KLIMT 1918
Dopoguerra
Etichetta: Prophecy Productions
Anno: 2005
Durata: 42 min
Genere: dream/wave metal
Attenzione, attenzione!! Qui rischio di viziarmi. O come minimo di farmi
strane illusioni sullo state di salute dell'underground italiano!... Nella
mia lista da fare dopo il bel discozzo dei Grimness, figura infatti questo
"Dopoguerra", secondo full-length dei Klimt 1918, anche loro aventi base
nella capitale. Chi non conosce già i Klimt 1918 deve immediatamente andarsi
a recuperare il loro primo "Undressed Momento", eccellente album di
gothic/metal molto pop e molto wave, che ha fatto guadagnare di diritto un
posto alla band nell'Olimpo delle migliori bands nostrane. Come minimo per
quanto riguarda il settore 'depresso ma non troppo', quello che ha come
capiscuola i Novembre. Quello che non si inserisce nei generi gothic o
metal, ma li usa come pedana sulla quale condurre il proprio show. Infatti
in "Dopoguerra" di metal ce n'è poco o nulla, tantomeno di gothic. Il genere
heavy metal, ed un certo gusto per il metal più malinconico, quello di
Anathema e Katatonia, sono solo uno strumento al servizio della musica dei
Klimt 1918, che questi generi trascende. Il metal è ora superato,
un'esperienza passata, una base, un know-how grazie al quale costruire
armonie dreampop, new wave, shoegazing, chiamatele come volete, con alle
spalle un background che consente di non farsi scrupoli quando si tratta di
spingere sul pedale dell'energia. Lodi, lodi, lodi. Di dischi pop/rock/wave
malinconici ce ne sono a bizzeffe ma, non essendo stati realizzati da
metallari, sembrano avere un senso di timore nei confronti della 'chitarra
pesante', che ne esce fuori sempre timidina... I Klimt 1918 hanno fatto il
miracolo, sfornando un album in cui oltre al metal hanno superato loro
stessi, con le chitarre giuste che saranno apprezzate dal pubblico metal e
neanche faranno storcere il naso a chi il metal invece non lo digerisce. Ma
questa è un'informazione poco utile, visto che chi non digerisce il metal
difficilmente starà leggendo queste righe!...
"Dopoguerra" esce per la tedesca Prophecy Productions, e vedrà la luce oltre
che nell'edizione regolare, anche in un doppio digipack ultra-lusso con un
bonus-CD sui cui contenuti non so dirvi ancora nulla. Posso però parlarvi
del promo che ho in mano.
"Qui Radio Milano Liberata...". E' con le parole dello storico comunicato
del CNLAI che annunciava la Liberazione dell'Italia dal nazifascismo che
questo disco si apre. In un'introduzione senza titolo, con le voci degli
alleati, con un organo luminescente e col respiro di un uomo libero, che si
apre nell'ottimistico riff di apertura di "They Were Wed By The Sea" che...
Che mi venga un colpo se quella non è la chitarra di The Edge degli U2!!...
Ach!!! M'è venuto un colpo, non era: i Klimt 1918 conservano questa
straordinaria dote di apparire come un supergruppo con Sting, The Edge e la
base ritmica degli Anathema!... "They Were Wed By The Sea" è un bellissimo
brano di doom-pop primaverile, malinconico ma col sole in viso, che esprime
alla perfezione il senso di quello che credo aver individuato come il tema
portante dell'album... Ma, come Jerry Scotti, "ve lo dico dopo". Sì, perché
devo parlarvi anche degli altri brani, come l'eccezionale "Rachel", che si
apre bene e si sviluppa meglio; sono davvero affascinato: un crescendo
emozionale di questo livello, che riesce a non deludere e a non lasciarti lì
con un 'coitus interruptus', non mi capita tutti i giorni! "Nightdriver",
come anche altri momenti dell'album, sembra quasi un'outtake dei Cranberries
più chitarrosi il che, almeno per me che i Cranberries li apprezzo e non
poco, è un complimento! Ehi, un chiarimento: le canzoni sono tutte di
altissimo livello, se non le cito tutte è solo perché voglio citare solo
quelle sulle quali ho da dire qualcosa di particolare. Come "Lomo", che ha
il pregio di ricordarmi cos'è che dovevo comprare (ma questi sono fatti
miei! e no, non mi pagano!). O come la conclusiva "Sleepwalk In Rome", il
cui testo, dopo tre minuti di brano, evolve dall'inglese all'italiano,
dimostrando che si può fare musica del genere (quale genere? ah, boh!...)
anche in italiano, rimanendo credibili e senza scadere nel ridicolo
(in)volontario di casi umani come le Vibrazioni, tanto per dirne uno...
In chiusura posso dire che "Dopoguerra" è un album carico di gioia, di
letizia (e, perché no, di pamela!), dominato da un senso di beatitudine e,
soprattutto (ecco, arriva il tema portante, che avevo già dichiarato di aver
individuato da prima: controllare le buste sigillate dal notaio!), di
Liberazione. Non nel senso storico (almeno non strettamente in quel senso:
tra l'altro non a caso il disco uscirà proprio il prossimo 25 Aprile!), ma
nel senso più ampio del Liberarsi di vecchi e scomodi fardelli. "Dopoguerra"
si apre col respiro di un uomo libero, il respiro di un uomo nuovo, Liberato
dai pesi di se stesso e del mondo. Esistenziali, emozionali, politici,
spirituali, non sta a noi dirlo. Forse è un segnale di maturità e di
ottimismo degli stessi Klimt 1918, che stanno decisamente trascendendo,
superando i generi, le etichette e loro stessi, con un album incredibile,
che merita tutta la vostra attenzione, che si intitola "Dopoguerra" ma che
rappresenta l'ottimismo in tutto ciò che potrebbe venire dopo.
Personalmente, posso dire di avere avuto la gioia, la letizia (e la
pamelaaa!!!) di vedere un gruppo già eccellente crescere ed andare oltre una
semplice conferma delle proprie capacità, e, altra cosa non da poco, di
avere a che fare con un disco che non ho riascoltato più volte perché ero
tenuto ad esprimere un giudizio, ma perché mi piaceva ed avevo voglia di
farlo!
(MoonFish - Marzo 2005)
Voto: 9
Contatti:
Sito Klimt 1918: http://www.klimt1918.com/
Prophecy Productions
Promedia gmbh
Kurfuerstenstr. 5,
54492 Zeltingen-Rachtig
GERMANY
Mail Prophecy Productions: info@prophecy.cd
Sito Prophecy Productions: http://www.prophecy.cd/