LETHAL
Programmed
Etichetta: Metal Blade
Anno: 1990
Durata: 47 min
Genere: Classic/Epic Metal
Sinceramente non conosco quasi nulla di questa band. Non ne avevo sentito parlare neanche all'epoca e quindi quando pochi mesi fa ho avuto la possibilità di ascoltare questo lavoro devo ammettere che la sorpresa è stata veramente notevole.
Chiarisco subito una cosa: se i Queensrÿche avessero chiesto una percentuale sulle vendite di questo disco non ci sarebbe stato nulla di strano! Infatti questo "Programmed" è un figlio più che legittimo di "The Warning" (soprattutto) e "Rage For Order", lavori dell'appena citato quintetto di Seattle. In molti punti si sfiora il plagio veramente di pochissimo, e non solo per la performance vocale del singer dei Lethal.
Sotto con i riferimenti allora (Lethal - Queensrÿche):
"Programmed" - "En Force"
"Plan Of Peace" - "Before The Storm"
"Another Day" - "I Dream In Infrared"
questi sono per me i più evidenti, in particolare quest'ultima canzone ha delle parti veramente identiche!
Ma a prescindere da questo aspetto, e per me resta chiaro che attingere da certe band è tutt'altro che un difetto, i Lethal dimostrano di essere una band che suona e che lo sa fare molto bene: tutto il disco scorre via con molta naturalezza, non ho trovato passaggi banali o fini a se stessi, gli arrangiamenti sono fluidi... non ci sono esasperazioni di tecnicismi o pomposità. pur attingendo spudoratamente dalle fonti citate prima, la band è riuscita comunque a rendere abbastanza personale questo lavoro, e sinceramente di carne al fuoco ce n'è veramente tanta.
Tutte le canzoni, e sottolineo tutte, hanno un livello molto alto, i diversi arrangiamenti si intersecano con una semplicità anche disarmante, e quando dal telecomando del lettore CD si evita l'uso dell'avanzamento alla track successiva, beh, mi sembra già una cosa che non necessita di tante spiegazioni!
La qualità principale di "Programmed" è proprio nella velocità con cui scorrono questi 47 minuti di musica, cioè senza alcun calo di tensione o noia: l'attenzione resta sempre alta perché tutto il songwriting è realizzato ad opera d'arte e le linee vocali si fondono meravigliosamente con le ritmiche; l'altra cosa che colpisce è la performance vocale del singer, ispirato in tutto e per tutto (perfino nelle pronunce) dal maestro Geoff Tate.
Purtroppo i richiami ad altri lavori, usciti fra l'altro diversi anni prima, sono troppo evidenti, ed è per questo che non me la sento di dare un 9 pieno, anche se personalmente questo disco continuo ad ascoltarlo e non mi ha ancora stancato.
E comunque... ben vengano lavori così!!!
(Disconnected - Ottobre 2002)
Voto: 8.5