LAETITIA IN HOLOCAUST
A Slow Apocalypse (promo)

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2004
Durata: 44 min
Genere: black metal


I Laetitia In Holocaust, o più brevemente LIH, sono il progetto creatosi nell'inverno modenese nel 2001 a cura di N e S; dopo l'uscita nel 2003 del primo demo "Blood On Humanity", il duo si ripresenta difilato con il promo "A Slow Apocalypse", già registrato nell'autunno del 2003. Concettualmente la band si spinge verso sentieri enigmatici, da temi esistenziali e tematiche tipiche del romanticismo ottocentesco si arriva a movimenti culturali e artistici quali il dadaismo ed il surrealismo. Tutto ciò è rinvenibile dalla trattazione esplicita dei testi (scritti in lingua italiana e cantati in inglese) e dalla compattezza dell'artwork stampato su carta professionale, in cui antichità e modernità si fondono tra il rosso ed il nero di raffigurazioni demoniache.
Il tutto (sottoforma di Cd-R) è stato auto prodotto con l'utilizzo di un 16 tracce, un registratore mini-disc ed il computer: il risultato è un sound aggressivo, cupo e ben comprensibile.
La proposta insomma è davvero accattivante: otto tracce martellanti di apocalittico black metal stile Diabolicum, ma che lascia lo spazio di amalgamare in sé il vasto repertorio di ascolto dei LIH, che va dall'influenza del death metal melodico (per alcune fasi esecutive dei brani) fino al dark ambient (per la realizzazione di spazi atmosferici).
Molto convincente il primo pezzo "Riflesso D'Autunno", che si apre con un fade iniziale di chitarre trattate da una distorsione greve, capace di trascinare con sé nostalgiche melodie alla Novembre. Ma tutto ciò dura pochi secondi e l'illusione svanisce non appena l'udito viene bombardato dall'immediata spietatezza meccanica di una drum machine lanciata a velocità elevate e che ritroveremo per tutta la durata del disco.
Con "Luce Algida" e "The Pale Illusion" i riff si fanno più incalzanti, a tratti vorticosi ed irati, con rapidi e volubili cambi di tempo. Le voci irritate, soffuse e sulle fattezze di Attila Csihar e Dead, partecipano alla pesantezza e alla malvagità del suono.
Da tutto il repertorio si distinguono "Pazuzu In Auschwitz" e "Gettati Alla Luce", i pezzi più atmosferici e attitudinali. In essi viene creato un bel gioco di drumming ben programmato che, galoppando tra soffici arpeggi malinconici, effetti sinistri, archi, cori pacati e voci oniriche, riesce a trasportarci in una languida luce. Chiaramente i due brani vengono subito dopo ripresi da una gelida esecuzione che li conclude.
Peccato per i brani "L.I.H." e "When The Light Was Brighter" che, praticamente simili alle tre tracce precedenti, contribuiscono ad appesantire un disco già corposo. Sicuramente da non scartare ma da riutilizzare in altro modo usando più espressività e meno passaggi macchinosi.
Il promo si conclude con la title-track "A Slow Apocalypse", una lenta apocalisse che a dir la verità sembra giungere rapida ed imminente dalle fredde e dirette note di chitarra che percorrono una oramai consolidata drum machine marziale.
Complessivamente è un lavoro che, se pur privo d'originalità e con brani nella maggior parte ripetitivi tra loro, è pur sempre dignitoso e sincero. Per chi volesse è possibile richiederlo al prezzo di 8 Euro, per poi ascoltarlo e compiacersene.
(Garzaroth1348 - Dicembre 2004)

Voto: 6.5


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