LEIDEN
Dualité
Etichetta: Jerkov Musiques
Anno: 2006
Durata: 57 min
Genere: gothic metal con influenze elettroniche
In un panorama sempre più statico e affossato da uscite mediocri, è un
piacere vedere come esistano ancora band che, magari senza inventare
niente di nuovo, riescono a mantenere un livello di songwriting
decoroso, regalandoci un'oretta di piacevole gothic metal.
I Leiden sono una band di Toulouse, in Francia, che pesca a piene
mani nel calderone di Within Temptation, Theatre Of Tragedy e
Tristania, senza però risultare pesante o noioso. Il gruppo, nato nel
2000 dalle ceneri degli In Lupus Pacis, esordisce con un demo, "Songs
In The Key Of Dark", che riceve delle buone recensioni e si fa
apprezzare nel circuito underground, tanto da spingere la band a
registrare un primo MCD autoprodotto, "L'Aube Spirituelle", nel 2001.
Il 2003, invece, vede i Lieden esordire con il loro primo full-length,
"Empty", e stabilizzare la propria line-up che, da allora, è composta
da Bérangère (voce femminile), Wilfried (growling, chitarra e
programmazione), Shadow (basso) e Matt (batteria).
Arriviamo quindi al nuovo "Dualité", secondo full-length del gruppo,
che si muove su territori prettamente gothic metal che, però, strizzano
l'occhio all'elettronica e ad un sound al passo coi tempi. La
prestazione della band è di buon livello, con tutti gli strumenti a
svolgere il loro lavoro senza sbavature (non che sia un genere
particolarmente complicato a livello tecnico...). Il prodotto è curato
in ogni sua parte, dal suono chiaro e limpido, merito del lavoro di
Yannick Tournier e Jean-Pierre Bouquet alla consolle, fino alla parte
grafica, che si presenta in un elegante digipack su cui è rappresentata
una donna dal volto coperto, avvolta in un velo semitrasparente, su uno
sfondo bianco.
Passando alla musica contenuta in "Dualitè", vediamo la band fare il
possibile per differenziare la sua proposta: troviamo brani più duri e
nervosi, con una forte componente industrial, come l'iniziale "Another
Skin", "Psyché" o la title track. Naturalmente non mancano gli inserti
elettronici e futuristici, soprattutto in alcune campionature della
batteria e nell'uso delle testiere, ben lontane dalle partiture
sinfoniche tanto in voga nel genere; questo, comunque, non toglie
romanticismo alle composizioni, che mantengono le atmosfere decadenti
del gothic metal. Ne sono un esempio i brani più classici del CD, come
"Sense Of Love", "Crazy" o "Toi?". In questi brani la struttura dei
pezzi diventa più lineare, giocando in continuazione sui contrasti tra
luci ed ombre, tra la voce angelica di Bérangère e i ringhi gutturali
di Wilfried. Il tutto, in questi brani, si rivela indubbiamente ben
fatto e curato anche se, tutto sommato, raramente si percepiscono
guizzi così al di sopra della media, tranne forse in "Sacrifice", che
convince grazie ai cori ecclesiastici di stampo gregoriano.
Decisamente degne di nota, invece, sono l'ottima ballad
pianistica, "Chimera"; "Une Autre Vie", un brano limpido e cristallino
che, pur mantenendo il feeling malinconico dell'album, rivela
un'inaspettata atmosfera solare; e "Beware", una composizione molto
varia che, partendo da un incipit potente e metallico, finisce per
concludersi con uno stacco quasi reggae.
Un punto a favore del gruppo, infine, è la grande varietà
linguistica, che permette di sfruttare uno spettro fonetico davvero
ampio, passando con leggerezza dall'inglese, al tedesco, al francese e
perfino all'italiano.
Niente da dire, quindi: i Leiden hanno composto un album di tutto
rispetto, che riesce a suonare fresco e convincente pur senza
stravolgere eccessivamente la loro proposta musicale. Consigliati a
tutti i fan del gothic metal più sperimentale.
(Danny Boodman - Aprile 2006)
Voto: 7.5
Contatti:
Mail Leiden: contact@leiden-music.com
Sito Leiden: http://www.leiden-music.com/
Sito Jerkov Musiques: http://www.jerkov.net/