LEGION
Feeling Of Repulsion (MCD)

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2000
Durata: 18 min
Genere: death metal


I Legion sono una band dalle indubbie potenzialità, che nonostante la gavetta e nonostante l'essersi ritagliata un ruolo d'onore e da protagonista nel panorama metal underground italiano, non ha ancora ottenuto la ricompensa alla perseveranza dimostrata negli anni passati; in poche e semplici parole, non ha ancora ottenuto un contratto discografico, almeno a quanto mi risulta. Purtroppo, e dico purtroppo da fan di vecchia data, lo stile è attualmente "scivolato" verso lidi più moderni, verso quelle sonorità thrash attualmente in auge.
Nel 2000 usciva il loro primo EP, il qui recensito "Feeling of Repulsion", che dal punto di vista della produzione non spicca per brillantezza e ricercatezza, mentre per quanto concerne il song-writing delinea una band capace sia nella stesura dei brani che nell'arrangiamento degli stessi...
Questo è un acquisto datato per il sottoscritto, ma devo ammettere che l'ho riascoltato a più riprese sempre entusiasto del contenuto: sano death metal americano con moltissimi spunti thrash, a sottolineare la passione del quartetto per un sound tecnico derivato dalla componente death con l'aggiunta di molti stacchi e riff di indubbia matrice thrash. La formazione in questione (che ha ultimamente subito cambiamenti assestandosi sui cinque elementi) vede Gianluca Fontana ancora nel doppio ruolo di bassista e vocalist della band, Luca Ballabio e Andrea Zanon alle chitarre e Stefano Carlesso alla batteria.
Il demo, dopo una breve intro strumentale, parte con "Full of Hate", brano che mette in chiaro sin da subito che i Legion scherzano poco e che la musica che vi accompagnerà fino alla fine di "Feeling of Repulsion" è dura da digerire... Riff che si ispirano ai dettami dell'indimenticabile Chuck Shuldiner, soluzioni al limite del grind, il tutto ritoccato con una buona dose di melodia, stop & go sullo stile del thrash più intransigente. Da sottolineare la prova solista di Luca Ballabio alla chitarra, che si getta in un assolo al fulmicotone accompagnato da una sezione ritmica quantomai precisa ed azzeccata. "Obsession" è forse il brano che più rispecchia l'amore del gruppo per i sempreverdi Death, con chitarre che si sdoppiano e si rincorrono per l'intera durata del brano, mid tempos che spezzano ma non rovinano assolutamente la struttura della canzone, anzi, dimostrano un'ottima scelta di tempi anche grazie ad un drummer in costante ricerca di partiture che spiazzino l'ascoltatore... sempre ottima la sezione solista, che vede a questo giro il ruolo principale recitato dalla chitarra di Andrea Zanon. "Generation's Crime" si pone sullo stesso piano dei due brani precedenti, con un emozionante assolo ed una melodia portante che lasciano indelebilemente un segno. Un riff di basso apre la conclusiva "Introspective", palesando in musica lo stesso titolo del brano, andando a chiudere l'EP dei Legion con questa strumentale cadenzata, volutamente claustrofobica, e permeata dalla malinconia della chitarra che ben si spalma sugli attimi finali in dissolvenza.
I testi sono una sorta di viaggio all'interno di un ego tormentato da odio, ossessioni e quant'altro di più marcio si possa nascondere in esso... non posso non sottolineare un'ennesima volta che le liriche di Gianluca Fontana scavano a fondo nelle radici di quei pensieri che già avevano ossessionato i lavori dei Death più tecnici ed "introspettivi" appunto... Ottimo inizio, peccato veramente per i suoni penalizzanti un prodotto che altrimenti avrebbe fatto maggiormente parlare di sè.
P.S.: ad oggi, i Legion hanno mutato monicker in Enough To Kill.
(PaulThrash - Giugno 2008)

Voto: 7.5


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