KLIMT 1918
Just In Case We'll Never Meet Again (Soundtrack For The Cassette Generation)
Etichetta: Prophecy Productions
Anno: 2008
Durata: 58 min
Genere: indie rock / shoegaze
Avendo ancora nel cuore un capolavoro come "Dopoguerra" (2005) sono
sicuramente molti coloro che stanno aspettando con ansia il nuovo
lavoro dei Klimt 1918, una realtà consolidata del panorama italiano
che, con soli due album alle spalle, è riuscita a ritagliarsi un
pubblico di nicchia che però segue con grandissima attenzione il
percorso musicale del gruppo. D'altra parte, quando si ha a che fare
con una band che sa sfiorare con tale maestria le corde dell'animo
umano, non è difficile immaginare come ogni nuova uscita sia attesa da
chi ama i Klimt 1918 con la stessa vibrante aspettativa di chi sta per
intraprendere un viaggio da tanto atteso e desiderato.
Così, dopo tre anni di attesa, ecco arrivare "Just In Case We'll
Never Meet Again", un lavoro che forse non stupisce, ma che sicuramente
fotografa alla perfezione lo stile di un gruppo che, ormai, ha
intrapreso una strada ben precisa. Dimenticatevi il metal, già
praticamente assente anche in "Dopoguerra"; dimenticatevi gli
accostamenti con i Katatonia e gli Anathema, perché ormai i Klimt 1918
si sono assestati in quello strano mondo che è l'indie rock (sebbene il
termine racchiuda un universo vastissimo) e ancor di più lo shoegaze.
Accantonando le etichette, però, quello che conta è la sostanza e in
questo terzo capitolo della storia dei Klimt 1918 di sostanza ce n'è e
tanta: la loro musica, come dicevo, non stupisce con soluzioni
inconsuete, non sperimenta soluzioni mai sentite prima, eppure in punta
di piedi ti entra dentro, ti raccoglie da terra e ti solleva lo
spirito. I Klimt 1918 hanno quella rara abilità nel maneggiare
sentimenti come malinconia, tristezza e nostalgia, tanto da
trasformarli in qualcosa di completamente opposto; un'arte che consola
e che cura le ferite, che riporta indietro nel tempo a ricordi di gioia
e serenità, ricreando un microcosmo di grande potenza espressiva. Non a
caso il sottotitolo dell'album è 'colonna sonora per la generazione
delle cassette', una stringa che riporta la nostalgia del passato e il
ricordo delle vecchie cassette, dei walkman grandi come un mattone e
dell'ascolto solitario, capace di estraniare da tutto e tutti anche in
piena città.
I brani sono tutti di ottima fattura e, sebbene manchino i picchi
del precedente lavoro, non si rimane indifferenti di fronte al lavoro
di questi ragazzi: "The Breathtaking Days (Via Lactea)" è un
meraviglioso brano che si eleva nell'aria grazie ad una sezione ritmica
incalzante e a chitarre cristalline e luminose; "Skygazer" non è da
meno e, anzi, segna uno degli episodi più riusciti del disco, sia per
le splendide melodie, sia per la prova ineccepibile di Marco Soellner
alla voce; mentre "Ghost Of A Tape Listener" rende ancora più dolce la
proposta del gruppo e, nonostante la batteria sostenuta, la musica è
avvolgente e carezzevole.
"The Graduate" segna un altro dei picchi del album grazie ad arpeggi
tristi e malinconici; l'atmosfera è leggera, quasi pop, ma mai banale e
scontata, il cantato dolce e vellutato, mentre le chitarre continuano a
dominare la scena con una cascata di note limpide e ariose.
Il disco continua a scorrere tra brani più movimentati, come "Just
In Case" e "We'll Never Meet Again", due piccole gemme di indie rock
intelligente e orecchiabile; qualche momento sottotono ("Suspence
Music") ed altri di assoluto valore come "Atget".
Che altro aggiungere? Come sempre in questi casi è impossibile
riuscire a rendere a parole le emozioni regalate dai Klimt 1918, ma
sappiate che se avete amato i precedenti album non rimarrete delusi da
questo nuovo capitolo. Certo, a mio parere "Dopoguerra" resta
superiore, come anche il debutto "Undressed Memento", ma parliamo
comunque di un album di grande livello.
(Danny Boodman - Luglio 2008)
Voto: 8
Contatti:
Mail Klimt 1918: info@klimt1918.com
Sito Klimt 1918: http://www.klimt1918.com/
Sito Prophecy Productions: http://www.prophecy.cd/