JUGLANS REGIA
Visioni Parallele
Etichetta: Akom Productions
Anno: 2008
Durata: 41 min
Genere: prog/metal/hard rock
Avevamo lasciato i toscani Juglans Regia a "Controluce", ottimo album
del 2005. Eccoli ora di ritorno con un nuovo full-length, "Visioni
Parallele". Tra questo disco ed il suo predecessore, il quartetto ha
partecipato a qualche compilation ed al Borberock Festival in provincia
di Alessandria, prima di entrare in pausa pur continuando a lavorare
sui nuovi brani in sala prove.
"Visioni Parallele" segna il gran ritorno di Alessandro Parigi
(voce), Antonello Collini (chitarra), David Carretti (batteria) e
Massimiliano Dionigi (basso). Un ritorno atteso da tempo, in quanto gli
Juglans Regia sono sempre stati una delle voci più indipendenti e
personali del panorama musicale italiano. Tra l'altro, per una
questione di trasparenza, ricordo ai lettori che Alessandro e
Massimiliano scrivono su questa zine, con gli pseudonimi
rispettivamente di Pasa e Linho.
Già la copertina dell'album, che mostra le facciate di due
grattacieli che svettano contro un cielo scarlatto, è sicuramente più
affascinante, pur nella sua freddezza, dell'artwork orribile di
"Controluce". L'aspetto inumano, quasi metafisico di questa immagine
viene riproposto all'interno del libretto apribile, contenente tutti i
testi. Appare finalmente la noce, tra i vari disegni, che si riferisce
al nome della band (che, chissà come mai, in tanti continuano a
scrivere in modo errato!), e un logo nuovo ed accattivante, decisamente
ben fatto.
Il CD è aperto da un breve brano ambient intitolato "Dentro... Il
Palazzo", che funge da cappello introduttivo ad uno dei classici del
gruppo: "L'Ultimo Respiro". L'idea di riproporre questa canzone, che
era apparsa soltanto tre anni fa in "Controluce", mi ha lasciato
interdetto. Perchè questa scelta? Alla mia domanda, ha risposto via
e-mail il cantante Alessandro con queste parole: "Abbiamo
deciso di riproporre "L'Ultimo Respiro" perchè ci sembrava giusto
riregistrarla in maniera più consona e convincente rispetto alla
versione su "Controluce", che a noi non è mai molto piaciuta. La
consideriamo il nostro "cavallo di battaglia" ed ora la nuova versione
gli dà il giusto sentire". Chiarito questo punto, passiamo al
commento del brano, nella nuova veste che gli ha garantito il lavoro di
Simone Palazzo e Stefano Arrighi, presso l'Head-Studio di Prato.
Uno squillo di telefono, una voce che risponde: "Juglans Regia"
ed ecco partire "L'Ultimo Respiro", dal caldo ed inconfondibile riff
iniziale. Un riff di chitarra che trasuda hard rock e metal, ben
sostenuto dal lavoro preciso e potente della sezione ritmica. La
sezione iniziale è davvero entusiasmante, e prelude all'arrivo della
voce di Alessandro, molto melodica e pulita. Il suo modo di comporre le
linee vocali, ariose e calme rispetto all'irrequietezza della band,
permette una comprensione ottimale dei testi, rigorosamente in
italiano. Parole estremamente evocative: "Breve è il tratto che
separa / i due punti dalla retta... / Breve è il soffio di speranza /
che ancora mi accarezza... /...mentre il silenzio è lì... / lì che
aspetta...". E proprio su queste parole gli Juglans Regia liberano
tutto il loro potenziale melodico, che trascende i generi e si stampa
subito in testa. L'arrangiamento è vivace e molto creativo, e la
qualità di registrazione rende questa versione di "L'Ultimo Respiro"
molto più potente e vigorosa di quella precedente. Un buon assolo di
chitarra ad opera di Antonello, e la ripresa del ritornello ci
conducono alla fine di questo brano emozionante, il cui minutaggio
tocca perfettamente i cinque minuti cinque!
"La Sera", il cui testo esprime un dolore intenso e la voglia di
abbandonare tutto, si presenta con una ritmica spedita che sostiene una
melodia malinconica, dai timbri notturni. La strofa è relativamente
tesa, e si apre su un ritornello davvero bello, dall'appeal quasi pop.
La struttura della composizione presenta alcune particolarità, ad
esempio la sezione di chitarra che prelude al ritorno della voce subito
dopo il primo ritornello. Nel suo complesso, però, "La Sera" risulta un
brano piuttosto semplice, dal ritmo lineare e che, lo ripeto, è in
possesso di un ritornello vincente. Se bisognasse estrarre un singolo
da questo album, punterei decisamente su questa canzone: la sua
spiccata musicalità si imprime facilmente nella memoria degli
ascoltatori.
Eccoci ora arrivati a "I Colori Dell'Aria", senz'altro uno dei
brani più belli dell'intero CD. Questo brano gode dei contributi
dell'ospite Gianni Nepi (dei leggendari Dark Quarterer), che affianca
Alessandro alla voce, e del tastierista Riccardo Iacono (dei solidi
Domine). Il testo è carico dei soliti pensieri dolenti, ed il suo
richiamo ad "apprezzare la speranza" sembra quasi ironico. I suoi versi
toccano un discreto lirismo grazie a passaggi quali: "Non
sempre il bello è bianco / privo di sfumature / Il grigio mi circonda
nelle sue gradazioni / così come la gente e le contraddizioni". si
tratta di un brano grintoso, ricco di colori e di emozioni.
Stilisticamente altalena tra grinta hard rock, raffinatezze prog ed
immediatezza pop. Sinceramente, la linea melodica composta da Gianni
Nepi è più vivace rispetto a quella di Alessandro, comunque buona e tra
le migliori dell'intero CD. Antonello dà prova di un'ottima
espressività: la sua chitarra svolge un lavoro diligente, e si mostra
in possesso di una vasta gamma timbrica. Il basso di Massimiliano è sì
creativo, ma non dimentica mai di asservirsi all'equilibrio della
canzone. Gran bella traccia, piena di sorprese e da apprezzare ascolto
dopo ascolto.
Un bel giro di basso slappato è il biglietto di ingresso de "Il
Volo". Questa canzone piuttosto originale, che mette molto in evidenza
le linee vocali, gode di un arrangiamento vario ed in continuo
mutamento. Il suono si inasprisce per aprirsi in ariose sezioni
melodiche, e poi incattivirsi di nuovo. E così via. La sezione ritmica
segue un suo percorso particolare, decisamente interessante e
contribuendo in modo decisivo all'espressività del suono d'assieme. La
chitarra poi "colora" il tutto con la sua moltitudine di suoni e
timbri. Ribadisco l'abilità del gruppo nel dar vita ad un arcobaleno di
sonorità senza artifici, ma solo grazie ad un grande talento. In
effetti, ogni canzone degli Juglans Regia potrebbe essere paragonata ad
un quadro, e in quanto tale ogni colore ha la sua importanza, così come
i loro accostamenti. Proprio questa natura "pittorica" non si limita a
dar vita a composizioni grintose e coinvolgenti, ma anche emozionanti,
atmosferiche ed evocative. La musica si mescola con le parole dei
testi, ne diventa la colonna sonora e l'impatto emotivo è forte,
convincente.
"Lacrima Nera" era già apparsa nel secondo volume della raccolta
"Akompilation", la cui recensione è presente negli archivi della nostra
zine. Il testo ricorda all'umanità di guardare agli errori del passato,
vedi la guerra, per non ripeterli in futuro. Dimenticare è solo una via
di fuga. Si tratta di una canzone severa e discretamente pesante, dalla
forte impronta prog. Molto belli i rallentamenti, soprattutto nei
ritornelli. In più la canzone riesce a imprimersi bene in testa, tanto
che quando ho messo il CD nel lettore la prima volta, mi è tornata in
mente anche se era passato veramente tanto tempo dall'ultimo mio
ascolto della "Akompilation Vol. 2". Gli Juglans Regia hanno fatto bene
a riproporla in questo album, così da renderla fruibile ad un numero
maggiore di ascoltatori.
"Così Vicino..." è una critica pungente alla ricerca di energia,
con il nucleare ai primi posti di questo "j'accuse". Questa canzone è
sì potente, ma il ritmo è disteso, e mantiene una sua calma
impassibile. La melodia gioca un ruolo fondamentale e ben si adatta al
timbro vocale di Alessandro.
Ed ecco infine la title-track, aperta da un bellissimo riff di
chitarra, sostenuto dalle tastiere evocative di Riccardo Iacono. Quando
però la band parte al gran completo, la musica sembra diventare più
vitale, prima di ridistendersi sulla abilità melodica della chitarra.
La voce interviene in maniera piuttosto intima, sul lavoro preciso
della sezione ritmica e sulle note della tastiera. La musica si
sviluppa incattivendosi battuta dopo battuta, fino ad aprirsi in
soluzioni melodiche bellissime. E così via, attraverso tutta una serie
di cambi di melodia, ritmo ed atmosfera, dall'intensità davvero
emozionante. Una pausa, ed il suono di pianoforte apre una sezione
schiettamente prog, nel quale i musicisti accarezzano gli strumenti, li
fanno parlare, con un gusto estetico davvero invidiabile. Ecco, in
questo caso la tastiera svolge un grande lavoro, che rende il suono
degli Juglans Regia ancora più ricco. In passato questo non era
accaduto, probabilmente per via di arrangiamenti poco felici. In
"Visioni Parallele", invece, la tastiera si fa sempre apprezzare ogni
volta che viene utilizzata. I molti cambi di tempo permettono anche al
buon David di mettere in luce la propria abilità alla batteria, mentre
Massimiliano sembra voler snocciolare tutta la gamma espressiva del suo
basso. La seconda parte della composizione è decisamente più vitale
della prima, e ci conduce con grinta alla fine di questo viaggio lungo
sentieri di ottima musica.
"Visioni Parallele" è un disco molto bello, creativo ed
emozionante. Si passa da canzoni relativamente più semplici ("La Sera")
a piccoli gioiellini prog quale la title-track, passando attraverso
tutte le varie gradazioni intermedie. La riproposizione di due
classici, poi, aumenta la caratura del tutto. A conti fatti, penso che
"Visioni Parallele" possa considerarsi l'album più bello del gruppo,
per il suo equilibrio compositivo e per la bontà dei brani proposti. La
qualità di registrazione pompa il tutto a dovere (anche se i suoni
avrebbero potuto essere più corposi) e le linee vocali di Alessandro
sono finalmente più varie, rispetto al passato.
Va da sè che consiglio questo disco a tutti gli amanti della buona
musica. E' in vendita presso il sito del gruppo a 7 euro spese di
spedizioni comprese, oppure acquistabile assieme a "Controluce" per un
totale di 10 euro, sempre spese comprese. A parer mio questa seconda
offerta sarebbe da prendere al volo, ma anche "Visioni Parallele" a
soli 7 euro è praticamente regalato. Sarebbe stupido lasciarsi scappare
un'occasione simile, anche perchè questa è veramente ottima musica,
capace di parlare al cuore e alla mente.
(Hellvis - Aprile 2008)
Voto: 8.5
Contatti:
Mail Juglans Regia: max@juglansregia.com
Sito Juglans Regia: http://www.juglansregia.com/
Sito Akom Productions: http://www.akomprod.com/