KAUAN
Lumikuuro

Etichetta: Bad Moon Man Records / Solitude Prod.
Anno: 2007
Durata: 43 min
Genere: doom metal / folk acustico


Dopo gli ottimi The Morningside, ecco arrivarmi tra le mani una seconda produzione della Bad Moon Records, costola nata dalla Solitude Productions che si dedica a promuovere band legate al mondo del doom metal meno estremo: si tratta dei russi Kauan, una interessante realtà di cui, purtroppo, possiedo pochissime informazioni. Non sono riuscito a trovare un sito ufficiale, non ho trovato nessuna biografia allegata e il libretto del CD contiene giusto quattro righe, tutte scritte in cirillico... Insomma, di questi Kauan non so praticamente niente!
A questo punto, quindi, passiamo a quello che riusciamo a vedere e sentire sul CD: innanzitutto vale la pena di cominciare dalla copertina, un paesaggio dipinto con acquerelli e matite colorate. I toni sono leggeri, i colori tenui, il bianco domina la scena, sia per il cielo invernale che per il terreno ricoperto di neve, ma non mancano anche i colori caldi come il giallo e l'arancio, che compaiono nell'erba e sulle foglie dell'albero in primo piano. All'interno del libretto niente testi, niente note, soltanto un altro dipinto, questa volta tutto sull'azzurro, che ritrae una barchetta ormeggiata in un lago, mentre tutto intorno è ricoperto di neve.
Da questa descrizione spero si possano intuire i territori musicali attraversati dai Kauan: la loro musica si basa sull'influenza di gruppi come Shape Of Despair e Agalloch, ma altrettanto importante è anche la componente folk, naturalistica, che affonda le sue radici in una splendida realtà come quella dei Tenhi (non a caso "Kauan" è anche il titolo di un album della band finlandese).
"Lumikuuro" è un'opera che viene divisa in maniera molto chiara in due parti. Nella prima, che occupa sei degli otto brani totali, troviamo proprio questo incontro di generi: si parte con la strumentale "Alku" e subito si nota l'importanza di strumenti come il pianoforte, che gioca un ruolo di rilievo all'interno del sound dei Kauan; i due brani successivi, "Aamu Ja Kaste" e "Lumikuuro", mostrano invece lo stile classico del gruppo, con le chitarre elettriche e la sezione ritmica a dettare i mesti tempi del doom, mentre le tastiere ricamano trame evocative ed eteree. Nella mente si fanno strada immagini di vallate sterminate, foreste incontaminate, neve, ghiaccio e gelo purificatore; se per i The Morningside la stagione ispiratrice era l'autunno, per i Kauan è senza dubbio l'inverno ad esercitare tutto il suo fascino.
Le canzoni si susseguono e se "Koivun Elama" si mantiene sulle stesse coordinate sonore, "Savu" e "Syleilyn Sunu" fanno un po' da ponte con quella che sarà la seconda parte del CD: qui fanno la loro comparsa le chitarre acustiche ad affiancare l'elettrica, iniziano a fare capolino degli archi, un bellissimo violoncello e la voce pulita, che si contrappone allo screaming dei brani precedenti. Qui, a mio parere, i Kauan iniziano a fare sul serio: nei brani più duri e metallici il gruppo mi sembra un po' troppo standardizzato, le canzoni sono belle, ma non si sente quel guizzo in più che sappia fare la differenza; in queste composizioni, invece, la vera anima dei Kauan sgorga genuina, gli arrangiamenti si affinano e il songwriting migliora sensibilmente.
Il tutto viene sublimato nella seconda parte del CD, dove scompaiono completamente gli elementi elettrici, in favore di un meraviglioso folk. Gli ultimi due brani, "Villiruusu" e una versione acustica di "Syleilyn Sunu", sono dei gioielli di rara bellezza: la batteria e il basso accarezzano l'ascoltatore con ritmi leggeri, le chitarre acustiche si intrecciano al pianoforte, mentre tutto viene avvolto dal suono di alcuni strumenti a fiato e soprattutto dagli archi.
Come giudicare, quindi, questa opera dei Kauan? Sicuramente ci troviamo di fronte ad un lavoro di grande spessore che, però, può dirsi riuscito solo a metà. Tutti i brani in cui domina la componente folk sono di fattura invidiabile e almeno due brani sono dei capolavori; il resto, invece, necessita ancora di un po' di lavoro, soprattutto nelle parti di chitarra elettrica, che talvolta cadono nel banale. Se vi piace questo genere di musica, comunque, date una possibilità a questo CD, perché gli spunti di valore non mancano
(Danny Boodman - Gennaio 2008)

Voto: 7.5


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Sito Solitude Prod: http://www.solitude-prod.com/