KAISER AND THE MACHINES OF CREATION
Intraspection
Etichetta: Autoprodotto
Anno: 2008
Durata: 46 min
Genere: hard rock / strumentale / heavy metal
Devo dire la verità: quando ho visto questo CD di Paul Kaiser ero
convinto che mi sarei trovato di fronte al solito noioso clone di
Malmsteen: l'estetica c'era tutta, con il chitarrista in posa tamarra e
sfoggiare la sua Fender Stratocaster, il tutto con giusto un po' di
spirito darkeggiante in più dato dai caratteri gotici, dai toni neri e
dalla copertina un po' sullo stile di Travis Smith. Invece l'ascolto di
"Intraspection" mi ha convinto in più di un passaggio, grazie ad un
songwriting vario e pieno di spunti melodici.
Il progetto Kaiser And The Machines Of Creation nasce nel 2004 per
volontà del chitarrista australiano, che ben presto si affianca al
tastierista Peter Nikolic, il bassista Regan Burgess e il batterista
Mitch Wilson nella creazione di questo primo lavoro.
Lo stile di Kaiser è sicuramente influenzato dal maestro Yngwie ma,
fortunatamente, il chitarrista si diverte a spaziare senza difficoltà
tra atmosfere diverse, dando così una marcia in più al lavoro. Questo
permette di superare le normali difficoltà del caso, dettate sia dalla
produzione un po' amatoriale, sia dal suo essere un po' derivativo
nello stile.
Il risultato finale, quindi, non sarà un capolavoro assoluto della
musica, ma supera sicuramente la sufficienza e incuriosisce
l'ascoltatore per gran parte dei brani. Facendo quindi una carrellata
tra le varie composizioni, troviamo una buona alternanza tra pezzi
cantati e strumentali: tra i primi troviamo "Tearing Down Te Wall", un
bel brano roccioso che mi ha ricordato addirittura i Black Sabbath del
periodo Tony Martin; "Black Memory", il mio pezzo preferito con le sue
atmosfere suadenti, il pianoforte, delle voci femminili e il bellissimo
stacco di chitarra flamenco. Oppure anche la ballata "Winter Morning",
un po' troppo classica ma sentita e intensa nell'esecuzione, fino a
"Possession", una marcetta folle e circense.
Parlando degli strumentali, invece, abbiamo subito "Dark Xmas" un
pregevole brano neoclassico che spazia in territori malmsteeniani
mantenendo comunque un'ottima melodia che non sfocia mai nella velocità
fine a sé stessa; "Alien Sarcophagus", che come suggerisce il titolo ha
un'atmosfera più fredda e cibernetica; oppure "Bad People", un pezzo
più groovy che lascia ampio spazio ai riff così come alle melodie guida
della chitarra solista. Buona anche "Assyrian Rainbow" veloce e
possente cavalcata metallica tra i Rainbow e il Malmsteen più epico.
Insomma, niente di indimenticabile, ma indubbiamente una buona manciata
di canzoni ben scritte e ben suonate.
Al momento sul sito dell'artista si legge che Paul è al lavoro sul
nuovo album, che sarà molto più curato a livello di produzione e che
vedrà una virata verso lidi musicali più estremi: mi pare quindi che ci
siano i presupposti per una continuazione interessante di questo
progetto. Per il momento, comunque, potete gustarvi questa opera prima,
che non sfigurerà nella vostra collezione pur senza essere un acquisto
indispensabile.
(Danny Boodman - Febbraio 2009)
Voto: 7
Contatti:
Mail: paulkaiser@iprimus.com.au
Sito Internet: http://kaiserandthemachinesofcreation.com/