KINETIC
Corrosion

Etichetta: Burning Star Records
Anno: 2007
Durata: 43 min
Genere: progressive death/thrash/gothic metal


I Kinetic sono un gruppo greco nato nel 2002 dall'incontro di alcuni musicisti attivi da moltissimo tempo nella scena metal. Nel corso degli anni '90, infatti, i chitarristi Manolis Mammas e Stavros Bonikos hanno suonato nei Brainfade, il batterista Konstandinos Alexakis ha preso parte nei Powerdrops e, infine, il bassista Savvas Betinis era in forza agli Acid Death.
Dopo l'autoproduzione "Self-Emotion", nel 2003, il gruppo si è concentrato su un vero e proprio album, "The Chaints That Blind Us". Uscito nel 2005, ha richiesto alla band la bellezza di 500 ore in studio ed è stato annunciato addirittura dalla TV nazionale. Oltretutto, il gruppo si è dato da fare anche in sede live, alternando spettacoli auto-finanziati con show di spessore, aprendo per Sadus, Atheist, Tankard, Arch Enemy, Anathema e altri ancora. Intanto la line-up si allarga a sei elementi, grazie all'innesto di un tastierista e una cantante. Sul finire del 2007, i Kinetic assestano un altro colpo, pubblicando il secondo album dal titolo "Corrosion", dopo undici mesi trascorsi in studio. Un'enormità.
Da queste informazioni, si capisce che i Kinetic non sono certo dei novellini, e difatti ascoltando la loro ultima fatica si può notare la loro abilità come musicisti. L'esecuzione mette in chiaro che tutti e sei vantano una buona padronanza degli strumenti e la produzione è all'altezza (anche se a me non piace): equilibrata, discretamente potente, nitida.
Andando ad analizzare la musica più in profondità, però, qualcosa inizia a scricchiolare. Non mi riferisco alle doti compositive del gruppo, tutt'altro: le canzoni sono abbastanza dinamiche, non presentano cambi brutti o parti che stonano. Ad una prima impressione, a livello formale non c'è nulla da recriminare. Mi riferisco piuttosto alla capacità dei Kinetic di comunicare quelle emozioni che ci si aspetta da un CD metal. Ci sono dei passaggi ben riusciti, nel quale il gruppo coinvolge l'ascoltatore, soprattutto nelle prime canzoni, ma in generale l'album si rivela piatto.
Lo stile dei Kinetic è un incrocio bizzarro tra thrash e death metal svedese, cadenzato - o comunque mai troppo veloce -, rivisto in chiave moderna, a tratti futuristica, con tanto di tastiere e voce femminile. Innanzitutto, il cantato di Margaret (che per inciso non fa più parte della band) smorza le canzoni, la sua voce è troppo candida e pacata per un death metal già di per sé abbondantemente melodico. A parte il finale di "Venturing High And Low", nella quale la cantante riesce a trasmettere una sensazione di straniante malinconia che nasce proprio dalle sue corde vocali, gli altri suoi interventi sono sempre superflui o addirittura nocivi (l'introduzione di Visions From Next Dawn" su tutti).
In secondo luogo, i riff non hanno nulla di nuovo da dire; possono anche essere tecnici, ma non trasmettono quella carica che dovrebbe essere intrinseca in generi come il death o il thrash metal. Gli assoli, invece, sono uno degli aspetti migliori.
La mancanza di aggressività deriva anche dall'impostazione della voce maschile, troppo inquadrata, che alterna growl discretamente profondi a scream rauchi e soffocati.
Nell'arco delle nove canzoni il gruppo tenta di cambiare stile, frapponendo al classico registro metal delle strofe sinfoniche, con l'innesto delle tastiere, ma senza troppa inventiva (quello che si sente su "Venturing High And Low" l'avevano già fatto i Sadist ai tempi di "Tribe"; l'incedere maleficodalle tinte horror di "Memerized Fools" richiama i conterranei Mors In Tabula, sia nell'impotazione vocale, sia nell'utilizzo delle tastiere) o risultati soddisfacenti (un esperimento come quello che precede il finale di "Faces Far From Reality" lo si poteva tranquillamente evitare).
In una parola, quello che manca al sestetto è il tiro, la capacità di trascinare. Anche i riff stoppati di "Dreams For Nothing" hanno un che di scialbo. Per quanto il gruppo si adoperi nel mutare la propria proposta, essa rimane monotona dal punto di vista del coinvolgimento.
"Corrosion", dunque, non ha grossi picchi, è un album più piatto delle aspettative. Potrebbe rivelarsi interessante a chi ama la melodia a tutti i costi; va da sé che vi si trova molto di più: momenti oscuri, intromissioni sinfoniche e così via, ma il tutto, ahimè, non manifesta un minimo di spontaneità.
(BRN - Settembre 2008)

Voto: 5.5


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Mail Kinetic: kineticgr1@yahoo.gr
Sito Kinetic: http://www.kinetic.gr/

Sito Burning Star Records: http://www.burning-star.net/