KURNALCOOL
Takki A Beve
Etichetta: Svirgin
Anno: 2003
Durata: 62 min
Genere: vì metal
Ho voluto far passare un po' di tempo dall'uscita dell'album a questa
recensione per stemperare l'entusiasmo e la sbornia dell'ultimo concerto,
che magari non avrebbe garantito l'equità del mio giudizio (cazzate, è che
mi sono trastullato facendo dell'altro!).
Premessa: il vì (vino!) è una fede, il metallo pure. Essendo gli unici
araldi del vì metal (heavy metal che parla de vì!), anche i Kurnalcool sono
una fede. Essendone io un seguace, membro storico del Circo Togna (accanito
gruppo di sostenitori/alcolizzati locali), perdonate qualche mia
esagerazione negli elogi.
Due parole per chi non li conosce: i Kurnalcool sono una cult band di
Falconara (AN), in circolazione ormai dal lontano 1986. La loro fortuna
(nelle Marche sono più importanti dei Pooh!) è dovuta all'unione dei due
sacri dogmi del vì e del metal, ed alla creazione di anthemici brani speed
metal (tra Accept, primissimi Metallica e Metal Church) carichi di
efficacissimi slogan in tema (uno per tutti: "Drogatevi di alcool, non di
LSD! Quello che voglio è un buttigliò de vì!"). Dopo il leggendario primo
album "Bumba Atomika", il secondo "Stand By Vì" e l'epico live (con la banda
comunale!!) "Fuckin' GiubiLive", arriva a noi questo quarto "Takki A Beve".
La formazione è parzialmente rivoluzionata: i due batteristi (sì, i
Kurnalcool, a parte il basso, hanno tutto doppio) storici hanno abbandonato
in favore dei 'giovani' J.J. Guasto e Max Vortex, ed anche il vecchio
bassista è stato sostituito dall'altro 'giovane' Andreas Kleinestein.
Ma il disco è decisamente all'altezza!! Una copertina adeguatamente trash
(c'è chi vi avrebbe riconosciuto il 'profilo' della pornostar Aria
Giovanni...) fa da cornice ad una bella collezione di nuovi racconti
etilici! Alcuni momenti che meritano una menzione particolare... Il metal
cadenzato di "Day Vì After", brano dedicato ai doposbornia che, essendosi
ubriacati probabilmente il sabato sera, quasi sempre si scontrano col
'pranzo della domenica', situazione che personalmente conosco fin troppo
bene!!... Le 'giustificazioni' punk di "Tanto Poi Ce Guardamo", brano
composto dalla band per scusarsi col pubblico delle numerose 'sviste' che si
verificano ai concerti... Ma tanto chi se ne accorge, che sò tutti
mbriachi?! Il tormentone hard pop rock di "Volemo Andà Al Festivalbar"
(perché c'è il bar!), sulle 'ambizioni' televisive dei nostri eroi, con
tanto d'intermezzo rappato alla Articolo 31!... "Stazzi De Qua Bevi De Là",
riuscitissima cover di "Touch Too Much" degli AC/DC dei tempi d'oro...
Presenti poi le riesumazioni di antichissimi classici presi dai vecchissimi
demo, quali "Nonna D'Acqua", "Sbregamo Tutto" e la very heavy "Salamo E
Bevemo", invero un poco imbarazzante: un cantante con figlio scolaro, che
canta ancora di 'salate'!!... In questo album c'è poi anche spazio per
l'introspezione ("Non Sai Perché") ed il romanticismo ("Non Me Credi Più").
Sempre presenti anche i soliti simpaticissimi siparietti, spesso e
volentieri ricavate da registrazioni (abusive?) audio delle sbornie dei
nostri compari Kurnalcool, insomma quasi degli snuff!!
In fin dei conti quest'album non aggiunge nulla alla storia dell'heavy
metal, e forse neanche a quella del vì metal, ma è un album divertentissimo
e godibilissimo, oltre a sfoggiare un'ottima qualità di registrazione.
Insomma un disco, come il lambrusco, amabile.
(MoonFish - Ottobre 2003)
Voto: 8
Contatti:
Sito internet: http://www.kurnalcool.net/