LAND OF HATE
Neutralized Existence

Etichetta: Infernal Kaos Production / Goro Records
Anno: 2009
Durata: 28 min
Genere: death metal con spunti thrash


Tornano i Land Of Hate sulle pagine di Shapeless, poco dopo la recensione del loro split a quattro con Zora, Smashhead e Deathcrush. Ed è un ritorno di tutto rispetto. Infatti, il gruppo si presenta con un album fatto e finito, pubblicato dalla Infernal Kaos Production. La copertina verdastra che racchiude il CD inquieta ed intriga allo stesso tempo: in basso vediamo un volto mostruoso, e sul suo capo si intravede un fungo atomico. Il libretto di due pagine contiene tutti i testi, la formazione ed i ringraziamenti. In calce, la frase: "Disorder, aggression, total devastation": una vera e propria dichiarazione di intenti.
Le registrazioni hanno avuto luogo negli studi Soundfarm di Catanzaro. La formazione che ha inciso il CD vede Marko alla voce, Niko e Saso alle chitarre (il primo si occupa anche degli assoli), Ifilien al basso e Attila alla batteria.
Si parte con "Claustrophobic": la canzone mette subito tutti a tacere, col suo incedere severo ed oscuro. La qualità di registrazione, ottimale, mette in evidenza da un lato la grande potenza esecutiva dei calabresi, dall'altro rende giustizia al loro suono aggressivo ed ostile. Si tratta di una canzone piuttosto semplice e schietta, che va immediatamente al dunque. La prima parte è prevedibile ma ben fatta. Dopo una pausa, le note del basso danno il via ad un validissimo assolo di chitarra, e ad un crescendo irresistibile. In questa occasione, i Land Of Hate non puntano affatto sulla velocità, ma sul potere evocativo della loro musica.
"The Torment" è un brano cattivo, che conferma quanto di buono si sia ascoltato nell'opener. Valida la prova del cantante, sempre molto esagitato dietro al microfono. Le chitarre suonano riff ben definiti, ma decisamente marci e striscianti. La sezione ritmica è tesa, ma anche questa volta evita di spingere sull'acceleratore più di tanto. I punti di riferimento stilistici dei nostri si rivolgono al death metal più tradizionale (nello specifico, questa canzone mi ha ricordato qualcosa dei Bolt Thrower), lasciando da parte gli spunti thrash che hanno contraddistinto, e contraddistinguono, il suono del gruppo sino ad oggi. Anche qui buon assolo, un appuntamento immancabile.
"Murderous State" ci ripresenta il solito campionario di riffoni di chitarra densi e metallici, e le consuete progressioni ritmiche striscianti e mai troppo veloci. Dopo una partenza nella norma, però, "Murderous State" da vita ad alcuni riff molto belli, prima di partire in maniera furiosa, spiazzando così l'ascoltatore, ormai convinto di trovarsi di fronte all'ennesimo mid-tempo. I Land Of Hate dimostrano una grande dimistichezza con la velocità, come già testimoniato in passato, ma in questo caso la canzone gode di un dinamismo incredibile, grazie ai numerosi cambi di tempo, alle accelerazioni ed ai rallentamenti. Un brano da headbanging assassino, tutto da ascoltare! E che tiro, che groove!
"Minds Devoured", introdotta da voci che urlano "assassini!", racchiude in sè un'urgenza di violenza che ha dell'incredibile. Marko, al microfono, è realmente esasperato; le ritmiche sono convulse e nervose. Anche i vari riff, in continuo passaggio dal legato allo staccato, creano un senso di confusione e di irrequietezza che non può non coinvolgere. Molto trascinante, "Minds Devoured" recupera le influenze thrash tipiche del quintetto, capaci di donare al ritmo un'agilità inconsueta per il death metal. Interessante il rallentamento ed il successivo assolo melodico di chitarra. Diretti e privi di fronzoli particolari, i Land Of Hate si candidano, lavoro dopo lavoro, come una delle realtà estreme più promettenti della nostra penisola.
Siamo arrivati alla traccia che dà il titolo all'album. I riff di partenza colpiscono subito il segno, ed anche la partenza a razzo, che dà vita ad una cavalcata metallica infernale e fiammeggiante. Anche qui, gli elementi thrash arricchiscono il death metal dei Land Of Hate. "Neutralized Existence" sembra rifarsi, come ispirazione, a certo thrash secondario e "nero" degli anni '80, tradotto però in linguaggio death ed aggiornato al 2000. Bravi come al solito, i cinque musicisti danno prova di carattere ed attitudine.
"From The Street" segna il ritorno dei nostri in territori più ricchi di groove. La canzone è lenta, ma decisa, ed anche l'alternarsi tra pause ed esplosioni sonore ha la sua importanza. Di facile presa, risulta un po' prevedibile, e potrebbe ricordare nel suo insieme qualcosa dei vecchi Obituary, anche se meno sghembi. Si segnala qualche improvviso cambio di rotta, ma "From The Street" non riesce a decollare, nonostante il ritornello sia di facile presa.
"In The Hands Of Destruction", aperta da un'introduzione da film horror gotico, ci prende in giro con delle battute lente e melodiche, che presto si trasformano in un assalto rabbioso e velocissimo. Death metal che puzza di zolfo, grondante sangue e nero come la pece. La potenza è devastante, ed è impossibile non apprezzare questa prova del gruppo. La struttura è molto varia ed i riff, sebbene tradizionali, sono legati tra di loro con talento e buon gusto. Valido anche l'assolo atonale che conferma il carattere libero ed ultra-aggressivo di "In The Hands Of Destruction".
"Extreme Violence", il cui titolo è tutto un programma, azzanna l'ascoltatore alla gola, dilaniandogli la giugulare e facendo scempio del suo corpo. Pur non essendo velocissima, la canzone è suonata a volume altissimo, ed i nostri picchiano sugli strumenti con una foga pazzesca. Probabilmente non si tratta del brano più bello del CD, ma non ci sono dubbi sul suo potere trascinante. Questa è la classica canzone con la quale un gruppo potrebbe chiudere un concerto, in un tripudio di follia. Ed infatti, "Extreme Violence" chiude il CD, tenendo fede al suo titolo.
Con questo album, i Land Of Hate mettono in mostra un repertorio interessante e variegato, costituito da canzoni di breve durata ma ricche di contenuti. Il loro death metal, sovente spruzzato di thrash, colpisce sempre duro, senza perdersi in fronzoli inutili. Nello spirito e nella pratica, questo death metal è più vicino ai modelli di inizio anni '90 che quello proposto da gruppi più famosi.
Sebbene i Land Of Hate non siano in possesso di un suono inconfondibile, riescono comunque a convincere grazie ad un'attitudine genuina, ed anche al songwriting sicuro e talentuoso.
"Neutralized Existence" è, a parer mio, il lavoro più maturo della band. Non si tratta ancora di un lavoro capace di distinguersi dalla massa (mi riferisco alla scena internazionale), ma ha un suo carattere ed è sicuramente degno di interesse. Sarebbe un peccato se questo CD non venisse considerato dagli amanti del death metal. I Land Of Hate, infatti, sono un gruppo rodato e capace, la cui abilità è di alto livello. Ormai i musicisti possono competere nella scena internazionale, dove la concorrenza è più spietata ed impegnativa rispetto a quella limitata alla sola Italia. E' obbligatorio che il gruppo continui in questo suo processo di maturazione e di miglioramento, perchè lavoro dopo lavoro ha sempre messo in mostra dei progressi incoraggianti. Avanti di questo passo, i Land Of Hate potranno sicuramente togliersi molte soddisfazioni. Per ora comunque, apprezziamo la loro musica sostenendoli ed acquistando questo "Neutralized Existence". E' un lavoro appassionato, costituito da un death metal suonato professionalmente e dotato di un'anima, nera ovviamente.
(Hellvis - Agosto 2009)

Voto: 7.5


Contatti:
Sito Land Of Hate: http://www.myspace.com/landofhateband

Sito Infernal Kaos Production: http://infernalkaosdothome.co.kr/