LELE LEONARDI
Super Planet Spilla

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2006
Durata: 29 min
Genere: pop/rock americano


Nel 1982 suonavo con alcuni amici in una band metal chiamata "Random", e ad un anno dalla formazione ci trovammo ad affrontare un problema che, a rotazione, ci avrebbe interessato tutti: la naia. In particolare quella volta toccò a Renzo, il chitarrista, smettere di suonare per un anno e fu necessario trovare un sostituto. Fatto un rapido sondaggio tra le nostre conoscenze, ci arrivò la voce che un ragazzino, di alcuni anni più giovane di noi, stava facendo miracoli con la chitarra e che eseguiva "Eruption" meglio di Eddy Van Halen. Abituati come eravamo ai tre accordi di AC/DC, Saxon, Tygers of Pan Tang e compagnia bella, non ci preoccupammo mai di verificare queste voci e cercammo diversamente. In realtà, Lele Leonardi, quell' ex-ragazzino, i numeri ce li aveva tutti e negli anni che sono trascorsi da allora ha avuto modo di dimostrare le sue notevoli capacità, diventando un chitarrista professionista. Le sue collaborazioni con i Rats negli anni '80, con Massimo Riva, Biagio Antonacci e Nek negli anni '90 e con Irene Grandi ultimamente sono solo una parte del suo vasto curriculum, che annovera anche produzioni e didattica. Questo CD, "Super Planet Spilla", registrato con la collaborazione della B.B.Band e di alcuni amici (Alex Class basso e voce, Maxy Gallo tastiere, Max Po batteria, Koky batteria e Denis voce) arriva quasi come una valvola di sfogo per la quantità sproporzionata di materiale che Lele ha composto in tutti questi anni. Le nove composizioni che vi sono contenute, quasi tutte strumentali, risentono di tutte le sue influenze chitarristiche, soprattutto americane, quindi Satriani, Vai, ma anche Schon, Gilbert e, manco a dirlo, Van Halen hanno lasciato il segno. Il tutto viene miscelato con una gradevole tendenza pop, probabilmente rimasta dalle esperienze accumulate negli anni di collaborazione con gli artisti italiani con cui ha suonato in passato, ma in parte anche voluta, per cercare di rendere il prodotto più appetibile da parte dei direttori artistici delle major italiane, spesso recalcitranti nei confronti di prodotti "troppo" rock. Il risultato non è il solito disco solista del chitarrista virtuoso di turno, ma qualcosa di più personale, con un'anima propria. Si parte con "Vorrei", già sentita in versione cantata nella colonna sonora del film "Voglio Solo La Luna" del regista Enzo Perriello, qui proposta strumentale. Chiaramente in questa reinterpretazione c'è più spazio per la chitarra e l'esecuzione è precisa e piacevole, di ampio respiro l'atmosfera.
Più rock e trascinante "Man", dal riff coinvolgente e tipicamente "alla Lele", tante sono le volte che gliel'ho sentito suonare.
La mia preferita è "Il Caldo", dall'apertura molto Journey. Chissà per quale motivo ho sempre trovato il modo di suonare e di comporre di Lele molto simile a quello del Neal Schon di "Late Night"; ne "Il Caldo" queste similitudini con il lavoro del chitarrista dei Journey/Bad English sono particolarmente evidenti; quindi AOR di grande qualità.
"Popstar" è uno dei due episodi cantati del CD; in questo caso più che di cantato si tratta di parlato, visto che la canzone, molto Prince-style, è quasi un rap dal ritmo funky. Una strizzatina d'occhio a produttori e direttori artistici italiani proponendo qualcosa di più commerciale è consentita.
Ancora atmosfere da "Route 66" per le due seguenti composizioni "Strat" e "Martina": lunghe strade assolate che attraversano il nulla sono le immagini che evocano. Bella e coinvolgente la veloce "Skyrunner", sempre dall'impronta americana. Trovo stupenda la versione strumentale di "Respira", anche questa presente in versione cantata nella colonna sonora del film "Voglio Solo La Luna". Il modo in cui la chitarra sostituisce la voce è veramente ispirato e di gran gusto, ogni nota è esattamente dove deve essere... e di nuovo mi ricorda Schon...sarà una mia fissa!!!
Chiude "Super Placet Spilla" "Dream on", secondo episodio cantato (sussurrato) del CD, a mio parere superfluo per l'economia globale dell'album, anche per la sua irrisoria durata, 36 secondi. Complessivamente un buon lavoro, anche se per rendere giustizia a tutto il percorso artistico, che dura da anni, di questo chitarrista servirebbero molto più che 29 minuti di musica. Speriamo che basti per far muovere l'interesse delle case discografiche italiane, che spesso sposano politiche misteriose, dando spazio a produzioni dal discutibile interesse artistico e commerciale. Cosa facilmente riscontrabile, seguendo le non certo brillanti recenti uscite in CD di progetti musicali class metal/AOR guidati da chitarristi provenienti dal panorama heavy nostrano... non è simpatico fare nomi, quindi non li farò, ma non essendo poi tante, risultano facilmente individuabili. Una maggiore attenzione Lele Leonardi se la meriterebbe, sia per le sue indiscutibili capacità di musicista e compositore, sia per l'impegno che ha sempre messo nel suo lavoro, mantenendo costante una modestia e una umiltà che solo i veramente grandi hanno (però, ogni tanto, "tirarsela" un po' può tornare utile!!!).
(J.L. Seagull - Febbraio 2007)

Voto: 8


Contatti:
Sito internet: http://www.leleleonardi.com/