LAND OF HATE + SMASHHEAD + DEATHCRUSH + ZORA
4 Way To Scream Your Hate

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2009
Durata: 46 min
Genere Land Of Hate: thrash/death metal
Genere Smashhead: death metal/brutal death metal
Genere Deathcrush: death metal
Genere Zora: death metal

Sono molto contento di poter recensire questo split a quattro, "4 Way To Scream Your Hate", perchè è stato realizzato da quattro tra le migliori realtà estreme del nostro bel paese, due sarde e due calabresi: Land Of Hate, Deathcrush, Smashhead e Zora.
Si inizia con i Land Of Hate, il gruppo più giovane del quartetto, formatosi nel 2006 a Catanzaro. All'attivo ha una videocassetta, "Total Massacre Live Video", l'EP "Total Devastation" e il demo "Gener(h)ate". Tutti e tre i lavori sono del 2006, e proprio dall'ultimo dei tre citati sono tratte le canzoni qui presenti. La formazione vede Marko alla voce, Ifilien al basso, Attila alla batteria, Niko e Saso alle chitarre.
Si parte con "Gener(h)ate", aperta da una breve introduzione. Se le prime battute sono lente, presto la canzone accelera, mettendo in mostra tutta la sua aggressività. La proposta musicale del gruppo è un death metal dalle spiccate caratteristiche thrash. La voce di Marko, anche negli Uranium 235 e negli A Buried Existence, è aspra e malvagia, e lega benissimo col suono d'assieme, ribassato e distruttivo. Tecnicamente i Land Of Hate ci sanno fare, e la loro musica è semplice e sfacciata al punto giusto.
"Antination Antiwar" ripropone grosso modo le caratteristiche della canzone precedente, puntando molto sulle accelerazioni repentine ma anche su passaggi carichi di groove. La qualità di registrazione non è eccezionale, ma è funzionale alla musica dei Land Of Hate. Anzi, quel pizzico di "sporcizia" rende la musica dei calabresi ancora più marcia e negativa. Il quintetto è davvero molto bravo nel creare ritmiche trascinanti, e nel dar vita a riff molto tradizionali, ma sempre efficaci. Si segnala anche un assolo di chitarra atonale. I connotati musicali guardano dritti alla fine degli anni '80 e all'inizio dei '90, al periodo d'oro del death metal.
"Raped Years" è un altro assalto all'arma bianca, col quintetto pronto a pigiare sull'acceleratore, come a dedicarsi a sezioni meno spedite ma ugualmente cariche di grinta. Buona, nuovamente, la prova dei musicisti: la sezione ritmica, in particolare, non perde un colpo. Pur essendo semplici, i Land Of Hate fanno bene al death metal proprio per la bontà delle loro canzoni, dimostrando di non aver dimenticato gli insegnamenti del passato. E quando le canzoni sono così schiette e piacevoli, tutto il genere ne trae giovamento.
Passiamo ora agli Smashhead di Sassari, che ho avuto l'onore di recensire in occasione del loro ultimo lavoro, l'ottimo "Rotten Corpse Lacerated". Prima di questo, il gruppo (in vita dal 2004), aveva pubblicato soltanto un singolo, "Flash Before The Holocaust" e un demo, "Bloodshed And Killing Until Extinction", ambedue del 2005. La formazione che ha inciso questa parte di split, tra l'altro inedita e vera primizia del CD, vede Luigi Cara alla voce ed al basso, Franco Fois alla chitarra e Gabriele Tanda alla batteria. In una canzone, collabora con un assolo di chitarra Andrea Giribaldi, che si è occupato della registrazione dei pezzi allo studio Red Warlock. A titolo di cronaca, Luigi suona anche nei Deathcrush, mentre Gabriele fa parte dei thrashers Alkoholizer.
La prima loro canzone è "Orgy In Atrocity". E' evidente il cambiamento di coordinate stilistiche rispetto al gruppo precedente. Sì, è sempre death metal, ma questa volta il tutto è decisamente brutale. Il riffing tende ad essere in genere più serrato, inoltre il gutturale è profondo. Spesso è doppiato dal classico grugnito suino tipico del brutal. Nonostante comunque la sua natura, "Orgy In Atrocity" punta parecchio su ritmiche cadenzate e pesanti, che creano una tensione strisciante e spaventosa. Tecnicamente, gli Smashhead sono sempre molto abili, ed è un vero piacere ascoltarne ed analizzarne note, cambi di ritmo e timbri.
"Genetic Deconstruction" è una canzone classicamente brutale, ma gli Smashhead piazzano qui e là dei veri e propri colpi di classe, dal punto di vista dell'arrangiamento. Franco è un chitarrista death molto talentuoso, e la sezione ritmica asseconda il tutto al meglio, come dimostrato dal basso mai domo di Luigi. Chiunque pensi che il death metal sia morto (scusate il gioco di parole), dovrebbe ascoltarsi questa canzone degli Smashhead. O tutto il CD che sto recensendo adesso. Davvero bravi e negativi.
"Human Fetus In The Sewers" (è questa la canzone con l'assolo dell'ospite) conferma quanto di buono è stato ascoltato in precedenza. Le scelte dell'arrangiamento confermano la bravura dei nostri, capaci di donare sfumature direi quasi epiche al tutto, in alcuni momenti. Più spesso però, lo stile degli Smashhead si assesta su stilemi tipicamente death metal, molto tradizionali. Ecco, più vicini al death classico che al brutal così come lo conosciamo oggi. E' però molto bello il loro ibrido stilistico, e la libertà compositiva nonostante la ferrea osservanza delle regole del genere. Marci, malati, dai testi osceni, ma così genuinamente death. Grandi Smashhead! Ah, dimenticavo, l'assolo dell'ospite Andrea è melodico, e rende il brano più prezioso.
I Deathcrush, di Bessude in Sardegna, sono attivi dal 2003 ed hanno tre demo nel carniere: "Prophecy Of Death", "Hard Reality" e "Extreme Claustrophobic Terror". Le prime due canzoni qui presenti, hanno già visto la luce in "Extreme Claustrophobic Terror". La terza, "Eaten By Rats", dovrebbe essere un inedito. La formazione vede Luigi Cara alla voce ed al basso (l'abbiamo già trovato negli Smashhead), Andrea Sechi alla chitarra e Giampiero Serra alla batteria (quest'ultimo attivo anche nei Necromessiah).
"Blasphemy Souls" è un piccolo gioiello di death metal oscuro e negativo. La voce di Luigi non cambia molto rispetto a quando canta negli Smashhead: è però il contesto ad essere differente. I Deathcrush suonano un death metal molto retrò, semplice e diretto, che non si nega accelerazioni in blastbeat. La qualità di registrazione, davvero buona, fa rendere il tutto al meglio. I riff sono molto precisi e tradizionali, la sezione ritmica creativa e precisa. Anche la proposta musicale dei Deathcrush, come quella dei Land Of Hate, guarda a quegli anni a cavallo tra gli '80 ed i '90, nei quali il death metal ha dato vita a lavori bellissimi.
"Necrogod Devastation" è un brano che non perdona, violento e nichilista, oscuro e marcio. Il ritmo è sempre risoluto e rabbioso, e la successione di accelerazioni e rallentamenti è molto convincenti. Bella la scelta dei riff e le armonizzazioni, di tipica scuola floridiana. I Deathcrush, così come gli altri gruppi inclusi in questo split, sono derivativi, ma ugualmente la bontà del songwriting fa dimenticare tanti difetti di originalità. Anche perchè i Deathcrush hanno l'attitudine giusta.
Ecco ora il brano inedito, "Eaten By Rats". In questa occasione, sia il rifferama che la ritmica sono più serrate del solito, talvolta ai limiti del brutal. La qualità del brano è discreta, e non sfigura rispetto ai due pezzi da 90 che l'hanno preceduta. Molto dinamica e furiosa, è la classica canzone che fa slogare il collo a furia di un headbanging assassino. Come al solito, valida registrazione dello studio Red Warlock. Ed è chiaro, ascoltando queste canzoni, che i Deathcrush siano ormai maturi per un album.
Passiamo ora agli Zora, nota band estrema di Vibo Valentia. Formatisi nel 2003, hanno esordito nel 2004 con il demo "Dismember Human Race". In seguito, ecco l'EP "U.V.A." ed uno split con i Sickening, ambedue del 2005. Infine, l'album "Gore" che ha visto la luce nel 2007. La formazione che ha inciso queste canzoni vede Peppe Pascale alla voce ed alla chitarra, Tato al basso e Ale Di Meco alla batteria. Tato, ossia Giuseppe Tatangelo, ha suonato negli storici Unscriptural, ed attualmente suona anche nei Glacial Fear, negli Shadow Of Soul e nei già citati A Buried Esistence, nei quali milita anche Peppe Pascale. Quest'ultimo ormai non fa più parte degli Zora, ed è stato sostituito da Flavio Tempesta, già con i Sudden Death ed i C.L.G., e attualmente attivo con i thrasher Disease. Le prime due canzoni qui presenti sono apparse per la prima volta nello split con i Sickening, mentre la terza è presente nell'EP "U.V.A.". Tutti e tre i brani sono stati registrati nuovamente al Sound Farm Studio nel 2008.
Ecco quindi "Self Devoured". Introdotta da alcuni suoni inquietanti, la canzone è una vera e propria mazzata in pieno volto. La qualità di registrazione è perfetta, e gli Zora mettono tutti a tacere con il proprio death metal possente ed oscuro. Le armonizzazioni in minore rendono il tutto ancora più luciferino. Il dinamismo ritmico del gruppo è efficace come non mai, e la canzone prende dalla prima all'ultima nota, accelerazione dopo accelerazione, un cambio di ritmo dietro l'altro. Grandi Zora.
"Mass-sacred Nation" riconferma che la qualità di registrazione degli Zora sia quella più professionale dell'intero split. E comunque anche i calabresi ci mettono tanto del loro, grazie ad una spinta esecutiva davvero eccezionale. Il trio ha il potere di trascinare, e lo fa nel modo più convincente possibile. "Mass-sacred Nation" è una canzone semplice e diretta, ma capace di calamitare l'ascoltatore senza che egli possa opporre difesa alcuna. Il lavoro della chitarra è diligente e selvaggio, il basso pulsa come se fosse in ipertensione e la batteria è precisa e potente. Gli Zora confermano di essere uno dei gruppi più interessanti della scena death metal italiana.
Lo stesso pensiero viene in mente ascoltando "Tsantsa", uno schiacciasassi. Ci troviamo di fronte ad un gruppo tradizionalista, come quelli che l'hanno preceduto in questo split. Ma è proprio la bontà delle canzoni a fare la differenza tra i tanti gruppi death metal scadenti, che infettano la scena underground della nostra penisola. Non posso evitare di ripetere questo concetto. Belli i riff, e comunque buona nel suo insieme come canzone. Non si può rimanere indifferenti ad un sound come quello degli Zora.
Come avrete potuto leggere da quanto ho scritto in questa recensione, non posso che rimanere soddisfatto di questo split. Un acquisto quasi obbligatorio, visto che si possono avere quattro delle migliori death metal band del paese al prezzo di una! Forse non tutto è perfetto al 100%. Ad esempio, solo gli Smashhead presentano tre inediti, mentre le altre band ripropongono brani vecchi, e le novità non sono tantissime. Perciò i miei voti finali sono da intendersi in maniera relativa. Però si tratta di quattro gruppi che portano alta la bandiera del death metal tradizionale (non del techno-death, del quale peraltro l'Italia vanta pure un ottima scena). Uno split consigliato, e sul quale - ne sono certo - molti appassionati di death avranno già posato gli occhi. Molto interessante.
(Hellvis - Giugno 2009)

Voto Land Of Hate: 7
Voto Deathcrush: 7.5
Voto Smashhead: 8
Voto Zora: 8



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