KARNAK
Melodies Of Sperm Composed

Etichetta: autoprodotto
Anno: 1999
Durata: 35 min
Genere: techno-death


"Melodies Of Sperm Composed" è il secondo album autoprodotto dei friulani Karnak, non possiedo il lavoro precedente e tantomeno i demo, quindi non posso fare paragoni. Lo stile di questo album rientra nel techno-death, più precisamente si tratta di un death metal tecnico ed intricato, con la presenza delle tastiere, e con molte influenze derivate dal jazz e dalla fusion. In alcuni punti possono venire in mente i Nocturnus, in altri i Cynic, in altri i Sadist, ma in complesso i Karnak hanno una propria personalità, e soprattutto sono più cattivi di quei gruppi, visto che in alcuni punti menano veramente di brutto e se non ci fossero le tastiere potrebbero quasi sembrare un gruppo brutal.
Nell'album sono comprese 9 tracce, ossia una intro strumentale più 8 canzoni cantate. Le canzoni cambiano in continuazione, passando dalle parti sparate a parti più lente (sempre mid tempo eh) ed atmosferiche, in cui le tastiere hanno il ruolo da protagonista. Le parti di batteria di Stefano (che è anche il compositore principale del gruppo) sono la cosa migliore dell'album, sono molto varie e fantasiose, e bilanciano perfettamente la componente violenta del death con la tecnica e la complessità delle influenze fusion. Il basso è un classico basso distorto stile death metal, e si sente veramente poco. Le chitarre e le tastiere (registrate tutte da Gabriele) sono difficili da descrivere. Le ritmiche sono in perfetto stile techno-death, ossia belle intricate e violente. Gli assoli di chitarra sono molto curati, si sentono un po' di influenze neoclassiche, e personalmente mi hanno ricordato lo stile dei Crypt Of Kerberos. Le tastiere fanno un lavoro molto particolare: in molti punti fanno da semplice tappeto, in altri fanno dei duetti sia con la chitarra ritmica che con quella solista, in altri ancora vanno totalmente per conto loro suonando delle parti staccate dal resto degli strumenti. Va notato che i suoni delle tastiere sono molto elettronici e "spaziali", non saprei come altro definirli. Il cantato è una sorta di growl urlato e sforzato, a me ha ricordato quello di Andy su "Above The Light" dei Sadist.
Passando alla qualità delle canzoni, devo dire che sono molto buone. Le prime volte che ho ascoltato questo album confesso in tutta onestà che non mi era piaciuto, tant'è che gli ho lasciato prendere polvere per due anni. Ultimamente l'ho rispolverato (in tutti i sensi, hahaha) e l'ho riascoltato con un po' di costanza. Dopo una decina di ascolti ha cominciato a crescere sempre più, ed ora mi piace un sacco! Ci sono delle parti con un tiro clamoroso, ed in generale tutte le canzoni hanno molti dettagli nascosti che si apprezzano solo dopo ripetuti ascolti. Ci sono alcune cose che non mi convincono in pieno, e sono alcune parti di tastiera che trovo troppo slegate dal resto delle canzoni, e la voce, un po' troppo sforzata per i miei gusti. Di sicuro i Karnak hanno del talento, anche se la loro musica non è certo diretta e nemmeno facile da assimilare.
Passando alla produzione, è discreta ma non di più. Le chitarre hanno dei suoni un po' scarni, ma la cosa che non mi piace proprio sono il rullante e la doppia cassa triggerati. Suppongo che sia stata una scelta dovuta ai pochi soldi, visto che Stefano è un batterista preciso e non ha bisogno di questi trucchetti, però dà un po' fastidio sentire sempre lo stesso colpo di rullante dall'inizio alla fine dell'album, soprattutto in relazione allo stile musicale.
La confezione è un tasto delicato... come lascia intuire il titolo l'artwork del CD è piuttosto spinto, per i miei gusti anche troppo, è pieno di immagini sadomaso piuttosto forti che onestamente mi fanno schifo in quanto tali (i disegni di questo stile mi fanno ridere, le foto invece mi fanno schifo). Ma questi sono i miei gusti, bisogna rispettare anche le scelte artistiche del gruppo, visto che fa tutto parte del concept dell'album (anche i testi sono belli spinti ed in tema).
In conclusione questo è un album che merita di essere ascoltato, soprattutto dagli amanti del techno-death. L'importante è non farsi scoraggiare dai primi ascolti, bisogna portare pazienza per apprezzare questo lavoro. A quanto ne so nel 2002 è stato ristampato dalla Twelfth Planet Records, l'artwork dovrebbe essere stato modificato (di sicuro la copertina), e mi sembra ci sia anche una bonus track rispetto alla versione autoprodotta. Non so darvi ulteriori dettagli perché non ho quella versione, ed onestamente non c'ho voglia di comprarla visto che ho già questa.
(teonzo - Luglio 2003)

Voto: 8.5


Contatti:
Mail Karnak: karnakdeath@freemail.it
Sito Karnak: http://digilander.libero.it/karnakmusic/
Sito Twelfth Planet Records: http://www.twepla.com/