LEBENSSTEUER
Deadsmile
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2001
Durata: 38 min
Genere: industrial elettro-gothic
E' difficile inquadrare in un genere preciso la musica dei Lebenssteuer. Definirlo "industrial elettro-gothic" è quanto di meglio sono riuscito a fare. La band polacca mi dà l'impressione di prendere spunti un po' ovunque senza avere una chiara idea di dove voglia andare a parare! "Deadsmile", il loro primo album, sembra un puzzle di tante band diverse. La qualità delle canzoni è discreta ma è la personalità dei Lebenssteuer che sembra latitare! La band deve ancora trovare un proprio stile distintivo.
Prima di commentare questo album, è bene scrivere qualche nota biografica
I Lebenssteuer hanno mosso i primi passi nel 1999 grazie a Lukasz "Migdal" Migdalsi (tastiere) e a Michal "Vaceq" Wacowski (voce). Dopo che Sebastian "Sebollah" Sendal (chitarra) si è unito alla band, il trio ha cominciato l'attività live. Prima un tour di successo in Polonia, poi la registrazione di un demo nel 2000. Nel 2001 è la volta del loro primo full-length, "Deadsmile".
Attualmente, due altri membri si sono aggiunti alla band: il bassista Przemek "Kelmpicz" Lembicz e il chitarrista Tomek "Ryba" Rybacki. La band sta registrando i brani per un nuovo demo, tra i quali dovrebbe esserci la cover di "Freestyler" dei Bomfunk MCS!
"Deadsmile" è aperto dal brano "Hypnotized". E' evidente sin dalle prime note come la musica sia fredda e meccanica. Il ritmo è tenuto da una batteria sintetica e da effetti sonori. La chitarra arricchisce la ritmica con accordi poderosi. In questo contesto, la voce è l'unica traccia di umanità. Vaceq non ha una voce eccezionale ma è il perfetto complemento al suono industriale della band.
La title-track è una canzone non troppo veloce. La strofa è caratterizzata da un parlato sostenuto da note distese di tastiera. Nel ritornello Vaceq esibisce il suo profondo gutturale. Quando il cantante usa il growling, la prima band che mi viene in mente sono i Crematory.
"Split Soul" è un'ottima traccia dalle atmosfere plumbee. L'arrangiamento è molto ben congegnato. Migdal è un tastierista essenziale ma dotato di un certo talento nel ricreare sonorità cupe.
"The Jar" è definitivamente una canzone alla Crematory. Se nella title-track la similitudine era soltanto suggerita, in "The Jar" i Lebenssteuer sembrano avere tantissimi punti in comune con la band tedesca. Lunghi accordi di tastiera, atmosfere malinconiche e sincere. Quando la band suona in questa maniera, la freddezza meccanica viene abbandonata per lasciar posto al sentimento.
"Midlife Crisis" è la via di mezzo tra i Lebenssteuer più freddi e quelli più emozionali. Il suono della batteria elettronica ha sonorità ottantiane. Strofe e ritornelli si avvicendano in maniera efficace. La seconda parte della canzone è un curioso ibrido gothic e synth-pop. L'effetto è curioso, il buon gusto è relativo.
In "Pain" Vaceq decide di usare uno strillo digrignato tipo black. Non sta a me giudicare se la scelta è tendenziosa o meno, ma guarda caso questo è un brano in classico stile Samael (quelli da "Passage" in poi). Non mi sento di aggiungere altro.
"Daydream" è più lenta della precedente. Ripresenta le stesse atmosfere anche se si modifica durante il suo svolgimento. E' sicuramente più personale di "Pain" e strizza l'occhio di continuo al pop. Ottimo uso del pianoforte.
"Core" è un brano aggressivo sparato in faccia. E' inutile soffermarsi nuovamente sulla duttilità del cantante, in grado di trovarsi a suo agio in qualunque genere. Non eccede in nessuno di essi (la sua estensione è limitata) però non sfigura mai. Ritornello molto sintetico e accattivante.
"Her" è un brano acido, sensuale. E' caratterizzato dai suoni malati della tastiera, dal wah-wah distorto della chitarra. La voce alterna momenti bassi sussurri ad strilla più grintose.
L'elemento comune di tutte queste canzoni è la precisione meccanica dei musicisti. La ritmica non presenta irregolarità ed le atmosfere, salvo in rari casi, sono prive di umanità.
"Deadsmile" è un lavoro piacevole, consigliato a chi ama le sonorità più industriali e synth. Gli spunti interessanti sono molteplici ma è un lavoro ancora immaturo. I Lebenssteuer devono migliorare se vogliono diventare una band significativa. E' importante che il suono diventi più omogeneo e che il loro stile sia più personale. Potete comunque trovare degli mp3 nel loro sito (scritto solo in polacco) per farvi un'idea più precisa...
(Hellvis - Aprile 2003)
Voto: 6.5
Contatti:
Mail: lebenssteuer@caladan.art.pl
Sito internet: http://www.lebenssteuer.prv.pl/