KREATOR
Pleasure To Kill

Etichetta: Noise
Anno: 1986
Durata: 39 min
Genere: Thrash Metal


Secondo album per i Kreator, che abbiamo visto l'anno precedente esordire non proprio memorabilmente. Il gruppo guidato dal carismatico Mille Petrozza e completato da Jurgen "Ventor" Reil alla batteria, Rob Fioretti al basso e Wulf all'altra chitarra, scrive questa volta un disco storico a tutti gli effetti. E' con "Pleasure To Kill" che i Kreator entrano nell'Olimpo del thrash tedesco, affiancando a pieno merito i maestri a cui loro stessi si erano ispirati; in seguito vedremo come varierà e maturerà la loro proposta musicale, affinandosi verso un thrash più tecnico e preciso per poi tramutarsi in un prodotto moderno dalle sonorità più cupe e quasi dark.
Comunque, attenendosi alle 9 tracce in questione, all'epoca Petrozza & Company suonavano ancora rozzissimi, caotici e fuori tempo... quindi perfettamente nel solco della tradizione nata con Sodom e Destruction; ma questa volta, rispetto ad "Endless Pain", le canzoni sono memorabili, e sono migliori da tutti i punti di vista. Ad esempio sono 100 volte più incazzate e veloci, ancora più dei Sodom; questo fa sì che i Kreator si ritaglino uno stile e soprattutto un suono personali, fatto di riff taglienti, di vere e proprie rasoiate al limite dello Speed. Alla creazione di uno stile personale e facilmente riconoscibile contribuisce anche la maturazione del cantato di Mille Petrozza, che, come dicevamo a proposito del debutto, risulterà essere particolarissimo per la rabbia quasi disperata che riesce a sputare fuori da quelle cazzo di corde vocali che si ritrova! E' un piacere sentirlo urlare "Death is your saviouuuurrrrr!", oppure "Pestileeeeensssssss!"... sono sicuro che siete d'accordo con me, eheh!
Per quanto riguarda le canzoni, come sempre quando ci si trova di fronte ad un capolavoro, è difficile e forse inutile cercare gli episodi migliori; magari, per gusti personali, vi direi che adoro la violentissima title track, poi "Riot Of Violence", la lunga "The Pestilence" (quasi 7 minuti!), "Command Of The Blade"; non ultima quella "Under The Guillotine" che chiude il disco in maniera così tempestosa che quando arriva il silenzio nelle pareti dei nostri poveri cervelli liquefatti rimbalza ancora il riff iniziale! Che disco, che violenza, che casino!!!! Inascoltabile per la maggior parte dei miei amici, i quali al solo pensiero già hanno un mal di testa da paura!
Alla luce di ciò, direi che "Pleasure To Kill" è definibile come un capolavoro per il genere, da cui in seguito trarranno ispirazione vari gruppi (per esempio i Necrodeath del primo album); ma comunque rimane nell'ambito dei dischi di nicchia, che per la proposta estrema incontrano pareri contrastanti e opposti, anche tra noi metallozzi. C'è da aggiungere che la versione in CD si trova a metà prezzo e con l'aggiunta del mini di 3 pezzi "Flag Of Hate", sempre del 1986; insomma, è come aggiungere violenza su violenza, è come rifilare 3 calcioni nello stomaco di un trendino dopo che l'abbiamo steso con 9 pugni in faccia! Ahahah!!
Ben vengano i Kreator "belli & grezzi", a distruggere i nostri timpani! Magari fossero rimasti così, senza progredire e sperimentare... sarebbero stati perfetti dei dischi clone di "Extreme Aggression"... che stronzo nostalgico che sono!!!!
(Randolph Carter - Novembre 2002)

Voto: 9



Già, è proprio un gran bel disco! Mi piace dall'inizio alla fine per un sacco di motivi, dalla voce agli assoli, senza dimenticare un riffing tra i più crudeli mai sentiti. "Under The Guillotine", "Pestilence", "Death Is Your Savoir", "Ripping Corpse"... non saprei quale canzone sia la migliore, sono tutte dei piccoli capolavori stracarichi di rabbia. Per chi scrive (e non solo, vorrei sperare) questa è una delle uscite più violente degli anni ottanta, ma non sfigura neanche adesso. Assolutamente fondamentale, da comprare ad occhi chiusi!!!
(BRN - Agosto 2004)

Voto: 10