KERBENOK
Der Erde Entwaschen (Gewollte Wunden)

Etichetta: Northern Silence Productions
Anno: 2008
Durata: 23 min
Genere: pagan/black metal ipnotico e particolare


I Kerbenok si sono formati nel 2000, in Germania, da un'idea di Stefan Drechsler e Christopher Duis. Nel 2003, il gruppo ha pubblicato il demo "Kerbenok" e, nel 2005, il secondo demo "Auf Wilden Pfaden/Im Einklang Der Gewalten" assieme al bassista Marc Soltau. Questo secondo lavoro, un doppio CD dalla confezione speciale, ha ottenuto grandi riscontri di critica, ed ha dimostrato come i Kerbenok fossero un gruppo deciso a seguire un proprio percorso, con una grande voglia di distinguersi.
Dopo un anno e mezzo di pausa, il gruppo è entrato in studio per registrare il nuovo MCD "Der Erde Entwaschen (Gewollte Wunden)". Questo lavoro ha segnato l'inizio della collaborazione tra i Kerbenok e la Northern Silence Productions, che produrrà anche il prossimo full-length del gruppo.
La confezione di "Der Erde Entwaschen (Gewollte Wunden)" in mio possesso è professionale, ed il libretto di otto facciate alterna testi ed immagini di un sottobosco verde e florido. Il medesimo tema che campeggia in copertina. Sò che comunque il gruppo ha realizzato anche un edizione limitatissima con un artwork fatto in casa e speciale: una caratteristica del gruppo ormai, visto che già per "Auf Wilden Pfaden/Im Einklang Der Gewalten" aveva realizzato cinque copie speciali e costosissime.
L'attitudine della band nell'essere speciale, tra l'altro, è evidente anche nel bel sito internet.
Per la realizzazione di questo MCD, Stefan si è occupato di chitarra elettrica, chitarra acustica, basso e voce distorta. Christopher invece ha lavorato sulla batteria, sul canto pulito ed alle percussioni. Gli ospiti Marco e Amier (che dal vivo suona il basso), invece, hanno prestato i loro servizi rispettivamente al flauto ed al gong.
Il MCD si apre con "Das Kalte Feuer". L'inizio è caratterizzato dall'avanzare deciso della batteria, sul quale la chitarra acustica suona una melodia tesa e severa, presto arricchita dal suono del flauto. Una voce sussurra delle frasi, e il gruppo parte al gran completo, con il suono potente della chitarra elettrica e lo strillo del cantante in primo piano. La melodia è malinconica, nella tradizione pagan più classica. La produzione è un po' ovattata, con i bassi molto alti. I Kerbenok mi danno l'impressione di essere molto potenti, nonostante la registrazione tenda a smussarne l'impatto. Come spesso accade nella scena pagan/black, le atmosfere sembrano prendere il sopravvento sull'aggressione pura. E questo è ancora un po' il limite del gruppo, nel senso che lo rende conforme, in un certo senso, al resto della scena. Però lo stile compositivo è piuttosto originale, e si nota una buona creatività. Al gruppo va dato atto di essere particolare, senza per questo allontanari eccessivamente dai clichè del genere. Comunque sia, una canzone come "Das Kalte Feuer" dimostra che i Kerbenok siano un gruppo di valore.
Il senso di sperimentalismo è evidente anche nella seguente "Der Erde Entwaschen": non uno sperimentalismo azzardato come quello dei Negură Bunget, però sufficiente a distinguere i Kerbenok dal resto della scena. Gli elementi utilizzati sono sempre gli stessi, così come la formula compositiva. E' invece la struttura del brano ad essere originale, così come gli accostamenti di riff e di successioni armoniche, molto personali e curiose. I musicisti poi sanno suonare, e questo è un gran pregio perchè gli garantisce una gamma espressiva decisamente vasta. Ho scritto che le loro composizioni sono molto atmosferiche, e lo ribadisco. Però esiste una rabbia di fondo che non può essere sopita, in nessun modo. Davvero bello il passaggio ipnotico con tanto di gong in sottofondo: qui il paragone con il gruppo romeno non è affatto rischioso. Ma, com'è intuibile dalle mie parole, i Kerbenok sono un'entità indipendente, svincolata da termini di confronto molto stretti. Sono indubitabilmente pagan, rubano un po' di idee dagli altri gruppi, ma riescono poi a proporre una sintesi delle loro influenze avvincente e mai scontata.
La ripetizione insistente e fastidiosa della stessa nota, all'infinito, spiana la strada a "Der Fall". Dopodichè, la canzone parte con la sua solita melodia intensa e malinconica, un po' nostalgica, e caratterizzata da un suono saturo ed esagerato. La musica dei Kerbenok è veramente ipnotica, straniante, un viaggio introspettivo e, all'apparenza, infinito. "Der Fall" è la canzone più derivativa della band, perchè è veramente molto alla Negură Bunget. Alcuni passaggi sono molto simili a quelli del gruppo romeno, proprio da un punto di vista stilistico. Però la qualità compositiva del gruppo rimane fuori discussione. Segue una bella sezione acustica, con tanto di flauto in primo piano, molto evocativa e folk.
"Der Erde Entwaschen (Gewollte Wunden)" è un lavoro notevole, di prima qualità. E' il frutto dell'ispirazione di un gruppo giovane e creativo, con tanta voglia di essere originale ma, al tempo stesso, amante di una scena musicale dalla quale non vuole staccarsi. A parer mio, questo MCD è un lavoro di passaggio, perchè mostra le tante capacità dei nostri, ma anche le molte similitudini con il gruppo romeno citato prima, dal quale hanno ricavato anche l'originalità degli artwork. A parte questo comunque, credo che i Kerbenok siano un gruppo sul quale credere, e mi complimento con la Northern Silence per non esserseli fatti scappare.
(Hellvis - Giugno 2008)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail Kerbenok: kerbenok@gmx.de
Sito Kerbenok: http://www.kerbenok.net/

Sito Northern Silence Productions: http://www.northern-silence.de/