti. La parte centrale del pezzo è sorretta da una chitarra
acustica e si contraddistingue per i toni più smorzati, cosa che
cancella in un sol colpo l'energia sprigionata dalla prima traccia.
Fortunatamente la successiva "I Resonate" ci spiazza grazie ad una
partenza in pieno stile black metal. Una vocina alla Dani Filth,
maligna e subdola, ci assale nei primi versi. Un buon riff di chitarra
supporta al meglio la voce e, in un secondo tempo, subentra
prepotentemente una tastiera che ingloba il pezzo smorzandone i toni un
po' troppo heavy. Grande anche l'idea del pre-ritornello sussurrato,
sorretto da una chitarra acustica che accompagna la voce al vetriolo.
Essa è pronta ad esplodere nella strofa successiva. Questi Let Me Dream
mi fanno venire in mente i Rhapsody in versione satanica!
"Domain Of Despair" impreziosisce il CD proponendo un mid-tempo
di crescente intensità, grazie anche ad un'orchestra di sottofondo. Le
chitarre s'impongono con dei duelli melodici. Finalmente degli assoli
più elaborati arricchiscono il pezzo con tecnica e feeling
"chitarristico", finora un po' troppo in secondo piano. La voce è
aggressiva e le parti più rilassate fanno capolino (fortunatamente!!!)
in piccole dosi: in due parole, maestosa e metallica!
"Powered By The Moon" avrebbe potuto percorrere due strade: quella
intrapresa finora, che non è affatto male per il sottoscritto, o
rivolgersi a qualcosa di più banale e di già sentito. Purtroppo per
questo pezzo è stata scelta la seconda strada. La canzone inizia e
finisce senza lasciare un segno evidente, se non una sensazione di
forzato riempitivo. C'è da dire che le chitarre lavorano bene, la voce
continua ad alternare i due stili di canto finora descritti e la
tastiera, questa volta, non fa il suo "sporco" lavoro di rifinitura, ma
è solo posta come tappeto sonoro. Sarà questa la scelta che ha fatto
perdere un attimo la rotta ai Let Me Dream? Se fossi un professore ed
il pezzo un alunno, sicuramente lo rimanderei a settembre (cosa che
oramai non è più di moda).
"Babel" è un altro piccolo gioiellino. Maligna ed oscura fino
all'osso. Dall'intro da film horror, il pezzo non ha mai un cedimento.
Cantata principalmente in modo "acido" (ancora i Cradle Of Filth come
influenza!) e suonata veramente con grandi arrangiamenti, è il pezzo
migliore del CD. Gli strumenti riescono a trasmetterci grandi emozioni
grazie al ritmo che chitarre e batteria sapientemente dimezzano,
lasciando la tastiera come unica "oscura presenza" ad enfatizzare un
cantato evocativo con suoni ricercati. Questo è l'unico brano dove lo
stile del cantante riesca a colpirmi. Da segnalare anche
l'arrangiamento della parte centrale, dove le chitarre armonizzate si
intrecciano e doppiano l'assolo di tastiera. La traccia si conclude
con un finale che riprende l'inizio del pezzo. Non è facile descrivere
una traccia così complessa. Non tanto per la tecnica, ma per il modo di
procedere e di creare musica. Riesce a stupire l'ascoltatore più di una
volta: questa è la "complessità" a cui io mi riferisco. Una complessità
che vede come primo obiettivo la ricerca del suono giusto al momento
giusto. Anche se non ci sono un milione di note velocissime prese da
scale o modi o metodi intricati, il pezzo riesce a meravigliare. In
questa canzone (purtroppo, solo in questa) la band ha impartito una
grande lezione.
Con "As The Souls Embrace" la band scivola di nuovo nel limbo del già
sentito. Non è facile stupire sempre l'ascoltatore: nemmeno i grandi
della musica ci riescono. Il pezzo, senza infamia e senza lode, stà
bene dov'è: non ci fa saltare dalla sedia, ma in fondo un po' di riposo
è lecito dopo lo sforzo precedente!
"Dust Of Time" è la canzone più breve e forse più veloce dell'intero
album: anch'essa non ha quella spinta che dovrebbe avere per mantenere
l'interesse per ora arrestatosi a "Babel". Bello l'assolo di chitarra,
stranamente "allegro". Anche qui la tastiera viene lasciata in un
angolino con l'unico obiettivo di far da sfondo alla voce ed alle
chitarre.
"Autumn Twilight" è atipica, lontana da quanto ascoltato finora. Delle
chitarre acustiche ed un'orchestra campionata sorreggono tutto il
pezzo, parte centrale esclusa. La band cambia stile e preferisce
giocare la carta del pezzo soft. L'atmosfera è abbastanza tetra (si
parla sempre di dark metal) e gli accordi utilizzati, come negli altri
brani, sono in prevalenza minori o diminuiti: aspetto musicale che
sottolinea un'atmosfera puramente triste. La batteria entra solo
all'ottava battuta con un tempo leggero che cresce per tutta la durata
della canzone fino ad esplodere nella parte centrale, affidata ancora
alle sapienti mani del tastierista che prende la canzone e la trasforma
in un mid-tempo in puro stile gotico. I Cradle Of Filth ed i Death SS
(degli ultimi anni) sono i termini di paragone più vicini: i primi per
le sfuriate vocali, i secondi per come il pezzo tende a muoversi. La
traccia in questione comunque mi piace: il cantante ci fa sentire la
sua vera voce, tralasciando il black/death o il dark. Il nostro tira
fuori una vocina alta e definita proprio niente male. Dopo l'assalto
centrale la canzone torna dark e soft per poi condurci pacatamente alla
fine di questo, a tratti molto ben suonato, CD.
Cosa manca al gruppo?
Pressoché nulla: sono personali e abbastanza fantasiosi nello scrivere
canzoni. A parte la voce che non sempre mi ha convinto, posso esser
soddisfatto ed esprimere un giudizio positivo. Come in tutte le realtà
musicali ci saranno coloro che ameranno alla follia la band ed altri
che le volteranno le spalle: io per ora mi pongo al centro.
(Hellcat - Marzo 2005)
Voto: 7.5
Contatti:
Mail Let Me Dream: letmedream@letmedream.com
Sito Let Me Dream: http://www.letmedream.com/
Sito Risestar Promotions: http://www.risestar.cl/