KORROZIA METALLA
Russian Vodka
Etichetta: autoprodotto / Moroz Records
Anno: 1989 (ristampe 1993 e 1995)
Durata: 37 min
Genere: thrash metal / heavy metal / punk
Dopo l'esordio fulminante nel 1988 con "Orden Satani", i Korrozia
Metalla si sono dedicati a tutta una serie di concerti, che hanno messo
a ferro e fuoco tanti locali di Mosca. Una Mosca nella quale si stava
respirando un'inedita aria di libertà, ed i sogni capitalisti
sembravano a portata di mano. In questo clima frizzante, i Korrozia
Metalla si sono distinti per le loro prestazioni teatrali,
grandguignolesche e senza dubbio eccessive. Il pubblico stava
diventando sempre più numeroso, e le autorità sovietiche guardavano la
band con un'aria a metà strada tra il sospettoso ed il divertito.
In poco meno di un anno, comunque, i Korrozia Metalla hanno
composto tutta una serie di nuove canzoni. Queste composizioni andranno
a formare il successore di "Orden Satani", vale a dire "Russian Vodka".
"Russian Vodka" ha visto la luce nel 1989. In copertina, appare
un'etichetta sul modello di quelle degli alcolici, con l'aquila a due
teste tipica della Grande Madre Russia. Ci sono anche due simbolini: il
teschio di mucca dei Korrozia Metalla ed un pentacolo rovesciato. Nel
libretto troviamo poi alcune foto dei musicisti, in una delle quali c'è
anche una delle tante modelle nude tipiche dei loro concerti.
Logo della band e titoli delle canzoni, così come le note informative, sono tutte scritte in cirillico salvo qualche eccezione.
La formazione che ha inciso il disco è quella dell'album
precedente: Sergey Troitskiy "Pauk" (basso), Roman Lebedev "Kostyl"
(chitarra), Sergey Vysokosov "Borov" (chitarra, voce), and Aleksandr
Bondarenko "Yasher" (batteria).
"Russian Vodka" è uscito nel 1989 come cassetta, ma è stato
rimasterizzato nel 1993 nel Polymax Studio per una nuova edizione in
vinile. La solita Moroz Records ha ristampato il tutto nel 1995 come CD
e come cassetta.
L'album parte subito a mille con "Eat Alive", il cui titolo
originale è ovviamente in russo, scritto in caratteri cirillici. Le
battute iniziali, potente ma lente, non devono trarre in inganno. "Eat
Alive" è una canzone violentissima, dalla strofa davvero veloce.
Arrembante in queste occasioni, si apre a scenari ritmicamente più
moderati, di chiara derivazione slayeriana. La qualità tecnica del
quartetto è ancora migliorata, e l'impatto è ancora più pesante e
pericoloso. La voce di Borov è marcia come di consueto; gli assoli sono
davvero belli.
La title-track è un classico del gruppo, e sembra preannunciare la
futura svolta verso territori punk. In effetto, il brano è poco metal.
E' un rock'n'roll marcio in stile punk. Bizzarra, è davvero
irresistibile. Una canzone nella quale il tasso alcolico è realmente
elevato. Ascoltarne ad esempio i passaggi nel quale si sente una folla
vociante, o le urla sbavanti sottolineate dal suono di bicchieri
infranti. Una canzone trascinante ai massimi livelli.
"Tank Vampira" parte con una manciata di battute marziali, per
aprirsi ad una cavalcata senza freni. Anche in questo brano, i Korrozia
Metalla sembrano essere particolarmente influenzati dal hardcore,
ibridato in maniera particolare con il thrash metal. L'arrangiamento,
curato in ogni particolare, rispetta i tipici clichè del metal. Come di
consueto, il tutto è tradito da melodie decisamente accattivanti.
La quarta traccia in scaletta è un brano veloce e brutale, del
quale non riesco a tradurre il titolo dal cirillico. Anche questa
cavalcata infernale non fa che accendere fuochi nelle vene
dell'ascoltatore, peccato per la tastierina a metà che rovina
decisamente il tutto. Attorno ai due minuti e mezzo di durata, ecco
partire la marcia funebre, prima di un finale repentino e vigoroso.
Più sul metal classico che sul thrash puro, "Chernyi Koraval"
("The Black Ship"), non tradisce le aspettative dei tanti fan del combo
russo. Ed è evidente come il quartetto sia in grado di mutare aspetto
da canzone a canzone, e di come "Russian Vodka" sia un album
particolare ed eterogeneo. Cosa che lo rende così originale, ma che
comunque ne sancisce anche la debolezza. Comunque, i Korrozia Metalla
sono cazzuti, e "Chernyi Koraval" non fa che confermare questa cosa. Il
finale è hard rock, quasi psichedelico.
"K.K.K." è aperta da una breve introduzione d'organo. Si ritorna
quindi su territori thrash, che ricordano molto gli Slayer, ma anche
Kreator e Sodom. La voce di Borov è inconfondibile, così come il suo
berciare in russo. La canzone non pare particolarmente originale, ma
non può essere considerata brutta. Difficilmente i Korrozia Metalla del
primo periodo hanno scritto canzoni brutte, ma i fasti di "Orden
Satani" sono ormai alle spalle. Il songwriting in "Russian Vodka" è
sicuramente meno ispirato: per fortuna la capacità trascinante del
quartetto è rimasta immutata. E quindi anche la poca originalità passa
in secondo piano.
"Crazy House" mette da parte la velocità, per puntare molto su un
buon groove giocato su un ritmo spedito. Il brano è in possesso di un
buona tensione, ed anche in questo caso l'ascoltatore è gratificato,
sebbene il combo di Mosca abbia scritto canzoni senz'altro migliori.
"Call Of The Shadows" è un altro brano pregno di influenze heavy
metal, evidenti in alcuni passaggi gustosi dell'arrangiamento, tanto
che lo permeano di influenze speed. Davvero una buona canzone,
intitolata originariamente "Zov Teney". I musicisti non nascondono la
loro abilità, e la melodia è utilizzata in maniera intelligente, con un
alone di oscurità che potrebbe portare alla mente i Mercyful Fate. Ma
le strizzatine d'occhio al thrash sono sempre in agguato...
"Throw Into Mal'mstrim River" è uno strumentale violentissimo: sei
minuti di headbanging forsennato. Grande prova d'assieme. Le qualità
dell'arrangiamento saltano all'orecchio, così come il gusto per lo
strano ed il bizzarro. Vari campionamenti si susseguono su passaggi
vuoi dal gusto heavy, vuoi più thrash. Ci sono anche sezioni
atmosferiche, utili a dimostrare che i Korrozia Metalla non siano nè un
gruppo come tanti, nè un'accozzaglia di buffoni. Carattere ne hanno da
vendere, e questo strumentale è uno dei picchi qualitativi dell'album.
"Noise" chiude il disco tenendo fede al suo titolo: infatti il gruppo fa casino per cinquanta secondi.
"Russian Vodka" è nel suo complesso un disco meno riuscito di
"Orden Satani", ma allo stesso tempo riveste un certo interesse. Se
nell'album d'esordio i Korrozia Metalla avevano dato il meglio di loro
con un songwriting perfetto, a metà strada tra il thrash e l'heavy
metal, con "Russian Vodka" i russi hanno tentato di allargare i propri
orizzonti musicali. Aperture dal gusto bizzarro e psichedelico vanno a
braccetto con aperture tipicamente punk o hardcore, e l'elemento heavy
metal è ancora più accentuato. Nonostante la presenza di alcuni
classici, il disco convince di meno proprio per la moltitudine di idee
espresse, non unite da un filo veramente logico. Lo stesso stile del
gruppo, ben definito in "Orden Satani", è stato qui rivisto,
trasformato e reso più confuso. Ciò nonostante, "Russian Vodka" rimane
un classico, e senz'altro un disco importante, pubblicato agli albori
della caduta del regime sovietico. Il mezzo punto in più ha una ragione
storica, quindi.
Dopo la pubblicazione di "Russian Vodka", la fama dei Korrozia
Metalla si è ingigantita parecchio. Nel primo concerto a sostegno del
disco, si sono presentati 1500 spettatori in un locale che poteva
contenerne solo 1000. Il risultato è stato un completo sfacelo del
locale, con la disperazione dei proprietari. E la distruzione dei
locali, dei palchi, diventerà una costante così drammatica che, dopo
l'ennesimo incidente nel 1990, i Korrozia Metalla verranno banditi per
un po' dalle prestazioni dal vivo. Troppi incidenti, troppo casino.
Il resto è storia. I Korrozia Metalla non raggiungeranno più gli
standard qualitativi di "Orden Satani", e a partire dal 1995 la band
cambierà decisamente rotta, sia sul versante stilistico che,
soprattutto, su quello lirico ed ideologico. Con una formazione sempre
in cambiamento, con il solo Pauk alla guida della band, i Korrozia
Metalla adotteranno un immaginario di stampo razzista e
nazionalsocialista, di destra estrema ed attiva. Il nuovo corso era già
stato annunciato da alcune canzoni sparse qua e là, dalla già citata
"K.K.K." ma, soprattutto, da "Kill The Sunarefa" apparsa nel disco
"Sadism", l'ultimo con la line-up storica. A partire dall'album "1.966"
il cambio risulterà drastico, continuando con "Computer - Hitler" e
raggiungendo il suo picco di odio razzista nell'EP "Kill Devils, Save
Russia" del 1999. Sottotitolato "una compilation di canzoni
patriotiche", è invece una selezione delle loro canzoni più xenofobe.
Comunque sia, la carriera dei Korrozia continua ancora oggi, sebbene siano ormai diventati un gruppo di nicchia.
(Hellvis - Gennaio 2009)
Voto: 7.5
Contatti:
Sito internet: http://www.myspace.com/korroziamet