LAKE OF TEARS
Moons And Mushrooms

Etichetta: Dockyard1 / Edel
Anno: 2007
Durata: 44 min
Genere: gothic rock


Tornano sul mercato gli svedesi Lake Of Tears che con questo nuovo lavoro raggiungono il notevole traguardo del settimo full-length. Non parliamo, quindi, di una band alle prime armi, ma di un gruppo che ormai ha raggiunto la propria dimensione artistica e il proprio sound, pur con le normali mutazioni nel corso del tempo. Ebbene, cosa dire di questi quattro ragazzi? Forse anche loro non sono mai riusciti a fare il salto di qualità, puntando all’Olimpo delle grandi band, ma senza ombra di dubbio i loro lavori sono piacevoli e ricchi di spunti, cosa perfettamente riscontrabile anche in questo “Moons And Mushrooms” (titolo curioso ma affascinante!).
La proposta del gruppo è un interessante rock/metal dalle tinte gotiche, che trova il suo punto di riferimento nei Sentenced di “Crimson” e “The Cold White Light”. Le trame intessute dai Lake Of Tears sono sempre malinconiche e avvolgenti, ma non disdegnano l’utilizzo della melodia accattivante, del ritornello semplice e immediato: si tratta di uno stile lineare, fatto per piacere fin dal primo ascolto, per lasciarsi rapire dal flusso delle note, pur conservando quel tono dimesso e nostalgico che affascina chi, come me, ama le sfumature meno solari della musica. In questo, bisogna dirlo, i Lake Of Tears sono proprio bravi e riescono a tenere desta l’attenzione per tutta la durata del disco.
Si parte con “Last Purple Sky” e subito la band mette le carte in tavola: la canzone è sicuramente una delle migliori del disco, una perfetta apertura con un bel riff trascinante e una prova al microfono da parte di Daniel Brennare sensuale e calda al punto giusto. Le melodie sono lineari e dirette ma mai banali, il che rende tutto estremamente efficace.
Dopo questo ottimo inizio si cade un po’ nel banale con la successiva “You Better Breathe While There’s Still Time”, un classico mid tempo rockeggiante e semplice che, però, non mostra la stessa carica del pezzo precedente e finisce per passare inosservato. Molto meglio la successiva “Waiting Counting”, un bel pezzo rock dalle forti influenze ‘depechemodiane’: i ritmi si fanno ancora meno serrati e al tempo stesso più ‘ballabili’, le chitarre graffiano ma senza essere mai troppo pesanti, mentre punto di forza diventano i sintetizzatori che danno una patina di elettronica al tutto. Bel pezzo davvero!
Il meglio, comunque, arriva con la successiva “Like A Leaf”, una delicata e malinconica ballad, di quelle classiche fino al midollo, da cantare a squarciagola con gli accendini in mano. Davvero: un pezzo che fin dalla prima nota sai dove andrà a parare ma che, nonostante questo, arriva diretto al cuore. E chi se ne frega se la voce di Brennare tentenna in un paio di passaggi: dà solo un tocco di umanità in più al tutto.
Arriviamo a “Children Of The Grey”… Ehi, ma questo riff è praticamente lo stesso di “Children Of The Grave” dei Black Sabbath! Voluto tributo (visto il titolo) o una semplice coincidenza? Chissà, probabilmente dopo aver scritto il pezzo si sono resi conto della somiglianza e piuttosto che fare finta di niente hanno spiattellato tutto dando alla canzone un titolo inequivocabile. Un pezzo discreto, comunque, con un buon uso dell’hammond e un retrogusto settantiano che fa sempre piacere… Certo che quel riff, insomma!
Non brilla di originalità nemmeno “Head On Phantom”, che è praticamente un plagio dei Sentenced più immediati e melodici, mentre ci si risolleva con gli ultimi due brani, “Island Earth” e “Planet Of The Penguins” (altro titolo bellissimo!): il primo è un altro bel pezzo catchy, immediato e piacevole, con un ritmo quasi dance anni ’70, mentre il secondo è un brano lento, più epico e solenne rispetto a “Like A Leaf”, anche se privo di quel velo di tristezza che rendeva grande quest’ultima.
Insomma, a conti fatti non ci si può proprio lamentare di questo lavoro, che non sarà un’opera d’arte da tramandare ai posteri, ma si lascia ascoltare con grande piacere e farà trascorrere qualche ora piacevole a tutti coloro che lo acquisteranno. E adesso scusatemi, vado a prendere l’accendino e rimetto su “Like A Leaf”…

(Danny Boodman - Giugno 2007)

Voto: 7,5


Contatti:
Sito Lake Of Tears: http://www.lakeoftears.net/
Sito Dockyard1: http://www.dockyard1.com/
Sito Edel: http://www.edel.it/