JUGGERNAUT
Trouble Within

Etichetta: Metal Blade
Anno: 1987
Durata: 37 min
Genere: Speed metal


Ecco a voi i Juggernaut, band americana degli anni '80, del Texas per la precisione, dedita ad uno speed metal che non disdegna incursioni nell'heavy più classico!! Anzi, si potrebbe quasi dire il contrario, cioè un gruppo heavy con incursioni nello speed!! "Trouble Within" è il secondo e ultimo album della band, che dopo getterà la spugna in seguito all'abbandono del batterista Bobby Jarzombek, fratello di Ron dei WatchTower, che si unirà ai Riot! A dir il vero quest'album non mi entusiasma tanto, soprattutto per il fatto che le canzoni sono un po' mosce e simili tra loro! Ma andiamo con ordine! L'album si apre con "Without Warning", sicuramente uno dei pezzi migliori! Qui l'anima speed del gruppo è maggiormente in risalto e lascia poco spazio all'heavy classico. La ritmica è tagliente e affilata, e presenta degli stacchi potenti e azzeccati che introducono la melodia che caratterizza il ritornello! A volte sembrano i primissimi Metallica o i primi Megadeth: stop and go decisi ed efficaci! Si prosegue con "Vengeance", che si apre con delle sonorità che subito fanno venire in mente gli Iron Maiden: qui l'heavy la fa da padrona e si sviluppa su un potente mid tempo!!!! Un buon pezzo! Una cosa che poco sopporto della band è il cantato di Steve Cooper, molto alto e acuto, ma con poco nerbo! Io amo le voci alte, ma devono avere personalità e incidere a fondo sulla dinamica della canzone! Il buon Steve invece ha una voce un po' troppo sottile e a volte risulta quasi fastidiosa! Nei pezzi più tirati i Juggernaut riescono piuttosto bene, mentre scadono molto nei passaggi più cadenzati, in cui i pezzi annoiano e finiscono per somigliarsi! E' il caso di "The Swarm", che presenta un lungo assolo finale che fa venir voglia di cambiare canzone! Sicuramente la produzione non è un granché; poco potente e incisiva, non come ci si aspetterebbe da un gruppo che fa un certo genere di musica, però erano anche altri tempi e non tutti si potevano permettere iper-produzioni!! Comunque a prescindere le canzoni a volte stufano! Il lato B si apre con la title track che sicuramente è uno dei pezzi migliori!! Il pezzo è vario e tirato, con un bellissimo ritornello che si stampa in testa: cadenzato ed efficace! Da segnalare ancora "Onslaught Of The Hordes", pezzo epico ed evocativo che fa fare bella figura al gruppo!! L'atmosfera è quasi da battaglia medioevale! L'album si conclude con "Stellae Rubae", strumentale che risulta molto ben fatta! Sarà un caso che la strumentale mi piaccia cosi tanto? Mah! Alla fine c'è ancora un cazzeggio rap che fa morire dal ridere!! Per concludere, non si tratta di un album da avere a tutti i costi, anzi! Ci sono una manciata di pezzi carini, ma nel complesso non lo consiglierei a molti! Il discorso è sempre il solito: se volete tutte le uscite degli anni '80 compratevelo, altrimenti tenetivi i soldi per qualcos'altro!!
(EvilEnry - Ottobre 2002)

Voto: 6



Preferisco sicuramente il precedente "Baptism Under Fire", ma anche questo album si lascia ascoltare. Se cercate roba aggressiva statene distanti, se invece vi piacciono le canzoni intricate e veloci allora questo album merita una bella ascoltata. Comunque sia, prima cercatevi l'album precedente, che è sicuramente più riuscito.
(teonzo - Ottobre 2002)

Voto: 7



Un buon album, nettamente inferiore al debutto "Baptism Under Fire", la ricetta è sempre la stessa ma le composizioni stancano un po' alla lunga.
(metalchurch - Ottobre 2002)

Voto: 7