JAUGERNAUT (A.D.)
Contra-Mantra

Etichetta: Progrock Records
Anno: 2008
Durata: 57 min
Genere: progressive pomp rock


Generalmente non sono uno di quelli che si dilunga troppo sulle note biografiche dei gruppi, ma mi limito a dare quelle informazioni basilari che possono interessare al lettore. Nel caso dei Jaugernaut, però, una piccola digressione è doverosa, perchè la loro storia è decisamente curiosa. Questa band, infatti, nasce negli Stati Uniti alla fine degli anni '70 ed è inizialmente formata da Brad Hymas (basso, chitarra e voce), John DiBernardo (voce e chitarra), Jim Valentine (chitarra solista e tastiere), Geoff Woodhouse (tastiere e voce) e Dale Osmundson (batteria); con questa line-up viene pubblicato un primo lavoro auto-intitolato che riscuote un discreto successo con una formula piuttosto in voga in quel momento: un miscuglio tra prog-rock classico influenzato dai Genesis, AOR e pomp rock stile Kansas/Styx. Nel 1982, poi, rimangono solo Valentine e Woodhouse, accompagnati da Jeff Wade (batteria) e soprattutto Jim Johnson (basso e voce), che prenderà le redini del gruppo da lì a poco.
Il secondo disco, "Take 'Em There", ottiene un successo ben maggiore del primo e la carriera dei Jaugernaut sembra prendere il volo, ma le cose non funzionano a dovere e la band si scioglie, con i singoli componenti a prendere strade diverse, musicali e non.
Sembrava conclusa, quindi, la storia di questo quartetto americano, ma a distanza di vent'anni le cose si rimettono in moto: Jim Johnson viene contattato nel 2004 per una riedizione di "Take 'Em There" in onore del ventennale, l'interesse nei confronti del gruppo sembra ancora buono, tanto che i collezionisti fanno a gara per accaparrarsi i vecchi vinili a prezzi esorbitanti su ebay. La tentazione di riprendere gli strumenti, quindi, è troppo forte e Johnson compone nel 2005 un nuovo album, suonato praticamente tutto da solo (tranne pochi interventi di chitarra) e prodotto, stando a quanto afferma lui, solo per il suo piacere. Alla fine, però, il nostro artista decide di pubblicarlo seriamente ed ecco qui questa nuovissima ristampa del terzo album dei Jaugernaut, adesso chiamati Jaugernaut (A.D.).
Con una genesi di questi tipo, quindi, "Contra-Mantra" non poteva non avere una fragranza retrò e smaccatamente nostalgica, sarebbe stato impossibile, ma ha il pregio di lasciarsi ascoltare con piacere, grazie a dei buoni arrangiamenti e ad una cura attenta delle singole composizioni. Lo stile non si è allontanato molto dal passato: progressive rock, AOR, pomp rock, i Genesis un po' più pop (attenzione, quelli di "Duke" ed "And Then There Were Three"... non quelli di "Invisible Touch"!).
Abbiamo così una selezione di brani anche molto diversi tra loro. Il lato più progressive della musica dei Jaugernaut (A.D.) viene celebrato da due brani tra i 12 e i 14 minuti: la prima, "Anthem", è una bella composizione che fluttua con leggerezza tra territori eterei fatti di chitarre arpeggiate e tappeti di tastiere, moog e qualche ritmo elettronico a fare da spola tra nostalgia e modernità e un bel finale sostenuto e solare, in cui il rock incontra le vecchie hit dei primi anni '80. La seconda, "Doing It The Hard Way", rimane più omogenea, giocando molto di più la carta delle atmosfere, con movimenti acustici e passaggi melliflui.
Non mancano i momenti più spensierati, come "The Damage Is Done", che se fosse arrivata venticinque anni fa l'avremmo sentita quasi sicuramente nelle radio mainstream, oppure "Vanity", una sorta di incontro tra "Sweet Home Alabama" e "Walk This Way" degli Aerosmith.
Ci sono anche un paio di brani un po' scontati e superflui ("Better Living Thru Anarchy" ed "A Different World"), ma la ballata finale, "All I See Is Grey", mi riconcilia subito con questo lavoro grazie ad una struttura tanto classica quanto efficace.
Certo, non posso dire che questo disco sia un capolavoro, perchè tutto sommato resta una piacevole rievocazione di un passato ormai concluso; però prendiamo per buone le parole di Jim, che senza troppe pretese ha voluto confezionare un disco fatto di ricordi, un omaggio alla sua storia e alla sua esperienza di due decadi fa. In quest'ottica non rimarrete delusi da questo lavoro, che comunque si assesta su livelli più che dignitosi e potrà essere un bel tuffo nel passato per chi si avvicina ai quaranta e queste sonorità le ricorda bene, oppure un buon modo per i più giovani per avvicinarsi alla storia dei Jaugernaut.
(Danny Boodman - Agosto 2008)

Voto: 7.5


Contatti:
Sito Jaugernaut (A.D.): dimbulbz@hotmail.com
Sito Jaugernaut (A.D.): http://www.jaugernaut.com/

Sito Progrock Records: http://www.progrockrecords.com/