LAW OF THE PLAGUE
The War Inside

Etichetta: Sinternational Records
Anno: 2003
Durata: 44 min
Genere: deathcore/thrashcore


Quando ho ricevuto questo CD ho subito pensato che questa band suonasse musica brutale e casinosa. Come darmi torto? In copertina si vede una maschera a gas, il monicker e il titolo non sono proprio tranquillizzanti e le foto sono tutte un programma. I quattro musicisti sono vestiti in rigoroso stile militare e i loro volti o sono coperti da maschere senza tratti somatici oppure sono dipinte tipo mimetica.
Invece la mia impressione si è rivelata in parte errata. Che siano cattivi non c'è dubbio, ma assolutamente non sono casinosi. Anzi, i Law Of The Plague puntano decisamente sulla qualità delle canzoni! A mio parere questa è una grande cosa. Troppi gruppi ormai sanno correre come dei disperati e utilizzare growling abissali. Ben pochi però riescono a scrivere una canzone degna di questo nome.
Questo quartetto americano ha esordito nel 2000 con il lavoro "The Self Infected Demo". La line-up consiste in Rob Soul (voce e chitarra, vero mastermind della band), Jerm Neegan (chitarra, tastiere e voce), Rich Clark (basso) e Ed Spiro (batteria e voce). Sin dall'inizio il gruppo si è contraddistinto per le forti radici death e thrash mescolate con elementi crossover e nu-metal. Gli stessi elementi sono presenti nel loro album d'esordio intitolato "The War Inside" del 2003, nonché oggetto di questa recensione. Naturalmente l'esperienza maturata grazie a numerosi concerti ha permesso ai musicisti di progredire tecnicamente e come songwriting.
Il CD si apre con "Moribund". L'inizio è caratterizzato da una serie di riff staccati e grintosi, le chitarre hanno un accordatura molto ribassata. Questa traccia, almeno nella sua prima parte, fa intravedere il lato più thrash del quartetto americano: in alcuni frangenti mi vengono in mente i Sodom. Sviluppandosi la traccia assume dei connotati più nu-metal, con tanto di rappato su un riffing di chitarre poderoso e cadenzato.
"Love Your God" è un brano che mescola bene gli elementi thrash con quelli death. Anche questa seconda prova propone il suono potente e pieno delle chitarre e l'assoluta precisione della sezione ritmica. "Love Your God" è un mid-tempo che dimostra palesemente come ai Law Of The Plague non interessi tirare come dei forsennati.
Eccoci ora alla title-track. L'inizio è strisciante ed evocativo. Rob Soul intona una melodia su un arpeggio di chitarra carico di inquietudine. Il leader della band è in possesso di una voce piuttosto espressiva e in grado di passare dal cantato pulito ad uno più distorto. "The War Inside" si ravviva tutto d'un colpo: la ritmica si fa più marcata e marziale; la band incomincia a picchiare. L'arrangiamento è molto ben fatto: se i riff sono per lo più ritmici, di tanto in tanto le chitarre si prodigano in brevissimi inserti melodici che rendono la canzone piacevole. Non nascondo che in alcuni frangenti mi sono venuti in mente i Grip Inc.
"Superior" è un bel miscuglio di influenze e generi che però funziona alla perfezione. La canzone è contraddistinta da una sensazione di tensione che difficilmente ci si riesce a scollare di dosso. Sezionandola si potrebbero individuare tutte le band che hanno contribuito in modo inconscio alla scelta di determinati passaggi vocali o scelte di suono. Sarebbe però un esercizio inutile visto che "Superior" va bene così com'è e si fa apprezzare proprio per la sua naturalezza.
"The Suffering" conferma quanto di buono si è sentito in precedenza. I Law Of The Plague sono in possesso di un buon talento nello scrivere canzoni e non si impongono limiti di sorta dal punto di vista stilistico. Infatti passano con naturalezza da passaggi thrash e death ibridandoli con suoni nu-metal e molto altro. Quello che è più apprezzabile è la volontà di non cercare soluzioni scontate. Ho parlato di naturalezza nel songwriting, e lo confermo, ma è anche vero che nessun particolare delle canzoni è lasciato al caso. Penso che al momento di arrangiare un brano, i quattro di Norfolk lavorino di cesello.
"Piss On My Grave" è un'altra canzone di buon livello che, cantato pulito a parte, vira decisamente verso il death. E' una delle tracce più veloci dell'album, sempre tenendo in considerazione che i Law Of The Plague non raggiungono mai i mach 3. La band punta molto sulla dinamicità ritmica e su un groove irresistibile.
Lo strumentale "Call To Arms" ha un sapore vagamente retrò: non avrebbe stonato come introduzione in qualche classico disco death di inizio anni '90. I quattro si dimostrano ottimi musicisti e ci scappa anche un assolo di buona fattura.
"Somethin To Say" è forse la canzone più "moderna" dell'intero lotto. Si tratta di una sorta di crossover energico che riesce a coinvolgere e a far roteare il capoccione. La traccia sfuma nella cover "Bite It You Scum" di G.G. Allin. La versione dei Law Of The Plague fa molto hardcore. E' interessante che qualcuno si ricordi ancora di questo individuo che in realtà non è mai stato né un vero musicista né un artista. Un omaggio al defunto campione del cattivo gusto.
La traccia finale si intitola "Apart". E' strana, lenta, con un basso in sottofondo che ripete all'infinito le stesse note. Un mantra mortifero che lascia nell'ascoltatore un'impressione di minaccia.
I Law Of The Plague sono un gruppo molto promettente e piacevole all'ascolto. "The War Inside" è un buon esordio, solido e vario. Penso che molti di voi potrebbero apprezzare tranquillamente questo genere di musica. Naturalmente c'è ancora qualche piccolo difetto, soprattutto una certa tendenza ad essere derivativi in alcuni passaggi. La ricerca di un suono personale è comunque in corso e non tarderà ad arrivare. Il CD si può ordinare dal sito della band per 5$. Se siete indecisi all'acquisto c'è la possibilità di scaricare mp3.
(Hellvis - Dicembre 2003)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail Law Of The Plague: lotp@sinternational.net
Sito Law Of The Plague: http://www.lawoftheplague.net/
Sito Sinternational Records: http://www.sinternational.net/