LA MENADE
Male Di Luna
Etichetta: Ellepi Produzioni / Venus / Kick Agency
Anno: 2007
Durata: 59 min
Genere: alternative rock / crossover
Dopo il valido esordio dell'EP "Conflitti E Sogni", ecco un nuovo
lavoro targato La Menade. Non si tratta di un'uscita dell'ultima ora,
bensì il CD è in circolazione già da un po' di mesi. Ritengo però sia
doveroso presentarlo ai lettori di Shapeless, sempre affamati di buona
musica.
"Male Di Luna" è racchiuso in una copertina visionaria, che fa
molto progressive italiano anni '70: vediamo una donna nuda di spalle,
rivolta verso una luna piena, stagliata su un cielo blu ed irreale.
Riusciamo però a vedere anche il viso di questa donna, aperto come la
copertina di un libro, con i due lati rivolti nella nostra direzione.
Il libretto, di otto pagine, contiene stralci dei testi, una foto
del gruppo, i ringraziamenti e tutte le informazioni relative alla
registrazione. Da sottolineare anche una citazione da Montale.
La formazione vede Tatiana "La Sirena" (voce e chitarra), Tanya
"X_Mentale" (tastiere e voce), Cristina "The Wall" (basso) e Lucia
"Free Lucy" (batteria).
Posta come ouverture, "Incubo N.1" ci introduce nel mondo musicale
del quartetto romano. Un brano nervoso, che si sviluppa in un crescendo
mano a mano che gli strumenti entrano in campo. La traccia prende vita
dal basso pulsante, ben sorretto da una batteria impeccabile, che
insieme fanno da sfondo alle sfuriate ritmiche della chitarra ed alle
ottime scelte sonore della tastiera di Tanya.
La prima canzone vera e propria si intitola "Maledetta Me!".
Vigorosa, arrabbiata, accosta ad una strofa nevrotica un ritornello più
arioso e di buon impatto. Tatiana sputa fuori tutto il suo rancore e la
disillusione con linee vocali vibranti e schitarrate virtuose,
sostenuta dall'ottimo lavoro d'assieme della sezione ritmica, e dalla
tastiera schizofrenica ed onnipresente. Senz'altro un valido brano
d'apertura, ed un singolo potenziale. Fin dall'inizio dell'album, le
ragazze mettono bene in chiaro il loro potenziale: arrangiamenti
sopraffini, melodie emozionanti e tanto carattere.
Queste caratteristiche ritornano, e trovano conferma, nella seguente
"Senza Far Rumore". I retaggi metal (tradizionale e nu) sono evidenti
nelle scelte compositive della chitarra, sia come rifferama che in sede
ritmica. Potente e severa, presenta due spunti notevoli: la bella linea
melodica, e l'arrangiamento di qualità. Sebbene ogni strumento ricopra
fedelmente il suo ruolo, nessuno di essi svolge un lavoro di secondo
piano. L'abilità tecnica delle ragazze è elevata, e proprio questo
garantisce al gruppo una vastissima gamma espressiva.
Anche in "Riflesso", le linee vocali si distinguono per la loro
bellezza. La ricerca di melodie non banali, arricchita da una grande
espressività, mettono in luce il talento di Tatiana. Più lenta delle
canzoni precedenti, gode di un ritornello molto bello. "Mi
guardo attenta nello specchio / e vedo a tratti l'io riflesso. / Cerco
di capire perchè io unico essere / vedo un'altra immagine di me":
anche le parole rimangono subito in testa. Come di consueto, il
quartetto trova un perfetto connubio tra il pop/rock, prog e generi più
pesanti: il loro crossover è ricco di influenze, ognuna delle quali
contribuisce a creare il suono unico di La Menade.
"Appunti Di Un Demente" è una delle mie canzoni preferite, e qui è
Tanya a salire sugli scudi. Mi piace molto la sua parte di tastiere,
veramente inquietante e malata. "E le braccia pesanti si alzano al cielo / mentre la testa pazza guarda / il resto del corpo che si allontana / nel nulla...":
che gran bel ritornello! La musica è carica di una tensione disperata e
sognante. Mano a mano che si sviluppa, "Appunti Di Un Demente" diventa
sempre più potente, ma non perde mai il suo senso totale di
alienazione, che resta in sospeso in un finale atonale e "free".
Suoni più morbidi e dolci in "Danza Nel Buio", nonostante il suono
si faccia più corposo nel ritornello appassionato, urlato con il solito
coinvolgimento da Tatiana. Bello l'assolo di chitarra, incastonato al
posto giusto in un brano fruibile anche da chi, in genere, non apprezza
i suoni pesanti. E' bello vedere come anche nelle traccie più lineari,
il quartetto non perda di vista la sua originalità, sempre presente in
piccoli particolari (linee di basso, ecc.).
"Il Senso Del Piacere" ci ripropone il solito mix di melodia
irresistibile, chitarre potenti e "metalliche", e ritmica puntuale e
priva di difetti. La voce di Tanya non ha nulla da invidiare a quella
di Tatiana (la tastierista canta anche in "Appunti Di Un Demente" e
"Animavida"), forse è un po' meno aspra. La ricetta vincente della
strofa nervosa seguita da un ritornello arioso fa centro anche questa
volta. Gli elementi progressive sono sempre presenti, e diventano
evidenti nei passaggi di raccordo tra una sezione e l'altra.
"La Favola (Im)Perfetta" è, complessivamente, una delle canzoni
più potenti di "Male Di Luna". La strofa è in possesso di un'agilità
pop, mentre il ritornello si arrabbia di brutto. Ottima la scelta del
suono-hammond in tale frangente, che fà tanto "seventies". Ritornano le
atmosfere schizzate che di tanto in tanto fanno capolino tra le
canzoni. Complimenti a Lucia, e alla sua duttilità. Nel finale,
pontentissimo, si fa viva anche un'improvvisa influenza thrash: un
sintomo del vasto spettro di influenze delle nostre.
"Il Nemico" è una traccia molto intensa, sopratutto nella strofa
di stampo prog. Il ritornello è fragoroso, e cancella sempre le
atmosfere plumbee che l'hanno preceduto. Bella la sezione centrale,
originale e sostenuta dal basso espressivo di Cristina, al quale segue
un breve momento vigoroso (giocato su una successione armonica e
vocalizzi di stampo Prozac+, eheh!), che introduce la ripresa. Il
finale è in crescendo.
"Animavida" è una prova vivace, il cui arrangiamento volge lo
sguardo anche al hard rock. Da sottolineare come cambi l'aspetto del
brano a seconda che la tastiera utilizzi suoni più o meno
convenzionali. Come al solito, l'interpretazione è convincente. E, mi
stavo dimenticando, gran merito va anche all'Art Recordings Studio di
Rovigo, che ha garantito a La Menade un suono comunicativo, pulito e
potente.
In "Mea Culpa, Me Absolvo" si fa luce pure una ritmica
sudamericana, destinata presto ad essere inghiottita dal crescendo
costante, contraddistinto da una notevole mutevolezza ritmica.
Bellissima la scelta dei suoni, malati ed originali. Il gruppo non teme
mai di ricorrere a trovate troppo bizzarre, e questa libertà lo rende
tanto irresistibile. Davvero carina.
"La Strada", aperta da uno spettrale suono di carillon, è un'altra
delle canzoni nelle quali le ragazze tirano fuori gli artigli.
Nonostante le strofe siano riflessive, la rabbia bruciante non riesce a
restare contenuta più di tanto: ecco quindi che il ritornello esplode
in tutto il suo furore. Molto bello l'assolo abrasivo di Tatiana,
presto seguito dalle agili dita di Tanya.
Canzone dopo canzone, il quartetto convince per la sua abilità
compositiva, l'originalità e la tecnica. Se molti pensassero che il
loro successo sia dovuto al fatto di essere una band di sole ragazze si
sbaglia di grosso! Tatiana, Tanya, Cristina e Lucia sono musicisti di
tutto rispetto, ed artisti di livello.
Con "Malinconia" le romane si liberano in un torrido blues,
sofferto il giusto. Ovviamente, la struttura blues è solo il pretesto
per creare una canzone in puro La Menade-style. E, come per tutti i
gruppi, la natura di tale genere è anche l'occasione per sfogare le
proprie brame d'assolo: ecco quindi un bel dialogo, dai suoni retrò,
tra chitarra e organo hammond, che fa da coda alla composizione.
"La Gabbia" è una traccia triste e tormentata. Il ritornello è più
agile, e le scelte ovvie vengono evitate come la peste. Speriamo che il
gruppo non cada in tentazioni più pop in futuro, perchè la sua
personalità mi fa impazzire! Lo sviluppo non è lineare, sebbene sia
coerente.
Ecco ora "Desideri Di Una Notte Senza Stelle", il cui testo è
tratto dalle lettere dei condannati a morte durante la resistenza.
Questa è una delle traccie più vigorose, violente e tirate di tutto
l'album. Qui l'anima thrash sale in cattedra, anche dal punto di vista
ritmico. Davvero trascinante, inietta adrenalina nelle vene
dell'ascoltatore, prima della sezione centrale più lenta e meditabonda.
A seguire pianoforte e voce narrante, che recita le parole struggenti
di un ragazzo condannato a morte.
Una coda strumentale, unita al brano precedente ma totalmente autonoma,
chiude il tutto. Lo chiude con drammaticità, ed un vago senso di
malinconia. Quasi che prolungasse l'eco delle parole che hanno chiuso
il brano precedente.
"Male Di Luna" è un album che si fa apprezzare sia al primo
ascolto, sia nei successivi. L'immediatezza delle melodie nasconde un
gran lavoro di costruzione, e l'attenzione ai particolari è quasi
maniacale. Con intelligenza, le ragazze giocano con impatto ed
emozione, rendendo convincenti i testi, sempre molto sentiti e, a parer
mio, personali.
La musica de La Menade è pienamente fruibile da un vastissimo
numero di ascoltatori, e questa si rivelerà la carta vincente. Infatti
va incontro a coloro che nella musica cercano intrattenimento e
sensazioni, ed anche a quelli che invece apprezzano strutture
ricercate, fantasia e passione.
Un lavoro notevole: fatelo vostro, e non ve ne pentirete!
(Hellvis - Agosto 2007)
Voto: 8.5
Contatti:
Sito La Menade: http://www.lamenade.com/
Sito Kick Agency: http://www.kickagency.it/