IRON SAVIOR
Megatropolis
Etichetta: Dockyard1 / Edel
Anno: 2007
Durata: 46 min
Genere: power metal
Quando nel 1997 uscì il debutto degli Iron Savior, sono sicuro che
molti si ritrovarono a pensare, come il sottoscritto, che una band del
genere non sarebbe durata a lungo. Intendiamoci, questo non perchè la
qualità della loro musica fosse scarsa, anzi, in pieno periodo di
revival power metal "Iron Savior" si distingueva come un lavoro
roccioso e assolutamente pregevole; quello che mi faceva dubitare era
proprio la super-formazione che componeva il gruppo. Diciamoci la
verità: Thomen Stauch (allora nei Blind Guardian, ma penso non ci sia
bisogno di ricordarlo...) sembrava essere il classico turnista di
lusso, mentre Kai Hansen, occupatissimo con i suoi Gamma Ray, dava
l'idea di essere della partita per divertirsi e fare un favore ad un
vecchio amico. Lo stesso Piet Sielck (che, ricordiamo, ha contribuito
alla nascita degli Helloween e si è affermato in seguito come
produttore e ingegnere del suono) mi dava un po' l'idea di uno che si è
voluto togliere uno sfizio e, avendo le conoscenze e i mezzi per farlo,
non si è tirato indietro.
Ebbene, anno dopo anno, gli Iron Savior hanno smentito tutti questi
pensieri, dimostrandosi una band nata per restare, nonostante i
continui cambi di line-up. Certo, come era prevedibile le star del
primo album si sono messe da parte poco dopo, ma il vecchio Piet ha
portato avanti la sua creatura con coerenza e testardaggine,
dimostrando di essere perfettamente in grado di guidare la navicella
Iron Savior senza bisogno di nessun altro.
Ecco, è questo che mi è sempre piaciuto di Sielck: è uno vero. La sua
musica non ha inventato niente, ma proprio niente: puro e semplice
power metal teutonico sparato a mille, chitarre rombanti, batteria
martellante e un bel vocione roco senza troppe pretese ma con un sacco
di carica. Ok, di gruppi così, solo in Germania, ce ne saranno un paio
di migliaia, ma qui si parla di Piet Sielck, uno che questa musica ce
l'ha impressa a fuoco nel dna. E si sente.
Arriviamo quindi al nuovo disco della band, "Megatropolis", che,
neanche a dirlo, non si sposta di un millimetro da quello che è il
marchio di fabbrica degli Iron Savior. Non importano le mode del
momento, i diecimila sottogeneri che nascono come funghi, le infinite
frammentazione, i corsi e ricorsi della storia musicale: Piet Sielck è
una roccia e non tradisce le aspettative. Quindi sappiatelo: se questa
musica vi ha stancato, allora lasciate perdere, non troverete niente di
interessante in "Megatropolis"; ma se siete dei fan del power metal,
beh, questo disco è la solita impeccabile rappresentazione del genere.
Basterebbe già il trittico iniziale per capire con chi abbiamo a che
fare: "Running Riot", "The Omega Men" e "Flesh" sono tre bordate da
scapocciare dall'inizio alla fine. Il resto è tutto da manuale, con la
tracklist dell'album a dividersi tra treni impazziti in puro stile
power-speed, passando attraverso mid-tempo epici e rocciosi (su tutti
l'ottima "Cybernetic Queen") e canzoni con ritornelli catchy da cantare
a squarciagola.
C'è qualcosa che non quadra in tutto ciò? Be', è sempre la stessa
storia: questo disco continua a non aggiungere niente a quanto detto
negli ultimi vent'anni di storia del power metal. "Megatropolis" è un
disco senza troppe pretese, fatto col cuore ma che, di fatto, non
cambierà una virgola rispetto al passato. Questo è un difetto? In parte
sì e penso che nessuno scomoderà la parola capolavoro per questo disco;
ma in fondo non importa, è giusto così. Ascoltare un disco degli Iron
Savior è come incontrare un vecchio amico: non ti fai problemi se negli
ultimi dieci anni è rimasto lo stesso, anzi, forse sei contento proprio
per questo, perché certe cose non cambiano e continuano a darti le
stesse emozioni di una volta. Allora ben vengano Piet Sielck e la sua
band, ben vengano gli stessi riff ascoltati già mille volte, gli stessi
ritmi e lo stesso spirito.
Bentornato Piet.
(Danny Boodman - Giugno 2007)
Voto: 7.5
Contatti:
Sito Iron Savior: http://www.iron-savior.com/
Sito Dockyard1 Records: http://www.dockyard1.com/
Sito Edel: http://www.edel.it/