LAST SOULS
Light
(MCD)
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2006
Durata: 25 min
Genere: black/gothic metal sinfonico
Dei calabresi Last Souls ho già avuto modo di recensire il MCD "Inner
Voices", del 2004. Un lavoro discreto, ma che tradiva l'indecisione
stilistica del gruppo, e la voglia di mettere sul piatto troppe idee,
con accostamenti talora stridenti e frettolosi.
Non mi dilungo sulle notizie biografiche dei Last Souls, tra
l'altro presenti nella recensione di "Inner Voices" (ora nel nostro
archivio). E' importante però sottolineare che il gruppo ha abbandonato
la drum-machine, e che nel nuovo MCD la batteria è suonata dall'ospite
(ora membro effettivo) Davide Calabretta.
Il resto del gruppo, ricordo, è composto da Enrico Maria Empoli
(voce), Andrea Empoli (chitarra, basso, tastiere) e da Francesco Giampà
(chitarra).
Il titolo del nuovo MCD del gruppo è "Light". La copertina, dai
colori scuri, ritrae un paesaggio boscoso visto dall'interno di
un'edificio, attraverso una vecchia apertura ad arco. Il libretto, di
due pagine, contiene i testi ed alcune informazioni relative alla
registrazione.
Nel foglietto informativo, il gruppo specifica come l'artwork dei
promo (come quello in mio possesso) sia ridotto rispetto a quello delle
copie di vendita.
La title-track è aperta da una lunga sezione strumentale,
un'introduzione inclusa nel corpo della canzone: il giro d'accordi, e
la melodia in parte, risultano piuttosto prevedibili. E' comunque un
crescendo discretamente evocativo, che mette in evidenza l'indole
malinconica di questo gruppo. All'entrata della voce, la cui potenza è
trattenuta a favore di un'interpretazione introspettiva, il ritmo si fa
più cadenzato. Il germe del black metal comincia a far sentire la sua
infezione, che esplode successivamente in un buon blastbeat. La traccia
si evolve in maniera piuttosto originale, sfociando in una bella
sezione dove la voce pulita, sovraincisa a mo' di coro, intona una
melodia efficace. Segue una sezione più lenta, gotica, che avanza con
la regolarità e la tristezza di un carillon, e che viene poi spazzata
via da un rigurgito di violenza. Il cantante, in tale occasione, dà
finalmente fiato ai polmoni urlando tutta la sua rabbia.
"Forgotten Screams" è una traccia più nella norma, contraddistinta
da un riffing serrato, più di matrice heavy/power che black. Sono molto
evidenti le influenze svedesi. Dunque, continuando in questa citazione
di sottogeneri metal, in "Forgotten Screams" lo spirito è black metal,
ma l'indole e l'esecuzione sono indubbiamente heavy/power. I vari
passaggi musicali sono abbastanza tecnici, ed essi sono mescolati ad un
istinto imbrigliato dal rispetto dei tempi e della precisione
esecutiva. Praticamente, un ibrido come ne vanno di moda da un bel po'
di anni a questa parte. Una canzone figlia del suo tempo.
"Meltin' Snow" è uno strumentale da quattro minuti e mezzo. Aperto
da un arpeggio e dalla melodia triste di un flauto (finto), ha una
natura timida e rassegnata. Mano a mano che le battute procedono
regolarmente, l'arrangiamento si arricchisce di archi, chitarra
d'accompagnamento, di una chitarra solista che sostituisce il flauto
(tra l'altro, la chitarra è sempre in grado di creare ottime melodie).
Ogni strumento ha il suo giusto spazio, e quando "Meltin' Snow" si
chiude, ecco partire immediatamente "When The Hope Falls". Lo
strumentale precedente assume quasi la funzioni di una lunga
introduzione. "When The Hope Falls", che il gruppo considera un
riassunto della sua proposta musicale, non è veloce ma risulta
discretamente grintosa. Ciò nonostante, mantiene intatta la malinconia
profonda di "Meltin' Snow". La voce in gutturale dona al tutto una
spinta maggiore. Le caratteristiche ritmiche heavy/power danno il la
alle voci pulite sovraincise. La metrica varia spesso: si fa pesante,
cadenzata, agile, lenta, tirata. E' in continuo mutamento, sintomo di
una costante ricerca di originalità da parte del gruppo. Un passaggio
morbido di chitarra, riporta in luce lo spirito gotico che pervade non
solo questa traccia, ma l'intero MCD. "When The Hope Falls" riparte poi
con un riff tutto nuovo, che spiana la strada ad un assalto furioso ma
sempre melodico. La traccia si conclude su una bella coda, in cui
spicca il lavoro delle voci pulite.
"Light" è un MCD più maturo del precedente, in quanto sfoggia una
buona creatività senza cadere mai nell'eccesso. Le composizioni sono
equilibrate, così come il MCD nel suo insieme. Lo stile è coerente con
sè stesso, e i Last Souls si dimostrano in possesso di una buona
personalità. Certamente, alcune cose possono essere migliorate: ad
esempio, occorrerebbe che il gruppo evitasse scelte compositive troppo
facili e scontate. La lunga introduzione strumentale della title-track,
tanto per citare un esempio, è sì evocativa e ben fatta, però sa di già
sentito. Inoltre, consiglierei di curare maggiormente il missaggio
della batteria. Il suono è piatto e poco espressivo, e credo si possa
fare decisamente di meglio.
Quindi, mezzo punto in più a questo "Light" rispetto al precedente
"Inner Voices". Mi piacciono i gruppi che si migliorano lavoro dopo
lavoro. Perciò, sostenete i Last Souls e diamogli il tempo di crescere
ancora!
(Hellvis - Gennaio 2007)
Voto: 7.5
Contatti:
Francesco Giampà
Via G. Da Fiore n.73
88046 Lamezia Terme (CZ)
ITALY
Mail: lastsouls@libero.it
Sito internet: http://digilander.iol.it/lastsouls