KORROZIA METALLA
Orden Satani
Etichetta: autoprodotto / SNC / Moroz Records
Anno: 1988 (ristampe 1991 e 1995)
Durata: 40 min
Genere: thrash metal / heavy metal
In molti ne hanno sentito parlare, in pochi li hanno ascoltati. I russi
Korrozia Metalla sono venuti alla ribalta, in occidente, solo a partire
dagli anni '90. In parte perchè la Perestrojka di Gorbachev ha
migliorato, nel corso degli anni, lo scambio di comunicazioni tra
l'ex-blocco sovietico e la restante parte d'Europa; in parte per via
del carattere estremista di questo gruppo. Tanto estremo da suscitare
l'attenzione di Michael Moynihan, l'autore di "Lords Of Chaos", che ha
dedicato alla band qualche pagina del suo famoso libro. Anch'egli ha
contribuito, quindi, alla fama dei Korrozia Metalla in Occidente e
anche negli Stati Uniti.
Ma chi sono questi Korrozia Metalla? Si tratta di un fenomeno da
baraccone, o è un gruppo effettivamente valido? A parer mio, la seconda
ipotesi è quella più appropriata. I Korrozia Metalla sono bravi e
talentuosi. Con tutta probabilità, almeno agli inizi della loro
carriera, il miglior gruppo thrash metal russo (o meglio, all'epoca,
sovietico).
Nel corso degli anni, la formazione dei Korrozia Metalla ha subito
una miriade di cambi. L'unico nome fisso è quello di Sergey "Pauk"
Troitskiy, dove Pauk sta per Ragno, The Spider. Sin dal 1982, anno di
formazione del gruppo, Sergey ha sempre retto le fila della band,
componendo e dilettandosi ai vari strumenti. All'inizio il gruppo non
aveva un nome preciso: ha cominciato a chiamarsi Korrozia Metalla solo
nel 1984.
Il primo spettacolo della band ha avuto luogo in un sotterraneo, con
questa formazione: Pauk e Borov (chitarre), The Schizophrenic (voce),
Sax (basso) e Vadik Mortuary (batteria). Un primo spettacolo destinato
ad entrare nella leggenda, a causa di una violenta irruzione del KGB,
che ha interrotto il concerto alla quarta canzone. Sebbene nessuno
potesse parlare nella Russa dell'epoca, si sapeva tutto di tutti. Così
il nome dei Korrozia Metalla ha cominciato a circolare, prima ancora
che fosse realizzato un demo. Demo che ha visto la luce nel 1985, con
Pussycat al posto di Schizophrenic alla voce: "Vlast Zla". Tra le
canzoni presenti nel demo, ce n'era una intitolata "Lucifer": e Lucifer
era anche una specie di grosso robot che faceva il suo ingresso sul
palco durante i concerti, assieme a ragni, mostri e spogliarelliste.
Sì, i Korrozia Metalla hanno sempre avuto un certo gusto nelle trovate
teatrali, mescolate ad un gusto per la provocazione e ad uno spirito
ribelle addirittura pesante ai giorni nostri: figurarsi a Mosca negli
anni '80!
Le esibizioni dal viso sono sempre state il punto di forza del gruppo
(tra l'altro, alle chitarre era tornato nel 1985 un certo Yuri Alexis,
già presente nella prima formazione della band). E' incredibile pensare
che, dopo la pubblicazione del demo, i Korrozia Metalla abbiano
cominciato a suonare, quando possibile, anche quattro concerti al
giorno! Questo era il massimo consentito dalle autorità sovietiche. Un
limite largo e quasi esagerato, ma che non ha impedito al gruppo di
andare nei casini per averlo superato, tenendo magari un quinto
concerto nel giro di ventiquattr'ore! Ma dove suonavano, quando ai
giorni nostri è difficilissimo organizzare anche soltanto un concerto
alla settimana? Beh, la situazione in Unione Sovietica era differente.
C'era una musica diffusa dalla radio e dalla televisione, e certamente
lo stato sceglieva cosa si dovesse e cosa non si dovesse ascoltare.
Queste situazioni di prigionia intellettuale, questa scelta limitata
dalle autorità ha spinto da sempre la gente ad interessarsi a ciò che è
proibito, o comunque sconsigliato. Il rock ed il metal soprattutto, non
erano generi cari al regime. Sì, c'erano ottimi gruppi metal russi (gli
storici Black Coffee, ad esempio), ma di certo non sarebbero mai
passati per radio. Ora, in una città grande e tentacolare come Mosca,
complice anche l'aria di cambiamento che stava soffiando alla fine
degli anni '80, un sacco di ragazzini affamati di musica e di estremo
hanno trovato nei Korrozia Metalla una valvola di sfogo. Ribelli,
cattivi, maleducati. La richiesta era tantissima, nei club moscoviti. I
Korrozia Metalla osavano spingersi su territori sconsigliati, e questo
era grandioso per ragazzini.
A suggello dell'intensa attività dal vivo, i Korrozia Metalla
hanno esordito ufficialmente con un live: "Zhizn V Oktyabre", del 1987.
L'album è stato registrato al Palazzo Della Cultura "Ottobre Rosso", in
luglio, ed è stato definito dallo stesso Spider: "thrash vodka intoxication!".
La formazione, nel frattempo, ha subito degli avvicendamenti: alla voce
è passato prima Dima, incapace di terminare i concerti, al quale è
subentrato il chitarrista Sergey "The Hog" Vysokosov. In seguito è
arrivato anche il batterista "Yascher". Alla fine della fiera, i
Korrozia Metalla hanno raggiunto il grande obiettivo di una formazione
stabile, che negli anni verrà ricordata come la più famosa, e che
rimarrà intatta per la bellezza di otto anni. Ecco la formazione:
Sergey Troitskiy "Pauk" (basso), Roman Lebedev "Kostyl" (chitarra),
Sergey Vysokosov "Borov" (chitarra, voce), and Aleksandr Bondarenko
"Yasher" (batteria).
Con questa formazione, il gruppo è entato nello studio
cinematografico Ostankino, per registrare il primo album in studio. In
breve tempo, "Orden Satani" è venuto alla luce. E all'inizio, nessuno
ha voluto stamparlo ufficialmente, tanto che è stato distribuito su
etichetta pirata come musicassetta. Ciò nonostante, ha venduto ben
100000 copie.
"Orden Satani" è stato ripubblicato nel 1991 dalla SNC Records come
vinile, che l'ha dotato finalmente di artwork ufficiale. Nel 1995 la
Moroz Records l'ha ristampato in CD e musicassetta.
La copertina ci mostra un teschio mostruoso, simile a quello delle
mucche, ma con i bulbi oculari vivi e i denti da carnivoro. Un pugnale
in stile fantasy si incrocia con il teschio, un po' come le tibie nella
bandiera dei pirati. Sullo sfondo, si vedono un ragno, dei teschi, una
croce rovesciata ed il logo dei Korrozia Metalla, scritto in cirillico.
Anche il titolo dell'album è scritto in cirillico. All'interno della
copertina troviamo due foto di studio del quartetto, tutti abbigliati
come metallari degli anni '80, ed una foto sul palco, con il cantante
vestito da guerriero medievale.
La versione su cassetta conta solo otto tracce, quella su CD
contiene una bonus-track, "Seventh Gate Of Hell", registrata nel 1994.
Inoltre, la canzone "Motoroker" ha cambiato titolo, diventando "Wheels
Of Fire".
Si parte con "A.I.D.S.": un fischio e via! Thrash violento e
tirato, con chitarre brucianti e ritmica arrembante. La voce è rozza,
bassa, rabbiosa e digrignata. Qualche spunto melodico fa capolino nel
bridge, per dar via ad un ritornello breve ma ficcante. La qualità di
registrazione è ottima; la tecnica a buoni livelli. Il testo in russo
può spiazzare un attimo, ma alla fin fine è impossibile non farsi
trascinare da tanta grinta e qualità. Un'opener coi fiocchi, che
accende il fuoco nelle vene dell'ascoltatore. Tra l'altro, c'è un gioco
di parole con la parola russa per "A.I.D.S.", e cioè "S.P.I.D.", che
sembra sbeffeggiare l'inglese "speed".
Segue "Heroin", le cui battute iniziali sono piuttosto lente e di
chiara matrice metal. Ma è solo l'introduzione. Ecco partire un riff
sanguigno, e presto la macchina dei Korrozia Metalla riparte a pieno
ritmo. Meno veloce di "A.I.D.S.", "Heroin" è dotata comunque di un suo
carattere ben preciso, e non perdona. C'è una grande intesa tra le due
asce, delle quali una si libera spesso in coloriture soliste. In sede
di assolo, invece, le chitarre si alternano, creando motivetti anche
divertenti. Come al solito, il ritornello è melodico, ma la canzone non
perde nulla in aggressività.
In effetti, il thrash dei russi mostra parecchie influenze heavy
metal: un garanzia sulla competenza tecnica dei musicisti. Un'esempio è
"Viking And A Sword In Storm" (lo ripeto, io riporto i titoli tradotti,
in russo nell'originale), ha un ritmo spedito ma non velocissimo. La
tensione creata è palpabile, grazie anche all'insistenza su un'unica
nota, ossessiva. Il riffing è davvero semplice. La canzone, molto
tradizionale nella sua struttura, colpisce subito il segno. Il
ritornello "V Storme Viking I Mesh" subito in testa.
Ecco ora un classico della band, la furiosa "Motoroker". Si tratta di
un brano thrash terremotante, vorticoso. I riff azzeccati danno
l'impressione di trovarsi al cospetto dei Motorhead, ma accelerati allo
spasimo. Con "Motoroker", i Korrozia Metalla vogliono farci dimenticare
le derive heavy di "Viking And A Sword In Storm". E' impossibile non
lasciarsi coinvolgere: l'headbanging è d'obbligo. Ottima tecnica, e
tanti passaggi curiosi.
Thrash, thrash e ancora thrash! "Black Terror" ("Chernyi Terror")
è una canzone strutturata sulla falsariga di "A.I.D.S." o "Motoroker".
Echi di Sodom, Bulldozer, primi Metallica, riprodotti con un suono
(all'epoca) attuale. Il thrash metal dei Korrozia Metalla è sempre
oscuro, nonostante gli spunti melodici. Dal punto di vista testuale, i
russi insistono sulle tematiche maligne, motorizzate e ribelli tipiche
del metal. Siamo ancora distanti dai deliri nazionalisti che
caratterizzeranno la produzione dal 1995 in poi della band. "Black
Terror" si distingue per l'arrangiamento sopraffino, l'ottimo utilizzo
delle melodie, ed il passaggio tra sezioni squadrate di stampo metal ad
assoli atonali e schizzati.
"Phantom", aperta dal campionamento di un combattimento aereo, è
una canzone più heavy che thrash. Strano come nelle canzoni più lente,
i Korrozia non sviluppino melodie più evidenti. Credo che alla base ci
sia la volontà di creare sì ritornelli catchy, ma al tempo stesso di
non sminuire la portata aggressiva della loro musica. Nonostante non
sia una canzone memorabile, è utile all'economia di "Orden Satani".
Alternare brani devastanti ad altri più "umani" è sempre un'ottima
scelta. In più, è proprio nei brani come quesi nei quali il quartetto
dà il suo meglio dal punto di vista dell'arrangiamento (con l'eccezione
di "Black Terror"). Così i chitarristi si dimostrano in grado di dar
vita ad ottimi assoli melodici, e la ricchezza timbrica della band
tocca i suoi vertici.
"Abbadon" non è velocissima, ma neppure lenta. La melodia,
presente questa volta anche nella strofa, dà vita ad una versione più
thrash dei Venom. Beh, con un titolo così, eheh! Ma è anche la voce di
Borov che può comunicare questa sensazione. Però il ritmo è in costante
movimento, e la furia sembra impossessarsi dei Korrozia Metalla a
momenti alterni. Il quartetto è imprevedibile, anche quando passa da
riff più tradizionali a imprevisti tocchi personali. Un altro classico
della band.
A chiudere il disco, una versione dal vivo di un brano amatissimo dai
fan della prima ora, presente nel demo della band: "Lucifer". Come ho
scritto prima, Lucifer è anche il nome della mascotte del gruppo. La
qualità di registrazione è davvero buona. La canzone è tipicamente
heavy metal, ed è un anthem vero e proprio. Infatti il pubblico canta
con la band. Rimane in testa al primo ascolto.
Nel 1995, l'etichetta russa Moroz Records ha ristampato "Orden
Satani" in CD e musicassetta, come ho scritto prima, aggiungendoci una
traccia registrata nel 1994: "Seventh Gate Of Hell". E' un brano
industrial trascurabile e lungo, che non comunica alcuna emozione. In
fin dei conti, superfluo.
In futuro, i Korrozia Metalla sforneranno album più o meno buoni,
arrivando fino ai nostri giorni. Dal 1995 in poi, il gruppo cambierà
spesso formazione, dedicandosi sempre di più a tematiche nazionaliste,
di estrema destra e razziste. Pauk stesso si candiderà alle elezioni
come sindaco di Mosca, con risultati risibili. Rimane però il fatto che
le origini thrash e puramente metal verrano dimenticate, a favore di un
approccio più diretto che ha toccato l'industrial, il punk, il
grindcore. Attualmente, Pauk e i suoi seguaci sembrano più interessati
a portare avanti il loro messaggio politico, piuttosto che concentrarsi
sulla qualità musicale (comunque mai banale). Ciò nonostante, in barba
alle antipatie che tali atteggiamenti possono suscitare, rimane il
fatto che i Korrozia Metalla siano stati uno dei migliori gruppi thrash
metal russi, se non il migliore. E che "Orden Satani" sia un classico,
se non IL classico, del thrash metal sovietico.
A presto comunque con la recensione del loro bell'album del 1989, "Russian Vodka".
(Hellvis - Gennaio 2009)
Voto: 8
Contatti:
Sito internet: http://www.myspace.com/korroziamet