KENÒS
The Craving
Etichetta: Lucretia Records
Anno: 2007
Durata: 46 min
Genere: death metal melodico
"The Craving" è il nuovo album dei Kenòs, pubblicato dalla Lucretia
Records. Evito di perdermi in notizie biografiche, visto che l'intera
loro discografia è stata recensita interamente dal Teonzo, e potrete
trovarla nei nostri archivi.
La copertina è un bel digipack che mostra, in copertina, un figura
umana stagliata su un cielo rosso/arancione, con a fianco quelle che
sembrano statue di angeli.
Il libretto, di otto pagine, presenta tutti i testi e le note
relative alla registrazione. Scopriamo così che l'album è stato
registrato tra il giugno e il settembre 2006, presso l'Indy Records
Studio di Busto Arsizio (VA).
La formazione che ha inciso l'album non è cambiata rispetto al
passato: Alessio Giudice (voce), Domenico Conte e Jaco Pisciotta
(chitarre), Marcello Fachin (basso) e Sergio Gasparini (batteria).
E' proprio la title-track ad aprire le danze. Introduzione,
passaggio cadenzato e assalto all'arma bianca. Ecco come si presenta
"The Craving". Sin dal primo ascolto, si nota una maggiore attenzione
al riff "killer", ovvero meno tecnica e più sostanza. Sia ben chiaro,
non è che i Kenòs abbiano cambiato il loro modo di intendere il death
metal, in questa traccia. Anzi, passaggi tecnici e cerebrali ce ne sono
a bizzeffe, anche nel corso dell'album. E' però evidente la volontà di
rendere più fruibile ed accattivante la proposta musicale, cosa che
nell'album precedente era stata un po' trascurata. Come al solito, il
gruppo ci appassiona con vocalizzi molto aggressivi, assoli di chitarra
melodici, ed il suo bel mix tra death complesso e techno-death
floridiano.
"Majestic Persecution" inizia lentamente, con la voce di Alessio
assestata su toni striduli, prima di passare ad un narrato. Un
bell'effetto suspence prepara il terreno alla successiva esplosione di
violenza. Una violenza pericolosamente vicina alle scelte musicali di
alcuni gruppi svedesi dei giorni nostri. Questa scelta mi fa un po'
storcere il naso, perchè non pensavo che i Kenòs potessero impantanarsi
in certe derive. Fortunatamente, la creatività del gruppo porta presto
la canzone su lidi diversi, più brutali. Nuovi elementi quindi, ad
arricchire il suono della band: non è detto però che questo sia
necessariamente un vantaggio, visto che in alcuni passaggi "Majestic
Persecution" sà maledettamente di già sentito.
"Mutant Creation" è una traccia molto diretta e coinvolgente,
dotata di una ritmica trascinante e di tanta, tanta energia. La
complessità è messa ancora da parte, ed i Kenòs pensano solo a
spaccare. Anche in questo caso, però, le influenze svedesi e del
metalcore moderno si fanno sentire. La musica è quindi più diretta, ma
mille volte meno originale che in precedenza.
"The Icon" ci spiazza nelle battute originali, ai limiti del
gothic: molto melodiche, non veloci, con suoni di tastiera. Anche le
vocals pulite di Alessio sembrano presagire un inatteso cambio di
direzione stilistica, ma presto il suono si incattivisce. Ecco quindi
il gruppo esibirsi in una prova di tecnica controllata, asservita alla
melodia, nella quale i tocchi di classe non mancano. I soliti assoli di
chitarra rendono il tutto più entusiasmante.
Con "D-Mansion" ritornano le cavalcate tecniche e melodiche di
pericoloso stampo svedese. E questo mi delude di nuovo un po'. Perchè è
vero che una maggiore attenzione alla canzone, più che alla tecnica,
avrebbe giovato all'album precedente. Ma non è il caso di utilizzare
stilemi così triti e ritriti. Insomma, non me lo sarei mai aspettato
dai Kenòs. Per fortuna, riescono a regalarci comunque dei tocchi di
genio però... se prima il quintetto non era derivativo, ora invece
sembra esserlo diventato...
"Teaben Rising" è un'altra traccia trascinante, di qualità, che
vede il gruppo esibirsi al suo meglio. Non si possono però non indicare
i passaggi con voce pulita (questa volta grintosa) o gli effetti sonori
che arricchiscono l'arrangiamento. Il riffing è decisamente diretto,
all'opposto (ripeto) di quanto era avvenuto in passato. Sicuramente
questo nuovo stile potrebbe garantire al gruppo una maggiore
esposizione commerciale, e questa traccia potrebbe essere un gran bel
singolo. Dire però che il tutto mi soddisfi al 100% sarebbe esagerato
(ma è una mia opinione personale: è probabile che il gruppo acquisti
nuovi fan, in questa maniera).
"Who.Is.Key" stupisce ancora di più, perchè in esso si sentono
passaggi di schietto aspetto heavy metal, mescolati a vocalizzi estremi
e suoni pesanti. Direi che il commento per questa canzone può terminare
qui
"Aries Pt. 1" è l'introduzione di "Aries Pt. 2", una canzone lenta
nel suo complesso, malinconica e dotata di una melodia efficace. Tutto
molto ben fatto ma, di nuovo, niente di così innovativo. Anzi, mi
indispettisce un po' questo adattarsi alla scelta più facile. Prendiamo
la melodia, ad esempio: si è veramente sicuri che non potessero esserci
altre alternative? Rendere più facile la propria musica, non significa
renderla più banale e prevedibile. Ecco, banali i Kenòs non lo sono
mai, però è questo essere prevedibili che mi turba!
"Cassandra's Tale" chiude il CD sui binari tracciati dalla seconda
traccia in poi. La partenza è morbida, con voce pulita, ed una melodia
di facile presa. Poi il tutto si appesantisce, rimanendo però su tempi
lenti. Ottima tecnica, ed in questo caso i musicisti fanno sentire il
"tocco" sugli strumenti: non solo violenza cieca quindi! La parte però
più entusiasmante si ha verso i tre minuti, quando il gruppo si libera
in bordate inframezzate da pause: veramente belle. Peccato che poi si
ritorni sui territori iniziali, e i Kenòs non si sciolgano in
invenzioni folli e di qualità.
"The Craving" non mi ha fatto impazzire. Si consideri che il mio
brano preferito è il primo, proprio la title-track, che è un po' la
mosca bianca del lotto. Capisco che, nel caso di "Intersection", siano
stati tacciati di essere troppo attenti alla struttura delle canzoni, e
meno al loro impatto. Nel nuovo album, anzi, la naturalezza del
songwriting la fa da padrona. Però c'è modo e modo. Questo
standardizzare la melodia ha fatto più male che bene ai Kenòs, da un
punto di vista artistico. Mi spiego meglio: tecnicamente sono perfetti
e l'equilibrio delle canzoni mette in mostra sia il talento, sia
l'esperienza della band. Viene però a mancare quella personalità che ha
reso grandi i Kenòs in passato, quell'indipendenza che li ha sempre
caratterizzati. "The Craving" è un bel disco, che farà guadagnare molti
fan alla band, ma è a parer mio inferiore ai lavoro (demo e CD)
precedenti. Perchè è simile alle pubblicazioni di tante altre band.
Magari è tecnicamente superiore alla media, ma le idee qui presentate
spesso sanno di già sentito, e questa non è una gran cosa viste le
qualità del quintetto.
(Hellvis - Settembre 2007)
Voto: 6.5
Contatti:
Mail Kenos: kenos1@libero.it
Sito Kenos: http://www.kenosweb.com/
Sito Lucretia Records: http://www.lucretiarecords.com/