KRODA
Fimbulwinter
Etichetta: Hammermark Art
Anno: 2007
Durata: 55 min
Genere: pagan black metal
I Kroda sono un duo proveniente dall'Ucraina, e più precisamente dalla
regione dei Carpazi, che con questo "Fimbulvinter" hanno dimostrato di
avere delle buone qualità. L'album in questione è composto da cinque
lunghe composizioni nelle quali trovano spazio, su una matrice black,
alcuni elementi pagan e folk.
Prima di entrare nel dettaglio, presentiamo i membri del gruppo:
Eisenslav riveste il ruolo di cantante ed è l'autore dei testi, mentre
Viterzgir si occupa di tutti gli strumenti, della programmazione della
drum machine ed è anche l'unico compositore.
Il CD si presenta assai bene, accompagnato da un libretto di venti
facciate dalla grafica curata e in sintonia con i contenuti musicali.
Il tema principale sono la neve e l'acqua, presenti su tutte le foto e
anche in copertina. I Kroda, dunque, sembrano (in mancanza di una
biografia non posso esserne assolutamente certo) un gruppo che trae
spunto principalmente dalla natura che li circonda, specie durante i
gelidi inverni, ma che punta anche a riscoprire -o mantenere in vita-
le tradizioni e la storia dei luoghi in cui vivono. Questi aspetti si
conciliano nella loro musica. Da una parte, infatti, troviamo una
solida struttura black metal, fatta di note fredde ma con un forte
accento forest (prendete ad esempio i Trollech come punto di
riferimento), dall'altra delle incursioni pagan/folk, ottenute anche
con l'ausilio di strumenti popolari. "Glacial Riders Of Fimbulvinter"
(tutti i titoli sono riportati con l'alfabeto cirillico e tradotti in
inglese), il secondo brano, riassume perfettamente quanto appena detto.
Si tratta della canzone migliore, perché in essa il gruppo ha trovato
un equilibrio quasi perfetto tra le parti, che altrove sembra invece
mancare.
La musica comunica una violenza impetuosa, una sensazione di
maestosità priva però di quella pomposità eccessiva tipica del black
sinfonico. Anche qui troviamo i tappeti di tastiere che accompagnano le
chitarre, tuttavia l'effetto è meno avvolgente e una certa ruvidezza di
fondo è mantenuta. Oltre alle numerose parti forest black, troviamo dei
passaggi legati al black scandinavo: ad esempio, su "Where Brave
Warriors Shalt Meet Again" si scorgono delle somiglianze con i
Satyricon di "Nemesis Divina", ma bene o male tutti i brani, data la
loro durata, incorporano così tanti momenti e atmosfere differenti che
descriverli uno per uno risulterebbe inutile e dispersivo.
In generale, le canzoni si rivelano abbastanza fluide ed incisive.
Il flauto rende alcuni passaggi soavi e distesi, se non addirittura
ancestrali e mitologici, ci sono parti evocative e suggestive (ben
riuscite su "Funeral Of The Sun") ed altre veloci, aggressive oppure
pesanti e massicce. In qualche sporadica occasione, per rimarcare il
legame con la natura e suscitare nell'ascoltatore delle immagini ancor
più nitide, Viterzgir e Eisenslav sovrappongono agli strumenti il
sibilo del vento. Forse a volte il gruppo sembra dilungarsi
eccessivamente, perdendo un po' di intensità, ma per fortuna questo
fatto costituisce l'eccezione e non la regola.
"Fimbulvinter" è un album che mi sento di consigliare soprattutto
a chi ama il forest black e il pagan, ma pure a quelli che, più in
generale, sono alla ricerca di un prodotto in cui confluiscano diverse
sensazioni e atmosfere. Ci sono molti spunti interessanti e soluzioni
ad effetto. La produzione è sicuramente all'altezza, i suoni sono
abbastanza potenti e profondi e i volumi sono ben bilanciati. Anche il
basso si distingue senza problemi. La drum machine è programmata con
criterio e non stona tantissimo. Certo, con un batterista vero sarebbe
tutta un'altra cosa, specialmente se possedesse una sensibilità e
un'abilità tali da riuscire ad accompagnare i momenti più atmosferici
impreziosendoli ulteriormente. Va detto, comunque, che i suoni non sono
poi così male; è soprattutto la perfezione artificiale e l'uniformità
delle parti di batteria a tradire una certa meccanicità.
I Kroda sono un gruppo dalle buone doti compositive, in grado di
ritagliarsi un suo spazio all'interno della scena underground. Hanno
dimostrato di possedere personalità e talento. In futuro c'è da
augurarsi che riescano a rendere il loro stile ancor più riconoscibile,
magari sperimentando diverse soluzioni e incroci con il flauto e altri
strumenti tradizionali. "Fimbulvinter" non è un capolavoro, ma un album
onesto che merita numerosi ascolti, anche se alla lunga potrebbe
stancare un poco. Di sicuro è più indicato per il solstizio d'inverno,
piuttosto che per quello d'estate!
(BRN - Luglio 2007)
Voto: 7.5
Contatti:
Shinkar Artem Andreevich
P.O. Box 486
Dnepropetrovsk 49005
UKRAINA
Mail Kroda: viterzgir@yandex.ru
Sito Kroda: http://www.kroda.ua/
Sito Hammermark Art: http://www.hammermark.de/