KAMELOT
Karma

Etichetta: Noise
Anno: 2001
Durata: 55 min
Genere: power


Dopo "The Fourth Legacy" ed un live, i Kamelot ripartono all'assalto con questo "Karma". Ovviamente l'album si apre con una molto veloce e melodica power song che prende il nome di "Forever", non molto originale, ma di sicuro impatto. Si sente subito che la voce di Khan è in ottima forma, ed è capace di sfornare delle magistrali interpretazioni (un esempio? "Don't You Cry", canzone che il chitarrista Tom Youngblood ha dedicato al padre scomparso), in grado di coinvolgere anche un ascoltatore non molto attento. Il power dei Kamelot, come ho già detto, non è veramente originale, ma non per questo scontato e noioso (forse proprio la terza canzone, "Wings Of Despair", ha questi requisiti). Un altro pregio non indifferente, è la semplicità di fondo di questo album. Infatti le orchestrazioni e i cori non invadono eccessivamente le canzoni, e questo per quanto mi riguarda è una cosa fondamentale... che senso ha mettere un coro formato da 30 elementi se non si può portare in tour? L'anima di quest'album risiede in canzoni come "The Spell" e "Karma": La prima è un mid-tempo molto evocativo, con Khan molto ispirato e un ottimo lavoro d'insieme della band. La title track è una classica canzone power, con un gran ritornello (di quelli che ti si stampano fin dal primo ascolto) e un ottimo lavoro di batteria. Ottima anche "Temples Of Gold", la seconda ballata dell'album, con degli arrangiamenti dal sapore orientale che vanno a caratterizzare una buona canzone. Piccola caduta di stile con "Across The Highlands", canzone veramente insipida per gli standard di questo Karma. Buono, il mini concept di 3 brani "Elizabeth" (Mirror Mirror, Requiem For The Innocent, Fall From Grace). La prima è una canzone pacata, condita da un'atmosfera delicata e suadente, la seconda invece è una canzone massiccia e dal grandissimo riffing... non propriamente power, ma veramente gradevole l'effetto. Arriva poi in chiusura la mazzata power del disco: "Fall From Grace": canzone indiavolata che dal vivo promette sfaceli! Un ottimo lavoro di chitarra e di batteria fanno di questa canzone forse la migliore del lotto. Tirando le somme, ci troviamo di fronte ad un valido lavoro, forse inferiore a "The Fourth Legacy", ma sicuramente di pregevole fattura, che si farà ascoltare con estremo piacere e per numerose volte. Rispetto a tante porcate power che ho sentito, vi consiglio questo ciddì, che vi farà riconciliare con la doppia cassa...eheheh!
(Noldor - Dicembre 2001)

Voto: 7.5