KING DIAMOND
Fatal Portrait

Etichetta: RoadRunner
Anno: 1986
Durata: 42 min
Genere: Heavy Metal


Dopo lo scioglimento dei Mercyful Fate per divergenze musicali con il principale compositore del gruppo, Hank Shermann, King Diamond ritorna con il suo progetto solista in compagnia di due altri personaggi reduci dal progetto Mercyful, Timi Hansen e Michael Denner, più due nuovi gregari, l'ottimo batterista Mikkey Dee e il virtuoso chitarrista Andy LaRoque. Se c'è una cosa che non si può negare a King Diamond, è quella di scegliersi veramente bene i "compagni di viaggio": gente con i controcoglioni fumanti dal punto di vista tecnico!
"Fatal Portrait", questo il titolo dell'esordio solista, e' stato registrato e missato in quel di Copenhagen in Luglio-Agosto 1985; piccola curiosità, come ingegnere del suono compare un tale Roberto Falcao, ma sarà lui? :) E' inevitabile il confronto di questo lavoro con i due album dei Mercyful: lo stile e' vagamente somigliante a certe cose di "Don't Break The Oath", ma "Fatal Portrait" non raggiunge certamente le vette di eccellenza di quei due lavori. King Diamond, di gran lunga il principale songwriter in questo esordio, non riesce ancora a catturare la magia ed oscurità che invece permeavano "Don't Break The Oath" e soprattutto "Melissa". Le vocals sono più piatte e decisamente più sull'acuto rispetto al cantato nei Mercyful, e mancano pure quei riff e assoli vincenti, tranne in qualche episodio, come "Charon" e "Haunted", due ottimi brani che fanno comunque presagire cose grandi per il futuro (e nemmeno troppo lontano, basti pensare che "Abigail" è dell'anno successivo).
Che dire, se non conoscete ancora King Diamond vi consiglio di partire piuttosto dai tre successivi, "Abigail", "Conspiracy" e "The Eye", è lì che troverete il Re ed i suoi compari al massimo della forma.
(Killer - Gennaio 2003)

Voto: 7



Non per essere polemico... ma da grande fan di King Diamond e dei Mercyful Fate devo correggere il 'tiro' di Killer, e dire che questo è un gran bel disco! La sola presenza di una canzone come "Dressed In White" basterebbe a dare il massimo (brano che assieme ad altri cinque del disco è legato ad un unico concept che sarà la base per i futuri album). La similitudine con i Mercyful Fate c'è tutta... inclusa la classe di Andy LaRocque che secondo me fa la differenza! Grande esordio di Heavy Metal Classico Oscuro... di black c'è ben poco, visto e considerato che dopo lo scioglimento dei Mercyful Fate il nostro King si è dedicato sempre più a storie d'orrore, abbandonando il satanismo esplicito. Da segnalare l'aggiunta di due brani grandiosi come "No Presents For Christmas" e "The Lake" nella versione in CD. Giusto una precisazione.
(Muad'Dib - Febbraio 2003)

Voto: 9