KOLDBRANN
Moribund
Etichetta: Twilight Vertrieb
Anno: 2006
Durata: 59 min
Genere: black metal
Dopo aver mietuto consensi con l'esordio "Nekrotisk Inkvisition"
(2004), i norvegesi Koldbrann ritornano con "Moribund". Il CD è
racchiuso in una copertina inquietante, tratta da un quadro di Stephan
Lochner, che mostra tanti corpi sofferenti stretti nudi l'uno
all'altro, i quali si lamentano in un ambiente freddissimo, una grotta
umida e senza luce. Un artwork molto efficace, così come il libretto
professionale di dodici pagine.
La formazione che ha inciso questo lavoro consiste in Mannevond
(voce, chitarra), Kvass (chitarra), Stian J. (basso) e Fordervelse
(batteria)
Nessuna introduzione, nessun passaggio arpeggiato. "Alt Er
Befengt" inizia così: violenta, decisa. Successioni armoniche fredde e
negative; ritmica basilare e forsennata. Con l'intervento delle urla
malate di Mannevond, la canzone entra nel suo vivo. Puro black metal
norvegese: la musica risulta distante, oscura, talvolta vagamente
malinconica. Nel corso del suo sviluppo, "Alt Er Befengt" passa
attraverso repentine accelerazioni (quasi mai esasperate), e fangosi
rallentamenti che ricordano, come dinamica e melodia, i vecchi
Satyricon. Per tutta la durata del brano, si distingue l'ottima prova
d'assieme del gruppo. I musicisti sanno suonare, e sono molto precisi.
"I Suveren Forakt", dopo qualche battuta in mid-tempo, esplode in
tutta la sua furia con un blastbeat privo di compromessi. La musica è
tesissima, e l'ascoltatore viene tenuto sul filo del rasoio fino a
quando il ritmo non rallenta, e la traccia non si avvia verso altre
soluzioni. Rispetto alla canzone precedente, "I Suveren Forakt" ha
lasciato in disparte qualunque accenno malinconico. Qui c'è solo astio,
o meglio, una rabbia eroica palpabile. Questo per quanto riguarda la
prima parte della composizione. La seconda sezione, invece, è più
melodica. Un po' epica, quasi vichinga: il buon lavoro del basso e
delle chitarre conducono la canzone alla sua conclusione.
"Steinet Til Jorden" è un assalto odioso e feroce, nel quale i
Koldbrann si dimostrano ottimi interpreti della tradizione, capaci di
metterci anche del loro. Alcune successioni armoniche sono decisamente
personali, altre un po' meno (lo spettro del gruppo storico citato in
precedenza è sempre presente). Il quartetto mette in mostra un
songwriting che scorre con naturalezza, e questo aggiunge valore alle
composizioni, e fa passare in secondo piano la frequente mancanza di
originalità. D'altronde, i Koldbrann non hanno la minima intenzione di
cambiare le basi del black metal tradizionale. Da segnalare una sezione
più lenta, caratterizzata da un riffing tristissimo e melodico, che
evolvendosi dà vita ad uno dei passaggi più emozionanti dell'intero CD.
In questo caso, i Koldbrann dimostrano di avere una marcia in più
rispetto ad altri gruppi loro conterranei.
"Djevelens Treskeverk" si apre con un'andatura strisciante,
bizzarra, che presto si dissolve nel più classico dei riff da due note
del black metal. Si tratta di una composizione dinamica, che si
distingue anche per le vocals dell'ospite Iblis, dei tedeschi
Endstille. Bellissima la parte lenta della canzone, veramente malata e
disturbante: mano a mano che accelera, mi fa venire in mente i
DarkThrone. "Djevelens Treskeverk" è piuttosto diretta, meno costruita
rispetto alle canzoni precedenti, ma sicuramente più istintiva.
"Smell Of Vitriol" è la prima delle due canzoni cantate in inglese di
questo lavoro (l'altra è "Bestial Swarm"). Gli elementi che la
costituiscono sono più o meno sempre i soliti, ma riutilizzati dal
gruppo con la consueta perizia. Recensendo lavori di questo genere,
spesso e volentieri si rischia di ripetere le medesime espressioni.
Alla quinta traccia, le coordinate dell'album sono ben chiare. Questa
cosa non deve però essere vista come un difetto. E'la conseguenza della
precisa poetica di questo gruppo, e del suo amore per determinati
canoni stilistici che non devono essere modificati. Rispetto ad altre
band, i Koldbrann hanno abbastanza talento per scrivere belle canzoni.
Forse non originali, ma sicuramente degne d'attenzione. E "Smell Of
Vitriol" non fa eccezione.
Eccoci ora alla title-track. Le note sono pregne di una malvagità
nera come la pece. La prestazione del quartetto è veramente da brividi:
attraverso dissonanze, riff sghembi e successioni armoniche sinistre, i
Koldbrann comunicano sensazioni uniche, alle quali solo il black metal
più puro può dar vita.
Il riff d'apertura di "Av Sjel Stagnert" non può che portare a
mente i Thorns. Lenta ed insinuante, fa scorrere tremolii gelidi lungo
la spina dorsale dell'ascoltatore. Sulla medesima successione armonica,
la batteria parte in blastbeat. La prestazione di Mannevond è più
torturata del solito. A parer mio, "Av Sjel Stagnert" è uno dei brani
più rappresentativi del CD. E' contraddistinto da una tristezza, da una
desolazione senza fine (si senta, ad esempio, il rallentamento che
parte dopo circa tre minuti dall'inizio). L'abilità compositiva del
gruppo (beh, di Mannevold in questo caso... in genere è Kvass il
compositore principale) traspare in ogni singolo passaggio, semplice ma
perfettamente nel suo contesto. Una grande prova.
"Til Skiringsheim" è uno strumentale. Molto semplice, potente ma
lento, è un intermezzo adattissimo a tirare un po' il fiato. Questo
brano funge anche da introduzione per "Fullt Spekter Dominans".
Un'altra prova di tutto rispetto. Canzone dopo canzone, ascolto dopo
ascolto, "Moribund" si conferma un album molto azzeccato. Peccato solo
che l'ingombrante spettro dei Satyricon non se ne voglia proprio
andare. Questo è l'unico particolare che mi fa storcere un po' il naso.
Per il resto, il CD è impeccabile e decisamente interessante. Lo studio
JAK's Hell ha svolto poi un grande lavoro, garantendo una qualità di
registrazione di tutto rispetto. Gli strumenti sono tutti ben udibili,
permettendo così all'ascoltatore di dedicarsi anche ai dettagli.
L'aggressività trattenuta esplode tutto d'un tratto con
"Skvadron". Questa traccia, molto spedita, è suonata con grande
vigoria. In tale frangente è il feeling epico ad avere la meglio, anche
nei momenti meno esplosivi. I Koldbrann si sono bardati per andare in
guerra! Attraverso rallentamenti ed accelerazioni, l'animo
dell'ascoltatore è portato in mezzo a campi di battaglia, è testimone
di violenza, di sangue. Meno malvagità, ma più odio.
Il gran finale è rappresentato da "Bestial Swarm". Si ritorna alle
atmosfere negative tipiche di "Moribund". La qualità del songwriting è
immutata. Buono il lavoro di basso e chitarre. Insomma, tutto
perfettamente in linea con quanto ascoltato in precedenza, senza
particolari picchi ma senza cadute di tono. Anzi, una canzone
maledettamente convincente per ogni amante del black che si rispetti.
"Moribund" è un disco solido. I Koldbrann vogliono suonare black metal,
anzi, quello che loro stessi definiscono "true black metal". Sarebbe
quindi stupido aspettarsi altro. Questo gruppo norvegese è tecnicamente
piuttosto preparato, ha la giusta attitudine, e soprattutto sa scrivere
buone canzoni. Già "Nekrotistk Inkvisition" aveva messo in mostra le
sue qualità. "Moribund" riconferma come i Koldbrann siano una realtà
che non si possa ignorare. Di conseguenza, l'acquisto di questo CD è
consigliatissimo a qualunque amante del black.
(Hellvis - Agosto 2006)
Voto: 8
Contatti:
Mail Koldbrann: kontakt@koldbrann.net
Sito Koldbrann: http://www.koldbrann.net/
Sito Twilight Vertrieb: http://www.twilight-vertrieb.com/