KUROI
Ikon

Etichetta: Fuel Records / Self / Alkemist Fanatix
Anno: 2008
Durata: 42 min
Genere: death/metalcore moderno


La copertina di "Ikon" è piuttosto sfacciata, con quel paio di belle gambe femminili calzate di nero, che si stanno accovacciando sulla tazza di un cesso, con tanto di mutandine gialle abbassate. Un cesso tra l'altro lurido, con il pavimento ricoperto di lattine, cicche di sigarette e così via. Eppure l'immagine è senz'altro affascinante, complice la contrapposizione tra giallo e nero che è il leitmotiv grafico del libretto, nonchè del sito MySpace (http://www.myspace.com/kuroimetal) dei Kuroi.
Nelle otto facciate del libretto sono riportati degli stralci dei testi, vuoi in italiano vuoi in inglese, e le foto di tutti i musicisti, anche se ad onor del vero quasi nessun volto sia visibile chiaramente (escludendo la foto d'assieme dell'ultima pagina). La grafica però è professionale e stimolante, e calandoci nell'ascolto di "Ikon" è facile rendersi conto di quanto questa professionalità sia presente nel suono. Lo studio Hate ha svolto un buon lavoro di registrazione, che ha garantito alla band un impatto ed un dinamismo non indifferenti.
Ma chi sono questi Kuroi? Si tratta di un gruppo veronese, formatosi nel 2002. La caratteristica peculiare dei Kuroi è quella di avere ben due batteristi. La coppia di batterie garantisce alla band un impatto devastante, essenziale però in una musica così diretta ed istintiva. I testi stessi, superficiali e divertenti, non hanno alcuna ambizione di "spessore", anzi... Il gruppo ammette di non nascondersi dietro a falsi intellettualismi, ma cerca in ogni modo di divertire e divertirsi suonando, e spaccando i timpani al meglio.
La formazione dei Kuroi vede Leo e Buzz alle batterie, Mon3 alla voce, Manu alla chitarra e Perbe al basso.
"Ikon" contiene tredici tracce per un totale di quarantadue minuti di musica potente e trascinante. E' chiaro sin dal primo ascolto che i Kuroi sappiano il fatto loro. I riff sono subito semplici e violenti, sostenuti da una sezione ritmica ovviamente potenziata ed estremamente dinamica. Escludendo introduzioni ed intermezzi, "Ikon" snocciola una buona canzone dopo l'altra, entusiasmando l'ascoltatore al punto da spingerlo ad alzarsi dalla sedia, per liberarsi in un sano headbanging.
Lo stile compositivo dei Kuroi è essenziale e preciso. La scelta dei riff giusti e l'equilibrio di ogni traccia, mettono in mostra la maturità compositiva della band. Nulla è fuori posto, nessun particolare. Le canzoni spaccano, emozionano, trascinano e -alla fin fine- divertono. Mon3 è poi un cantante molto teatrale, e le sue linee vocali sono sempre stuzzicanti, soprattutto quando lascia che la follia infetti le sue prestazioni. Talvolta le sue performance sono davvero stranianti (ad esempio in "El Chupa"), ed indicano una forte personalità.
Stilisticamente, i Kuroi prendono spunto da molti gruppi. Il gruppo ammette Devildriver e Slipknot come sue influenze principali, ma non si tratta delle uniche fonti di ispirazione. Ad esempio, una canzone come "Drink Up!" è decisamente influenzata dal nu-metal (Korn, Coal Chamber), mentre "Diabolik" strizza l'occhio al grindcore, e in parte al brutal.
Come valore compositivo, non c'è una canzone obiettivamente migliore delle altre. Qui si può solo andare per impressioni soggettive. Personalmente, ho apprezzato molto "Spara", "El Chupa" (con i contributi vocali di Fischio degli Jacinto Canek), "Eaten By King Kong" e "Bubble Gum Gun". Ogni composizione ha una propria personalità, che talvolta la differenzia in maniera molto evidente dalle altre. Ma lo stile dei Kuroi rimane sempre e comunque omogeneo. Lo stile è ben definito, ed anche piuttosto personale.
"Ikon" non è un CD che si presti a lunghi commenti. La musica dei Kuroi va ascoltata, e potrei scrivere mille parole senza riuscirne a comunciare l'essenza ai lettori. Invito quindi tutti a visitare il sito MySpace della band, per poter ascoltare con le proprie orecchie la loro musica. Se invece consideraste il mio giudizio sufficiente, beh, credo che l'acquisto di "Ikon" valga la pena. La musica è trascinante, e l'energia comunicata è pazzesca. In più, sostenere gruppi di questo valore è una buona cosa.
Credo che in futuro i Kuroi ci regaleranno lavori ancora più emozionanti, l'importante è che non perdano quel pizzico di follia che li rende così personali. Per ora comunque, un buon disco.
(Hellvis - Ottobre 2008)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail Kuroi: jopageri@libero.it
Sito Kuroi: http://www.kuroi.it/

Sito Self: http://www.self.it/

Sito Alkemist Fanatix: http://www.alkemist-fanatix.com/