KRATOS
Looking Behind The Mirror...
Etichetta: Bestial Records
Anno: 1999
Durata: 50 min
Genere: Gothic Metal
Bella sorpresa Gothic Metal dalla Romania... i Kratos! Formatisi nel 1996,
hanno
alle loro spalle un demo, "The Essence", del 1997, e numerose partecipazioni
a
festival musicali nel loro paese (più di 20), la maggior parte conclusa con
buoni
piazzamenti o con riconoscimenti e premi. E' infatti grazie ad un premio in
un
concorso del 1998 che i nostri hanno avuto la possibilità di registrare
quello che è il
loro unico full-length, anche se pare ne stiano preparando un altro.
Dicevo che la musica dei Kratos è sostanzialmente Gothic Metal, e peraltro
anche loro
la definiscono così. L'apertura del disco spetta a "Images", una strumentale
da far
accapponare la pelle, sognante e insieme malinconica, con una chitarra molto
dark alla
Cure. Nella sucessiva "A Waste Of Time" si fa la conoscenza con la bella
voce di Monica
Barta che, anche se relegata un pochino in secondo piano da un mixaggio non
perfetto,
riesce a colpire l'ascoltatore: immaginatevi una voce a metà strada tra
Rosan Van Der Aa degli Orphanage
e Liv Kristine dei Theatre Of Tragedy. Il brano in sè ha un incedere doom,
belle le
armonizzazioni chitarristiche, pregne di melodica tristezza. Mi è piaciuto
molto anche il
lavoro delle tastiere, che costruiscono un tappeto spaziale, come nel break
atmosferico
che richiama alla mente gli Anathema del capolavoro "The Silent Enigma".
Si
continua con
"A Piece Of Us", introdotta da uno scampanio con diverse tonalità, dotata di
parti
vagamente epicheggianti grazie all'utilizzo di un vocione pulito (invece del
consueto growl). La particolarità dei Kratos è quella di essere perfettamente in grado di
allineare all'interno di ogni brano momenti e atmosfere diverse senza perdere il filo,
seguendo cioè una
linea logica.
Nell'introduzione ad "Inside The Storm" spadroneggiano le
tastiere, questa
volta neanche tanto distanti dagli Emperor, e all'interno del pezzo troviamo
nuovamente
struggenti momenti chitarristici, come anche nella sucessiva "Looking Behind
the Mirror...". Entrambi i brani si mantengono con la solita cadenza doomeggiante, e se
volessimo scovare
qualche accelerazione (ma non troppo), dovremmo aspettate il brano
conclusivo, "Tempest
Within"... a mio parere il più anonimo del disco, privo di quei cambi che
invece
impreziosiscono gli altri pezzi.
Come settima traccia ci viene offerta una
bonus track,
un brano del 2002 ("Revers Effect") quindi nuovo rispetto al materiale del
disco, che è
del 1999. Che dire, un pezzo in perfetto stile Kratos, con dei campionamenti
simil-industrial
all'inizio e con dei suoni che penalizzano le chitarre ritmiche, spesso
lontane. Invece le
chitarre soliste si sentono ottimamente.
Bene, non mi resta che concludere
ribadendo quanto già
affermato all'inizio della rece, e cioè che i Kratos sono una grossa
sorpresa dall'Est.
Non saranno certo il massimo dell'originalità, ma hanno pezzi ben
strutturati, convincenti e
suonati degnamente. Mi auguro che trovino qualcuno che faccia far loro il
botto.
(Randolph Carter - Maggio 2003)
Voto: 8
Contatti:
Mail: contact_eu@uskratos.com
Sito internet: http://www.uskratos.com/