GEORGE KOREIN
Memoirs Of A Trilobite

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2005
Durata: 78 min
Genere: sperimentale / elettronica / pop schizzato


Forse qualche lettore ricorderà il nome di George Korein, in riferimento agli Infidel?/Castro!, recensiti su Shapeless parecchio tempo fa. George è infatti una delle due menti dell'ostico progetto noise/metal/ambient (l'altra è Colin Marston, anche nei Dysrhythmia, Byla e Behold... The Arctopus). Con "Memoirs Of A Trilobite", l'artista dà sfogo a tutta la sua creatività schizzata, tenendosi un po' a distanza dai territori cerebrali del suo gruppo principale. Il CD raccoglie brani composti e registrati tra il 2001 ed il 2004. In questo arco di tempo, George ha potuto godere delle collaborazioni di molti artisti della sua cerchia: oltre al già citato Colin Marston, troviamo anche Forbes Graham dei Kayo Dot (ex-Maudlin Of The Well), Alex Vallejo del progetto In Heaven And You, Kevin Hufnagel (Dysrhythmia), Alex Nagle (Thoughtstreams), Yanni Papadopoulos (Stinking Lizaveta), Liz (WPRB), Ben (Bulgarian Rhythm Kings) e Jim Speer (Broadside Electric). Il CD vanta, buon ultimo, dei commenti del professor Richard Forey, dipartimento di paleontologia! Beh, che c'è di strano? Il titolo del CD non significa forse "memorie di un trilobite"? Per la cronaca, il trilobite era un cetaceo marino diffuso nel Paleozoico, del quale sono rimaste moltissime tracce fossili. Anzi, forse è il fossile per eccellenza! Per George Korein, comunque, il trilobite rappresenta anche il suo modo di essere: scazzato, egoista, cinico. Beh, io non conosco l'artista di persona (ne ho mai psicanalizzato un trilobite) ma, nel retro della copertina, c'è una sezione intitolata "Fatti Divertenti Sui Trilobiti", nel quale viene descritta per filo e per segno la natura di questi uomini-trilobite. Il ritratto che ne risulta, molto ironico ovviamente, è quello di persone molto comuni. Probabilmente, anche tanti di voi lettori non saranno altro che trilobiti, eheh! Ma lasciamo da parte questi discorsi, è concentriamoci sulla musica. "Memoirs Of A Trilobite" conta ben diciotto tracce, separate da dieci intermezzi. Il CD è quindi diviso in nove sezioni, ognuna segnalata da un trilobite di tipo diverso (tutto l'artwork dell'album è imperniato sul cetaceo preistorico). Stilisticamente parlando, beh, George Korein dimostra una certa indipendenza artistica: partendo da una base elettronica, esplora diversi territori espressivi. La sua musica è vuoi sperimentale, vuoi semplicemente schizzata: l'unica certezza è che nessuna sua composizione sia banale. Poco è lasciato al caso. Molte volte le strutture compositive sono dannatamente complesse, quasi prog. Le parti vocali sono ridotte all'osso. Tutti questi elementi rendono "Memoirs Of A Trilobite" un ascolto difficile, non immediato. I testi, il più delle volte semplicemente declamati, trattano di argomenti frivoli, se non proprio stupidi. Guai però a prendere sottogamba le varie tracce! L'ironia, il nonsense, la volgarità nascondono una base estremamente seria di studio, di improvvisazione e di missaggio. Questo CD si presta quindi ad un ascolto goliardico, così come ad un approccio più cerebrale. Come atteggiamento mentale dell'artista, e data la sua natura di raccolta, "Memoirs Of A Trilobite" mi ricorda vagamente uno "Stereopatetic Soulmanure" di Beck, meno melodico però. Un accostamento forse azzardato, ma che a mio avviso è relativamente pertinente. Come ho scritto, non si tratta di un ascolto facile. Ma è probabile che, se siete giunti a questo punto della recensione, facciate parte di quei lettori di Shapeless dalla mentalità più aperta. Oppure di quei curiosi che cercano l'originalità e la bizzarria nella musica. Da una delle menti degli Infidel?/Castro! non ci si sarebbe potuti aspettare qualcosa di immediato! Musica per divertirsi sì, ma anche per pensare. Nei limiti dei trilobiti, ovviamente!
(Hellvis - Agosto 2005)

Voto: 7


Contatti:
Sito internet: http://myspace.com/georgekorein