KREATOR
Violent Revolution
Etichetta: SPV
Anno: 2001
Durata: 56 min
Genere: thrash
Anno di grazia 2001, in pochi mesi escono i nuovi album di Sodom, Destruction e Kreator (cercate nell'archivio per leggere le recensioni). Rinascita del Thrash? Cazzate, il Thrash non è mai
morto. Anche non volendo non tener conto delle dichiarazioni di Petrozza ai tempi di "Endorama" come si può giudicare questo album? Un ottimo modo per guadagnare soldi? Un onesto album di
Thrash metal? Io sono più propenso verso la prima soluzione, anche se c'è da ammettere che
l'album è davvero bello. Buona produzione, idee valide e tanta grinta che ormai ero sicuro i
Kreator non avessero più (dopo quel mosciume di Endorama...). 'Reconquering The Throne', la
prima traccia dell'album, mette subito le cose in chiaro: riff violenti, doppia cassa, voce
rabbiosa e velocità. Si continua con la bella 'Violent Revolution' e la massiccia 'All Of The Same Blood' (ottimo il break centrale). Ad introdurre un'altra ottima song ci pensa il basso di
Christian Geisler con un giro che ricorda molta da vicino i nostrani Domine, finché le chitarre
non aprono le danze di 'Servent In Heaven, King In Hell'. Molto rabbiosa è 'Second Awakening',
vicina ad alcune cose prodotte dalla band ad inizio anni '90. 'Ghetto War' potrebbe benissimo
essere una out-take di "Outcast", visto il riffing identico. Un arpeggio di chitarra e la voce
pulita di Mille introducono 'Replicas Of Life', un'altra canzone ben riuscita. Dopo questa
canzone cosa succede? Che le idee svaniscono e si hanno così canzoni mediocri (se non bruttine) come 'Bitter Sweet Revenge' (decente ma scontatissima anche se sempre nello stile Kreator),
'Slave Machinery', la noiosa 'Mind On Fire' o la conclusiva 'System Decay'. In conclusione: la prima parte del CD è molto competitiva ed interessante, così come la seconda parte è spesso
composta da canzoni banali ed inutili. I Kreator tornano sulla retta via dopo l'inascoltabile
"Endorama", con il dubbio però che questo dietro front sia dovuto più a questioni economiche che
di cuore.
(Tamas - Giugno 2002)
Voto: 7.5
Un album ruffiano come pochi... dopo aver visto che la svolta gothic non gli fruttava un cazzo, e dopo aver passato un po' di anni di scoglionamento, Petrozza ha capito che se tornava a fare thrash avrebbe potuto fare un po' di dindini facili. Certo sa ancora scrivere canzoni thrash accattivanti (le prime dell'album), ma si capisce sin troppo che non sono sentite. Un album buono per un paio di ascolti sovrapensiero, fate a meno di comprarlo perché è il classico album frutto del muzic biz.
(teonzo - Giugno 2002)
Voto: 6.5
E' il classico buon disco, totalmente inutile se non si è fan della band. I
Kreator sono stati capaci di alternare momenti molto diversi durante la loro
carriera, ed è a quelli che non posso che consigliare di indirizzarvi. Se
amate la violenza pescate tra i loro primi lavori, se amate le
sperimentazioni pigliatevi "Renewal", se vi interessa la soluzione gotica che è ancora
presente su quest'ultimo lavoro allora cercate "Outcast". "Violent
Revolution" non ha molto da dire, volgetevi all'indietro e troverete di che
gioire!
(Orion - Luglio 2002)
Voto: 6.5