LESION
Post-Modern Zibaldone (promo)

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2004
Durata: 57 min
Genere: death metal con melodie


Che lavoraccio recensire questo promo!!! Mamma mia! Da un lato sono contento quando un gruppo prova a fare qualcosa di ricercato, ad ascoltare i gruppi clone ci si rompe solo le balle. Ma dall'altro lato a recensire un gruppo clone si fa moooolta meno fatica!
Ma intanto chi sono questi Lesion? Attualmente sono un duo da Napoli. Il gruppo è nato nel 1999 ed è passato attraverso vari cambi di line-up. Alla fine hanno deciso di rimanere un duo: Generoso Immediato (chitarre, effetti, chitarre synth, synth, programmazione batteria e basso, effetti sonori, voce pulita) e Gianluca Martucci (voce estrema e pulita, mandolino e percussioni, basso e programmazione batteria). Il materiale presente in questo promo era stato composto tra il 1999 ed il 2001. I due hanno poi deciso di dare una forma finale al tutto, e questo lavoro è ancora in corso: in mano ho il "raw mix", ossia una versione non definitiva delle registrazioni finali (manca la fase finale del mixaggio e la masterizzazione).
Questo album è sicuramente ambizioso: i Lesion hanno creato quello che chiamano un concept album circolare basato su vari temi.
La circolarità la si nota già dalla copertina a tinte pastello, dove su uno sfondo arcobaleno c'è una testa sezionata da cui escono dei fili, che si trasformano in un albero. In sottofondo all'albero c'è il blu/indaco e sopra il rosso, quasi a simboleggiare le sagome di alcune montagne al tramonto. Appena sotto l'albero si può intuire un sole (che tramonta appunto), da cui prende vita una bolla con una persona, che confina col corpo di un uomo. Questo stesso corpo è tagliato all'altezza del collo, e si potrebbe unire questa parte con l'inizio dell'immagine, formando un anello ciclico. Un artwork sicuramente suggestivo, che farebbe la sua ottima figura su un bel digipack.
L'uso di vari temi è intuibile già dal titolo: chi ha avuto a che fare con la storia della letteratura italiana si ricorderà di Giacomo Leopardi e del suo Zibaldone, ossia una sua raccolta di pensieri. Anche questo album è una raccolta di pensieri, sia musicali che lirici. Musicali perché l'album contiene 18 tracce (dai 3 secondi di silenzio agli 11 minuti), tutte frutto dell'unione di vari spunti del gruppo. Lirici perché le 5 canzoni dotate di testi parlano dei pensieri di una persona in uno scenario "post moderno" (che ricorda anche troppo quello attuale!) che si interroga sul significato della vita in una società che rende le persone delle sagome vuote.
E la musica? E' bella tosta da descrivere. In generale si può parlare di death metal con melodie. Buona parte di questo lavoro è basata sulla violenza, con voce in growl/scream, batteria tirata e riff spaccaossa. Ma spesso ci sono degli stacchi melodici, o delle melodie sovrapposte a dei riff death. Se prendo una ad una le varie componenti, allora non posso fare altro che complimentarmi con i Lesion. Qui dentro ci sono tonnellate di riff, tutti di ottima qualità. Le melodie sono belle intriganti e varie, da quelle sognanti a quelle più cupe. La batteria, pur essendo programmata, non dà quel senso di finto, grazie a partiture "organiche", nel senso che ci sono continue variazioni che rendono più viva (o meno morta, dipende da come la si guarda) la batteria programmata. Gli assoli, seppur brevi, sono ispirati ed emozionanti. Inoltre i synth ci regalano un sacco di dettagli succosi in secondo piano, tra cinguettii d'uccelli e didgeridoo (o come cazz si scrive).
Fin qui solo elogi. Sicuramente la maggior parte di voi lettori prima di leggere la rece avrà già letto il voto, ed arrivati a questo punto vi starete chiedendo se mi sono preso a martellate in testa. No, sono rincoglionito e so di esserlo, ma il 7.5 lo spiego così. Ormai avrò ascoltato questo CD almeno 30 volte, e continuo a pensare che sia troppo partizionato, ossia che il lato "zibaldone" prevalga su quello "organico/circolare". Magari fra altri 100 ascolti comincerò a pensare che sia un capolavoro, ma non posso far aspettare un anno al gruppo per fargli la rece. La cosa che non mi fa esaltare all'ascolto di questo CD, e che lo rende ostico e molto dispendioso dal lato dell'attenzione, sono i ripetuti stacchi e cambi. A parte un paio di parti puramente melodiche, quando i Lesion si mettono a menare hanno il vizio di usare stoppati, cambi di tempo, cambi di riff, cambi di partiture della batteria, brevi passaggi bruschi dal death a stacchi melodici, e tutte le combinazioni possibili di queste cose. Prese singolarmente, tutte le idee del gruppo (e sottolineo TUTTE) sono ottime. Il problema, almeno per me, sta nel come sono messe assieme. Il risultato finale è troppo frammentario, troppo discontinuo e scollegato. Non si fa tempo a capire cosa stanno facendo, che hanno già cambiato 3 volte. Chi legge Shapeless sa che adoro i gruppi che hanno tonnellate di idee, ma serve anche svilupparle in maniera fluida. Gente come Cynic, Lykathea Aflame e compagni ha messo una montagna di materiale nei propri album, ma è riuscita a farlo in maniera fluida. Qui ci sono alcuni passaggi fluidi, ma sono in minoranza, e questo diventa una cosa pesante in 57 minuti di musica così densa.
Il mio giudizio quindi è veramente ingrato. Soprattutto perché mi sento in colpa a dare "solo" 7.5 a due ragazzi con questo talento che hanno impiegato 5 anni di lavoro per realizzare questo progetto ambizioso. Ma sono sempre dell'idea che il voto vada dato in relazione agli obiettivi del lavoro in questione. Se confronto questo lavoro con quello delle centinaia di gruppi clone odierni, allora dovrei dargli 10, vista la quantità e la personalità delle idee contenute qua dentro. Invece resto dell'idea che i Lesion debbano ancora raggiungere la maturità compositiva, perlomeno per le ambizioni che intuisco abbiano (sennò non si sarebbero imbarcati in un lavoro del genere!). Manca il passo finale, quello più difficile: rendere fluida la musica. Renderla veramente circolare, ora più che un anello sembra un continuo zig-zag che fa perdere l'orientamento. Non basta avere 10mila idee di alto livello per vincere. Bisogna renderle filanti e collegate, renderle "progressive" (nel senso di senza passaggi bruschi, troppo repentini e numerosi).
Insomma, le potenzialità sono altissime. Come avevo detto con gli Hypnotheticall all'epoca del loro primo demo, se questi Lesion fanno l'ultimo passo, quello della fluidità, allora diventano uno dei migliori gruppi metal italiani. Spero che queste critiche li spingano a lavorare sodo, ad arrivare ai livelli a cui possono e a rimanerci. Mi rompe già troppo che gli Hypnotheticall si siano sciolti, basta ed avanza aver perso loro.
Ah, vista l'ambiziosità della musica, credo si possa anche fare un bel salto riguardo i testi: gruppi italiani, usati la lingua italiana!!! Onestamente mi vengono un po' i brividi a leggere un titolo come "Post-Modern Zibaldone" (qui il contrasto è voluto, ok), e poi trovarmi dei testi in inglese. Usate l'italiano senza vergognarvi. "Zibaldone Post-Moderno" era meglio, almeno per i miei gusti.
(teonzo - Novembre 2004)

Voto: 7.5


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