KROHM
The Haunting Presence

Etichetta: Debemur Morti Productions / Mystic Arts
Anno: 2007
Durata: 57 min
Genere: black metal


"The Haunting Presence" è un titolo molto azzeccato per quest'album di puro black metal, corredato da una copertina evocativa nella sua banalità: un bosco di pini avvolto dalla nebbia. Il bianco e nero di rigore, i caratteri in gotico, un logo incomprensibile: tutto è stato realizzato nella maniera più tradizionale, secondo quanto codificato dal genere anche in ambito grafico.
I Krohm si sono formati nel 1995 (il primo demo, "Slayer Of Lost Martyrs, è datato 1997), e fanno parte di quella schiera di gruppi black che, a metà degli anni '90, hanno dato nuova linfa al genere negli Stati Uniti. Dopo aver pubblicato un secondo demo, "Crown Of The Ancients" nel 2000 (ambedue i demo sono stati ristampati nel 2005), i Krohm hanno realizzato il loro primo album, "A World Through Dead Eyes" nel 2004. Fino ad ora ho parlato dei Krohm come se si trattasse di un gruppo, quando in realtà si tratta di un progetto solista. La mente della band porta lo pseudonimo di Numinas, al secolo Dario Derna. Le origini del musicista sono abbastanza ovvie. Più complesso è invece il suo curriculum, che lo vede all'opera anche con i deathster Drawn And Quartered, e che in passato ha prestato i suoi servigi ad Evoken, Abazagorath, Infester, Mephitium, Funebrarum e Meat Shits.
"The Haunting Presence" è il nuovo lavoro di Krohm, pubblicato dalla Debemur Morti. Le registrazioni sono avvenute al Necromorbus Studio, la qual cosa ha garantito al disco una buona fedeltà.
Le traccie sono sette per un totale di cinquantasette minuti. La durata dei brani varia da un minimo di sette minuti ad un massimo di nove minuti e qualcosa.
Tutte queste indicazioni, dovrebbero avervi già fatto capire il tipo di musica al quale ci troviamo di fronte. L'ho definito "puro black metal", e così è. I dettami sono tutti rispettati con una coerenza maniacale, quasi una devozione di fronte ad un tipo di black metal da conservare per i posteri. Anzi, di un modo di intendere il black metal. Infatti il cosidetto black ortodosso dei giorni nostri, che afferma di rifarsi ai primordi del genere, ha in realtà seguito una sua strada personale. Quando non ci sono dei cloni dei gruppi del passato, il black ortodosso tende a ripetere sè stesso, proprio a causa del suo autolimitarsi espressivamente. Ed ecco che i Krohm si inseriscono in quella tendenza particolare del black americano, che vede privilegiare i tempi lenti e i minutaggi elevati (tra i nomi più noti Xasthur, tra i meno noti Wolves In The Throne Room).
Dunque, tenuto conto di quanto ho appena scritto, bisogna ammettere che Numinas comunque ci sappia fare. Non rischia mai carte eccessivamente bizzarre o originali, ma è chiaro che come compositore sappia il fatto suo, e sappia scrivere buone canzoni. L'utilizzo delle successioni armoniche non è differente rispetto a quello di migliaia di altri gruppi, però il risultato finale riesce sempre a comunicare qualcosa. In particolare, tutto il CD è pervaso da un senso di gelo senza via di scampo, e vengono evocate atmosfere misteriose ed inquitanti. Il sentimento più innocuo comunicato da questa musica è un malinconia senza fondo, che spalanca le porte alla depressione. Attenzione, questa depressione non è mai rassegnata, come nel caso di altri gruppi, ma sottintende una rabbia bruciante, una furia che trova il suo sfogo nei vari blastbeat, che sorprendono l'ascoltatore, lo spiazzano, prima di scomparire e lasciare dietro di sè un grande vuoto. La voce odiosa di Numinas strilla parole cariche di negatività, i cui significati sono evidenti da titoli come "Bleak Shores", "Lifeless Serenade", "Relic", "Syndrome" e "Memories Of The Flesh". E sempre in riferimento alla carne vi è il brano "Tra La Carne E Il Nulla", il cui testo è sorprendentemente in italiano, come anche quello di "I Respiri Delle Ombre". Delle origini di Numinas ho già scritto: se ho utilizzato il termine "sorprendentemente" è solo perchè di rado un gruppo straniero utilizza la nostra lingua nei suoi lavori. A nome dei blackster italiani, un grazie a Dario, pardon, Numinas!
Credo che "The Haunting Presence" sia un lavoro consigliabilissimo a tutti gli amanti del black di vecchia scuola, in particolare a chi apprezza le atmosfere lugubri e tristi. Sicuramente un'uscita degna di attenzione. Non concludo nemmeno suggerendo a Numinas di personalizzare di più la propria proposta musicale. Krohm è un suo progetto personale, nel quale dà sfogo al suo modo di intendere il black metal. E' un progetto personale, grazie al quale Numinas può esorcizzare i propri stati d'animo, comunicandoli meglio che con mille parole. Di conseguenza, non penso che l'artista voglia cambiare in furuto le coordinate stilistiche dei Krohm. Rispettiamo le sue scelte.
(Hellvis - Dicembre 2007)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail Krohm: Numinas@hotmail.com
Sito Krohm: http://www.krohmvoid.com/

Sito Debemur Morti: http://www.debemur-morti.com/

Sito Mystic Arts: http://www.mystic-arts.info/