KOBONG
Kobong

Etichetta: Polygram Polska
Anno: 1995
Durata: 51 min
Genere: crossover


Questo è il primo album dei polacchi Kobong, un gruppo totalmente sconosciuto fuori dalla Polonia, ma che in patria aveva un gran numero di fan, tanto da essere diventato un culto dopo il loro scioglimento nel 1997. Per farvi capire, i Kobong fecero il primo concerto nella primavera del 1994 in un club di Varsavia, e stupirono tutti per la qualità e personalità della loro musica, tanto che furono messi sotto contratto dalla divisione polacca della Polygram, che stava cercando dei gruppi per rinfoltire la loro sezione di musica pesante (lì le major danno spazio anche ai gruppi metal/crossover, un altro esempio sono gli O.N.A., solo che sti gruppi non escono mai dai loro confini). E così, grazie alla bravura ed anche alla fortuna, i Kobong arrivarono a pubblicare questo esordio autointitolato nel febbraio del 1995, ed appena pubblicato entrò in classifica in Polonia all'ottavo posto. Debuttare per una major dopo un anno dal primo concerto in pubblico non è cosa da tutti!
Questo album si può definire come crossover, inteso come stile nato da una mescolanza di metal, funky, dance, hardcore ed altro. Quindi non è né il crossover inteso all'origine del termine (ossia miscuglio tra thrash metal ed hardcore), né il crossover inteso oggigiorno (miscuglio tra rap e metal), bensì il crossover inteso ad inizio anni '90 (Faith No More, Living Colour, Mordred ed amici vari). Probabilmente oggi questo album verrebbe buttato nel calderone nu-metal e non attirerebbe l'attenzione di nessuno, ma va tenuto conto che è uscito ad inizio 1995, in tempi non sospetti insomma.
Nell'album sono comprese 13 canzoni, una più strana dell'altra. Onestamente non saprei dire se assomigliano a qualcuno, a me non hanno fatto venire in mente nessun album simile. Certo, si sentono somiglianze con Faith No More, Mordred e Thought Industry, ma sono solo superficiali. La bravura dei Kobong sta nel fondere le loro influenze in uno stile unico, non ci sono passaggi chiaramente funky, passaggi puramente metal o altro. Ogni passaggio di questo album presenta un miscuglio di generi diversi, pure nei riff più vicini al thrash sono riusciti ad inserire qualche influenza funky o hardcore. Il lato strumentale è piuttosto difficile da descrivere, e meglio di così non saprei come fare. Provate ad immaginarvi un gruppo in cui un componente suona funky, uno thrash, uno hardcore e così via, e mixate il tutto... solo che questi ragazzi ci pensavano ognuno da solo a fare il miscuglio nella propria parte. Comunque sia il risultato finale è molto aggressivo, i suoni sono simili a quelli dei Machine Head dei primi due album, ed il cantato è molto aggressivo, anche se usa delle digressioni rap, ma mantenendo delle metriche veramente schizzate, a cui va aggiunto il fatto che i testi sono scritti in polacco e non in inglese (non chiedetemi di cosa parlino che non ci capisco un cazzo neanche dei titoli!).
La produzione è molto buona, e non poteva essere altrimenti visto che venne prodotto da una major. La confezione non so come sia, perché ho in mano una copia su CD-R mandatemi gentilmente dai Nyia, un nuovo gruppo polacco in cui suonano due ex-membri dei Kobong.
In conclusione non è certo un album di facile ascolto, anzi, è veramente incasinato, pieno di dissonanze e per nulla canticchiabile. Sicuramente farebbe schifo a chi ascolta solo metal anni '80, a me invece è piaciuto un sacco, anche se non impazzisco per il crossover. Di sicuro è un album di qualità, se vi piace questo tipo di gruppi che mescolano vari stili, allora segnatevi questo album, se mai vi capita l'occasione non lasciatevelo sfuggire (anche perché sentire un cantato aggressivo in polacco è sempre un'esperienza, hehehehe!). Comunque sia i Kobong sapranno fare di meglio con l'album successivo.
(teonzo - Febbraio 2003)

Voto: 8.5


Contatti:
Sito Kobong: http://toneindustria.com/kobong/