INTO ETERNITY
Into Eternity

Etichetta: autoprodotto (recensita la ristampa della DVS Records del 2000)
Anno: 1999
Durata: 43 min
Genere: prog/thrash metal


Questo è il primo album dei canadesi Into Eternity, uscito all'inizio come autoproduzione, e poi ristampato ufficialmente dall'etichetta olandese DVS Records. Lo stile proposto è un po' strano, si tratta di una sorta di prog metal con dei riff di stampo thrash e con qualche growl sparso qua e là. Il gruppo cercava sicuramente di creare della musica originale, tant'è che sul sito ammettono apertamente che si ispiravano a Dream Theater, Nevermore, Iced Earth e DEATH. Personalmente non ci sento nessuna somiglianza coi DEATH (toh, forse un po' i growl...), mentre le influenze di Dream Theater e Nevermore si sentono chiaramente, ed un po' anche quella degli Iced Earth più malinconici.
Le canzoni di questo album cercano di far coesistere le strutture complesse ma pulite dei Dream Theater coi riff intricati ma pesanti dei Nevermore. Dentro ci si trova un po' di tutto, dalle parti acustiche con la voce pulita (non sto granché la voce, soprattutto per come è registrata), fino alle parti più incazzate coi riffoni thrash ed il vocione growl. Questo tentativo di ecletticità alla fine diventa anche il difetto dell'album: il gruppo era ancora acerbo e non riusciva ad amalgamare per bene tutte queste influenze. Ci sono delle buone idee sparse su questo album, ma sono collegate tra di loro in maniera poco incisiva e soprattutto poco spontanea. Le tastiere nelle parti tirate stonano un po' troppo, e le parti più tranquille alla fine risultano essere troppo staccate dal resto dell'album, perché si sente un po' troppo il contrasto tra le parti metal intricate e quelle soffuse e sognanti, che sono a volte troppo elementari.
Sia chiaro però che non si tratta di una schifezza di album. Ai primi ascolti è difficile apprezzarlo, proprio per i difetti elencati sopra. Però dopo un po' si notano anche i pregi del gruppo, vale a dire la capacità di creare dei riff intricati di grande impatto, ed anche degli assoli melodici non troppo sboroni e che riescono ad essere emotivi. Di sicuro si sente che gli Into Eternity sapevano suonare, ed avevano il talento per creare della musica figa. All'epoca di questo album però mancava ancora la maturità necessaria per scrivere delle canzoni unitarie e compatte, mentre qui si ha più la sensazione di puzzle che quella di fluidità.
La produzione purtroppo è il lato debole dell'album: non ci sono grosse cazzate in fase di mixaggio, a parte forse il volume delle tastiere che poteva essere alzato un minimo. Il problema invece sta nei suoni di chitarra, che sono poco incisivi nelle parti cattive, e soprattutto nelle voci pulite, che danno un effetto plasticoso che non mi piace molto. Anche la grafica della confezione non è il massimo, è sempliciotta e banale, ma almeno nel libretto ci sono i testi.
Per concludere, questo album non è certo il massimo della vita, e gli Into Eternity sapranno fare di meglio col lavoro successivo. Io vi consiglio di partire appunto dal successivo "Dead Or Dreaming", se poi proprio diventate patiti del gruppo allora potete pensare ad acquistare anche questo. Si tratta di un album ancora acerbo ed immaturo, ma che contiene delle buone idee e alcune parti melodiche molto belle.
(teonzo - Luglio 2003)

Voto: 6.5


Contatti:
Sito Into Eternity: http://www.intoeternity.com/
Sito DVS Records: http://www.dvsrecords.com/