KINGCROW
Insider

Etichetta: Consytech Limited
Anno: 2004
Durata: 49 min
Genere: prog metal


Il futuro è ieri. Un utero artificiale creato per sostituire la maternità naturale: questa l'incredibile scoperta che la Federation Of Industries nasconde agli occhi del mondo intero. Questo orribile piano segreto dura fino a quando il protagonista Jason (impiegato presso la suddetta Federazione) si ritrova in possesso di alcuni documenti scottanti. Inizia così "Insider", un mega concept che riporta sulla scena i romani Kingcrow. La band nata nel 1996 ci propone un CD che mischia il sound dei primi Queensrÿche con riff a tratti più heavy e hard rock anni '80. Proprio per questo io non credo sia totalmente giusto definire questa band come un gruppo progressive metal. I Kingcrow sono piuttosto una buona metal band. Prima di descrivere questo lavoro devo dire che il concept c'è, i testi ci sono, il feeling tra i componenti del gruppo pure, ma quando si tratta di avventurarsi in sentieri più propriamente prog metal la band, a mio parere, rimane poco supportata a livello tecnico. Si finisce così in ritmiche spesso banali che se evitate renderebbero questo lavoro migliore.
Detto questo è giunto il momento di descrivere questo comunque valido CD.
Dopo il breve e pomposo intro "Friendship" parte la incalzante "The Project", ottimo brano dove voce e chitarre si danno cambio fino a un ritornello azzecatissimo che lascia spazio a un riff più prog oriented. Sembra di sentire i Metallica, Tom Morello, i Mr Big e un po' di prog... devo dire che la cosa funziona alla grande.
Si continua con la strumentale "Temptation". Questo pezzo mette assieme power metal, prog e giri di chitarra più vicini al prog rock e all'hard rock. Davvero una ventata di aria fresca.
Il terzo pezzo di Insider è "Never Say Die", dove un telefono alla "Operation: Mindcrime" lascia spazio a un arpeggio di chitarra acustica originale ed estremamente piacevole. Piacevole è anche la linea vocale. Qui il cantato è più a suo agio rispetto ad altri brani dove invece troviamo alcuni suoni a tratti ingolati. Questo pezzo è un alto esempio di saggezza musicale. Esagerando si potrebbe dire che dentro a questo brano si possono sentire gli Yes, i Pearl Jam, un coro da Rocky Horror Picture Show e una linea vocale finale più vicina al prog.
"Eyes Of A Betrayer" è invece un pezzo di power americano con ottime linee vocali (acuti esclusi). Quattro accordi in sostanza, ma fatti veramente bene, senza contare i riffoni a metà tra Metallica, Racer X e Dream Theater. Sicuramente questo risulta essere il brano più commerciale e lineare del CD. Questa non è una critica, anzi... in un lavoro così stravagante c'era bisogno di una canzone che si facesse ascoltare così facilmente.
I Kingcrow continuano il loro concept con la strumentale "Into The Cell", brevissimo intermezzo musicale che ci mostra un arpeggio di chitarra stilisticamente molto vicino a "Finally Free" dei Dream Theater.
Si continua con la linea di basso di "Lies" coadiuvata da linee vocali molto malinconiche che portano a un nuovo pezzo a metà tra l'heavy e il power. "Lies" è sicuramente il brano che sfrutta al meglio il potenziale della band che qui riesce a spaziare tra heavy, power e qualche sferzata prog.
Si procede con un altro pezzo dal sound difficilmente identificabile. E' il turno della stupenda "The Killing Hand". Sembra di ascoltare i Queensrÿche e un gruppo power tedesco messi assieme.
Arrivati quasi alla fine della recensione bisogna fare un appunto sulla produzione che risulta assolutamente mediocre. La valida prestazione della batteria risulta ampiamente penalizzata. Anche la voce a tratti si sente troppo indietro rispetto alle chitarre. In generale tutti gli strumenti hanno un suono ancora troppo ovattato, troppo da demo. Questi pezzi registrati diversamente potrebbero avere il doppio del tiro che hanno già ora.
Ma continuiamo questo piacevole viaggio nel mondo dei Kingcrow con "Stardust". Il brano inizia con un bell'arpeggio, poi una spruzzatina di piano copiato dai Queen ci riporta in ambito prog e metal con un pezzone anni ottanta, capelli cotonati e assolo a metà tra Petrucci, Lynch e Malmsteen.
L'ultimo pezzo cantato è "Save Me", brano che risulta noioso e poco azzeccato. Le linee vocali non convicono. Escludendo il ritornello molto "over the top" troviamo troppe imprecisioni nella voce e suoni veramente ingolati. Si chiude con la strumentale "Finale", pezzo d'atmosfera che riassume perfettamente il mio commento iniziale. Quando si tratta di andare su cose più prettamente prog infatti i Kingcrow autoevidenziano i propri limiti sfoggiando soluzioni banali e un'esecuzione non sempre impeccabile. Il peccato è che questa band con un minimo di tecnica in più potrebbe veramente diventare una grandissima realtà...
Detto questo devo dire che quello che ho tra le mani è un validissimo lavoro. I Kingcrow dimostrano personalità e versatilità. Due cose che in giro non esistono. Morale della favola: un CD che, salvo certe parti "dispari" pacchiane, merita sicuramente un ascolto. A dire il vero definire questa band prog mi sembra un po' presuntuoso... il prog è un'altra cosa ma i Kingcrow non sfigurano affatto... al massimo reinterpretano miscelando sonorità e stili.
(Majesty - Maggio 2004)

Voto: 7


Contatti:
Sito internet: http://www.kingcrow.it/