LEGION OF SADISM
The Great World Of Satan

Etichetta: Christhunt Productions
Anno: 2006
Durata: 31 min
Genere: black metal


I Legion Of Sadism sono tedeschi e si sono formati nel 1992. Nel corso degli anni hanno cambiato più volte formazione, evolvendo il loro stile in maniera sensibile, ma restando sempre legati al black metal. La loro discografia è abbastanza consistente: dopo tre demo ("Praedicatio Sanguinis" (1994), "The Day Will Come" (1997), "...Of Healing, Hate & Hell" (1999)), il gruppo ha sfornato ben tre album ("Steamhammers Of The Universe" (2002), "The Strongest Force Of Hell" (2003), "Auf Gedeih Und Verderb" (2004)).
Alla fine del 2005 la band è entrata negli Hell Sound Studios per registrare il nuovo full-length. Pubblicato quest'anno, il suo titolo è "The Great World Of Satan".
Uscito per la Christhunt Productions, è contenuto in un bel digipack colorato in beige/verdastro. L'immagine di copertina è curiosa, con un corpo umano il cui capo è nascosto da un forte raggio di luce che arriva dall'alto. All'interno del digipack ci sono frasi in tedesco, forse i testi, non sempre facilmente leggibili. Infatti sono stati stampati come se fossero scritti a mano.
La formazione che ha inciso questo CD vede Andrealphux (basso), H8 (chitarra), M. (voce), Impurus (batteria) e Ole C. (tastiera). Questi ultimi due suonano anche nei Dies Ater e nei Cryogenic (quelli tedeschi, ovviamente).
Su un sottofondo di tastiera, si sente una voce strana che declama qualcosa. L'atmosfera è bizzarra e malsana, anche inquietante mano a mano che la voce si distorce. Viene creato un clima d'attesa, interrotto solo dall'esplosione sonora della traccia che dà il titolo all'album. Tiratissima, "The Great World Of Satan" si distingue immediatamente per una certa originalità. Il riffing della chitarra è aggressivo, ma parecchio melodico. La batteria è precisissima, ma non è sostenuta da un suono corposo. Basti pensare che al primo ascolto l'avevo presa per una drum-machine! La voce è un urlo furioso, grave, distante dal classico strillo black. Potrebbe avvicinarsi al timbro del Fernando Ribeiro (Moonspell) degli esordi. L'arrangiamento è completato dal pesantissimo lavoro della tastiera, onnipresente, che arricchisce l'arrangiamento con le sue note e gli effetti sonori. Proprio questo strumento garantisce una buona dose di originalità alla canzone. La tastiera infatti, unita al suono praticamente "artificiale" della batteria, donano un tocco di cibernetico all'intera composizione. Addirittura, sovente la voce stessa viene distorta con effetti molto particolari. Tutto l'insieme ha un aspetto maledettamente sintetico, finto, eccessivo e folle. Ciò nonostante, "The Great World Of Satan" gode di una buona serie di cambi di ritmo, di strofe e ritornelli di facile presa, di parti più soft contrapposte ad assalti all'arma bianca, di brevi sezioni evocative ai limiti del black sinfonico. Ottima apertura per questo CD!
"Schaurige G'stalt" riporta i Legion Of Sadism sui binari della tradizione. Se le sue prime battute si dimostrano lente e cupe, in seguito la canzone si sveglia alla grande. I riff violenti vengono sostenuti da un blastbeat da copione, che presto si trasforma in una cavalcata che strizza l'occhio al hardcore/thrash, ovviamente con le differenze del caso. La parte finale riprende musica ed atmosfere di inizio brano. Buone ed originali la successioni armoniche, rese più evidenti dalle note della tastiera.
"Wir Warten Nur Bis Die Gewalt Losbricht" parte come una canzone thrashona, per poi rivelarsi il classico brano black sinfonico, melodico e goticheggiante. La melodia è malinconica, di aggressivo c'è ben poco. Il songwriting è comunque fluido, intelligente ed i musicisti dimostrano di saper strizzare l'occhio al pubblico. Questa canzone è infatti ruffiana, piacevole ed innocua. Si riprende nelle battute finali, dove il thrash fa nuovamente capolino. Ah, va segnalato anche un buon assolo di chitarra. Sì, "Wir Warten Nur Bis Die Gewalt Losbricht" è una traccia commerciale, pertanto non la vedrei male come potenziale singolo!
"Black Metal Sturmangriff" è in possesso di un suono saturo, che rende ancora più marcio questo attacco all'apparenza black/thrash. In realtà, a cercare il pelo nell'uovo, si intuisce che l'influenza principale andrebbe ricercata nello speed tedesco degli anni '80. Brano di facile presa, sarebbe una potenza se non intervenissero le tastiere nel ritornello. In questo caso, tale strumento è veramente fuori luogo e, per colpa dei suoi suoni delicati, frena terribilmente l'impatto della canzone. Insomma, rovinano il tutto!
Dopo un blastbeat, la traccia rallenta e si assesta su un mid-tempo che fa molto heavy metal/doom. Prima di terminare, viene ripreso il tema iniziale. Per la prima volta si sentono dei richiami agli Impaled Nazarene, o almeno questa è la mia impressione, corroborata da episodi simili presenti nelle tracce seguenti.
"Total H8" è serratissima, casinosa, ultracompatta. Riesce comunque ad essere un po' catchy, e guadagna in originalità grazie a sporadiche distorsioni o effetti robotici. Come già in altre composizioni, anche in questo caso si passa da assalti in piena regola a rallentamenti atmosferici. Nel caso di "Total H8", però, l'atmosfera è lasciata in disparte. Nella sezione più lenta si avverte comunque il carattere di questi tedeschi, la voglia di far male. Infatti nel finale vi è un accelerazione distruttiva, che mi ha riportato di nuovo in mente gli Impaled. Sarà che i Legion Of Sadism tante volte sfiorino il black'n roll?
"Kraft Durch Kraft" parte con uno spirito da piromane e si conclude con uno spirito da pompiere. Questo vuol dire che, se nelle prima battute il black è strettamente legato alla tradizione, con blastbeat di sottofondo, nel finale la violenza è sparita completamente lasciando spazio ad un delicato tappeto ambient. Sì, proprio così. Beh, in realtà la mia definizione non sarebbe esatta al 100%. Infatti, dopo un rifferama di chitarra quasi vichingo, parte una coda in perfetto stile black sinfonico dalle cadenze gothic. Ma il succo della traccia è questo.
"Prelude" è un breve strumentale, con una voce declamante sullo sfondo. Il titolo parla chiaro, anche se mi sembra più un intermezzo che un preludio. Infatti "H-Caput Adulescentulus" si rivela totalmente indipendente dalla traccia che l'ha preceduta. E' una canzone spedita, melodica, la cui prima parte ha una linearità praticamente rock/gothic. Non male, ma ancor meglio nel finale, dove l'accelerazione porta la traccia a velocità prima impensabili. Ed ecco che il gruppo finlandese citato poco fa ritorna a far capolino.
"Der Schwarze Tod (Hermann Von Lingg)" è il gran finale dell'album, la traccia più lunga che dovrebbe concludere l'opera nel migliore dei modi. In esso, infatti, si ritrovano tutti gli elementi caratteristici di questo "The Great World Of Satan". Un inizio arpeggiato ed ambient; il corpo principale della canzone lento e melodico, sinfonico e malinconico; una seconda parte più cattiva, con tanto di ritmiche estreme, prima di un ritorno al tema principale. Nel mezzo, tanti episodi interessanti: una sfuriata di black estremo (poche battute), effetti sonori e -addirittura- vocals pulite. Eppure, "Der Schwarze Tod" non è che mi abbia convinto più di tanto. E' in fondo un brano nella norma, che riserva all'ascoltatore ben poche sorprese.
"The Great World Of Satan" (ma che brutto titolo: neanche fosse un documentario sull'inferno!) è, alla fin fine, un album stuzzicante e pieno di spunti interessanti, ma abbastanza dispersivo. Nonostante duri solo mezzora, non è che metta troppa carne al fuoco, ma presenta all'ascoltatore tanti spunti che però non vengono mai sviluppati a dovere. Ogni canzone è diversa in maniera sensibile dall'altra. Ci sono momenti sorprendenti (la title-track, "Total H8"), altri abbastanza prevedibili ("Wir Warten Nur Bis Die Gewalt Losbrich"), altri che proprio non mi hanno convinto (la tastiera di "Black Metal Sturmangriff"; il riempitivo inutile di "Prelude"). Mi verrebbe da dire che i Legion Of Sadism debbano ancora raggiungere la maturità, se non fosse che sono da anni sulla scena. Probabilmente stanno cercando di evolversi, di raggiungere nuove mete. Di conseguenza, "The Great World Of Satan" è un album forse di raccordo, e chissà che in futuro i Legion Of Sadism non ci sorprendano con una grande release! Quest'album, comunque, vale la pena dell'acquisto anche se non è consigliabile ai blackster ultraortodossi!
(Hellvis - Maggio 2006)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail Legion Of Sadism: legionofsadism@hotmail.com
Sito Legion Of Sadism: http://www.legion-of-sadism.de/

Sito Christhunt Productions: http://www.christhuntproductions.com/