KAISERREICH
KRRH
Etichetta: Funeral Moonlight Productions / Black Havoc Productions
Anno: 2007
Durata: 41 min
Genere: black metal
Oscar Wilde scrisse così su "Penna, Matita e Veleno": "In un'epoca
molto arida e pratica, le arti non si ispirano alla vita, bensì le une
alle altre". A oltre un secolo di distanza, queste parole trovano
ancora conferma, a riprova del suo genio.
Se Wilde fosse nostro contemporaneo e recensisse gruppi metal
(meglio non pensare nemmeno ad una simile eventualità e, piuttosto,
continuare a gustarci i capolavori che ci ha lasciato), probabilmente
la sua critica si allargherebbe fino a comprendere anche "KRRH", album
di debutto dei Kaiserreich, quartetto italiano nato nel finire del
2004. Le otto canzoni presenti, infatti, ripropongono tutti o quasi i
cliché più triti del black metal. Non ce n'è una che si distingua per
una scelta personale o una soluzione diversa dal solito. L'intero album
viaggia su ritmiche moderate (trattandosi di black metal), passando da
tupa-tupa a tempi ulteriormente rallentati, con qualche parte
leggermente più pestata. Ci sono i classici cambi, i soliti stacchi,
gli immancabili riff freddi, semplici ed evocativi dalla prima
all'ultima nota, uno scream malvagio e molto urlato... tutto quello che
ci si può aspettare, insomma, ma riproposto nella maniera più scontata
possibile. Di conseguenza, "KRRH", pur non essendo affatto un album
vergognoso, non riesce ad interessare, si rivela assolutamente
prevedibile e incapace di scuotere l'ascoltatore.
I brani sono articolati in modo tale da non presupporre grossi
sbalzi, ciascuno si evolve in maniera lineare, ripercorrendo schemi
tipici. Anzi, spesso sono fin troppo ripetitivi: "Aletheia Miit Veritas
Mundi", ad esempio, comincia bene, con un bel riff evocativo, ma nel
corso di cinque minuti e mezzo sarà ripetuto non so quante decine di
volte.
Quando il black metal è sinonimo di minimalismo, il risultato
finale può essere entusiasmante oppure l'esatto contrario. Dipende
dalle sensazioni che evoca, dai, suoni, dall'interpretazione e dalla
qualità dei riff. I Kaiserreich, pur non essendo degli incapaci, non
sono in grado di comporre musica in questo modo, dovrebbero inserire
più cambi, rendere la loro proposta maggiormente dinamica e dirompente
invece di proseguire con le stesse plettrate per quaranta minuti. Buona
l'idea di inserire un arpeggio su "Ravencrowned", anche e si tratta di
un caso isolato.
L'album, nel suo complesso, prosegue piatto a causa di uno stile
monodimenionale: la voce, abbastanza aggressiva, finisce per stancare
proprio perché è uguale dall'inizio alla fine e aggiunge ulteriore
monotonia alla musica. Tutto scorre nella medesima direzione, con
conseguenze immaginabili. Dopo il primo ascolto, "KRRH" non ha più
nulla da dire. Non bastano la produzione fredda, adattissima al genere,
e l'assenza di brutti passaggi. La monotonia si fa sentire, le troppe
ripetizioni annoiano e le velocità contenute non trasmettono tutta
l'energia che sarebbe lecito aspettarci.
(BRN - Maggio 2008)
Voto: 5
Contatti:
Sito Internet: http://www.kaiserreich.it/
Sito Funeral Moonlight Productions: http://funeral-moonlight.com/
Sito Black Havoc Productions: http://www.blackhavoc.com/